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mercoledì 31 dicembre 2025

2025: un altro anno positivo per il CD Veronese

di Renzino l'Europeo
Siamo giunti alla fine di un altro anno molto denso di attività, almeno dal punto di vista dei vertici del Circolo. In effetti, sia dal punto di vista agonistico, che da quello amministrativo, il 2025 ha rappresentato una specie di "picco", per gli ultimi anni. Questo giudizio va ovviamente visto alla luce delle (limitate) dimensioni del movimento damistico a Verona e in Italia. Il nostro non è certo uno sport di primo piano, e forse neanche di secondo, ma questo non vuol dire assolutamente che ci sentiamo "piccoli": la nostra presenza è ben visibile, e testimoniata dal buon riconoscimento che la nostra Federazione ha nella struttura del CONI e nelle relazioni istituzionali con il Ministero dell'Istruzione e il Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio, nonché a livello locale con Regioni e Comuni. 

Fondamentalmente, la nostra dimensione è definita dall'assenza di professionismo, anche ai livelli più alti, e questo costringe la vita associativa e sportiva entro limiti "oggettivi". E tuttavia, in questo contesto, il nostro Circolo ha organizzato, quest'anno:

Campionati Provinciali 2025 nel centro "S. Fidenzio"
- i Campionati Provinciali Assoluti di tutte e tre le varianti di gioco praticate nel nostro Paese: dama italiana, internazionale e inglese. I tornei per le prime due hanno dato vita alla bella giornata del 12 gennaio presso il Centro Diocesano di Spiritualità "S. Fidenzio", che, non a caso, abbiamo riconfermato come sede per gli stessi Provinciali Assoluti nel 2026, e quindi fra pochi giorni. La disputa del Provinciale di dama inglese, giunto alla seconda edizione, ci qualifica come una delle poche realtà locali (forse una dozzina) che lo organizzano, in Italia;

- i Campionati Provinciali Giovanili di dama italiana e internazionale, che abbiamo realizzato in due pomeriggi domenicali distinti, il 30 novembre e il 14 dicembre, e pure in due luoghi diversi, per tentare di variare un po' l'ambiente. La partecipazione non è stata entusiasmante, ma essi rappresentano comunque una piattaforma di incontro ormai stabile, per congiungere l'ambiente scolastico con quello "agonistico ufficiale";

70 partecipanti alla Coppa Città di Verona
- i Campionati Regionali Assoluti e Giovanili di dama internazionale, che ci hanno visti in azione il 2 febbraio nell'Aula Magna della Parrocchia di Borgo Nuovo. Un'altra bella esperienza, che ripeteremo nella stessa maniera quest'anno. Verona è da sempre il centro regionale più attivo sulle 100 caselle, e la realizzazione di questo Campionato nella nostra città è in effetti conveniente per tutto il movimento damistico veneto;

- la XXVIII edizione della Coppa Città di Verona di dama internazionale, sempre dedicata, ovviamente, ad Enrico Molesini, e che quest'anno ha di nuovo fatto registrare un piccolo record di partecipazione, con 70 giocatori. La nota stonata dell'espulsione all'ultimo turno della mongola Bayaar non può cancellare la bella esperienza agonistica che il nostro torneo ha saputo offrire ancora una volta a tanti giocatori, di alto livello ma anche di tutte le altre categorie;

Finale Regionale dei Giochi Studenteschi al Galilei
- la Finale Regionale dei Giochi Giovanili Studenteschi/Competizioni Sportive Scolastiche (per le Scuole Superiori), ospitata nell'Aula Magna della succursale del Liceo Galilei, con la partecipazione di 21 squadre, e il coinvolgimento di 4-5 istituti scolastici cittadini. In effetti, il Circolo si è impegnato molto nelle attività del progetto "Dama a Scuola", con insediamenti forti nei Licei Messedaglia e Galilei. Grazie alla qualificazione di 9 squadre di istituti cittadini alle Finali Nazionali di Misano Adriatico, abbiamo marcato una presenza significativa, sia di quantità che di qualità, a questa manifestazione, con un oro ed un argento.

La ciliegina, sul lato organizzativo, è stata la stipula dell'accordo che ci ha permesso di ritrovare una sede operativa dopo lustri nei quali i Circoli veronesi - e sto parlando anche dei "predecessori" del nostro - non ne avevano più avuto una: il Centro di Comunità di via Velino, in zona Golosine-Santa Lucia. Più che sufficiente per le nostre esigenze, la sede è a nostra disposizione una sera alla settimana, ed eventualmente nelle domeniche. E l'accordo con l'Associazione che la gestisce ("NOI La Sorgente"), per conto del Comune, ci garantisce anche un "piede" nella vicina Parrocchia di S. Giovanni Evangelista, cosa che ci fa sempre comodo.

Ma, poiché una società sportiva si giustifica innanzitutto con la pratica agonistica dei suoi atleti, dobbiamo ora anche ricordare un po' tutte le nostre partecipazioni a gare, con i risultati (positivi) di quest'anno. Un'informazione che non riusciamo mai a fare come vorremmo durante l'anno, per portare a conoscenza delle nostre prestazioni in maniera adeguata tutti coloro che ci seguono.

La squadra del Circolo (Verona 1) con Van der Tak
Innanzitutto, la base associativa: con un totale di 70 iscritti, tutti tesserati alla Federazione secondo le diverse tipologie previste, abbiamo raggiunto un "picco" anche su questo versante. Vero è che le speciali condizioni di favore per l'associazione dei giovani ci hanno permesso di "fare numero", ma tutti costoro hanno partecipato almeno ad una delle nostre gare ufficiali, e quindi il fondamento è solido. Però anche sul versante "seniores" abbiamo fatto progressi significativi, con il recupero di amici "ritrovati" dopo diverso tempo, e soprattutto con il prestigioso arrivo nei nostri ranghi del Maestro Internazionale Casper Van der Tak, olandese, e residente sulle rive del Lago Maggiore da almeno una decina d'anni.

A questo proposito, non possiamo evitare di menzionare subito il risultato agonistico ottenuto ai Campionati Italiani a Squadre di dama internazionale, dove abbiamo schierato ben due formazioni del Circolo - la prima delle quali composta proprio da Van der Tak, oltre che dal Presidente Emanuele Danese e dal sottoscritto. Il quinto posto finale, in un contesto diventato negli ultimi anni molto competitivo, ci ha fatto ritornare ai migliori momenti delle nostre partecipazioni a questo Campionato. Molto buono anche il risultato della seconda squadra, con Damiano Anselmi e i fratelli Brancaleone, al settimo posto.

Ma se dobbiamo ricordare un evento particolare, un risultato, ciascuno di noi ne può menzionare di notevolissimi. Per me, ovviamente, c'è la vittoria al Campionato Italiano Maestri (non Assoluto) di Dama italiana. Ne ho già scritto abbondantemente su questo sito, e quindi non devo ripetermi. Ma c'è stata anche la vittoria al classico Torneo del 1° Maggio di Pordenone, una gara non di altissimo rango, ma nella quale ho battuto pure il GM° De Grandis... si tratta di cose che non accadono tutti i giorni...

Sofia Pandolfo ai Mondiali Femminili di Trinidad e Tobago
Più degna di nota, secondo me, è stata la partecipazione di Sofia Pandolfo al Campionato del Mondo femminile, giocato fra settembre ed ottobre nell'isola caraibica di Trinidad e Tobago. Sofia ha ottenuto un dignitoso 14° posto su 18 partecipanti, in un torneo "alla svizzera" su 9 turni che ha visto scontrarsi un po' tutte le più forti giocatrici - a parte russe e bielorusse, per i noti motivi. Erano vent'anni che un'italiana non partecipava a questo Campionato, e in quella occasione, peraltro, solo perchè si era giocato nel nostro Paese, a Latronico (e meglio non ricordare la prestazione). Per trovare un'altra partecipazione degna di nota come quella di Sofia, bisogna tornare a quella di Sara Danese, nel 1989. La nostra "sister", prima Candidata Maestra italiana, è stata pertanto eguagliata da Sofia per quando riguarda i due obiettivi - titolo agonistico e partecipazione ai Mondiali Femminili. Ora manca solo la partecipazione ad un Campionato Italiano Assoluto, che Sara ha giocato nel 1996...

Per il nostro Presidente, il Sommo Ema, ci sono state diverse soddisfazioni. Da menzionare, il titolo regionale di dama internazionale, ottenuto peraltro ex-aequo con Eugenio Garista. Il fatto che questo titolo non sia proprio un "evento storico" dipende dalla mancata partecipazione di Alessio Scaggiante che ha quasi sempre "tralasciato" questa gara nel suo fitto calendario agonistico... Ma ad Emanuele fa piacere ricordare anche la partecipazione all'Assoluto di dama internazionale, che invece testimonia meglio la costante presenza del nostro Presidente nei piani alti del damismo italiano in questa specialità. Io ricorderei senz'altro anche il suo quarto posto al Campionato Regionale di dama italiana (appena dietro di me) - una bella prestazione che gli ha fruttato la promozione a Candidato Maestro della specialità: considerato il suo non elevato impegno sulle 64 caselle, si tratta di un traguardo notevole.

Eugenio Garista contro Mirco De Grandis a Milano
Abbiamo prima menzionato Eugenio, e il suo titolo regionale ex-aequo di dama internazionale. Anche per Eugenio il discorso è analogo: i suoi risultati più significativi si trovano altrove, e sono tutti nel campo della dama italiana: vittoria nel 3° gruppo alla Coppa Città di Schio, secondo posto nel 2° gruppo al Torneo di Isola Vicentina, e buonissime prestazioni ai Campionati italiani Semi-lampo e Lampo, svolti a Milano il 6 dicembre: in entrambi i casi Eugenio ha vinto nella seconda fascia di merito, giocando in un "gruppo unico" in cui ha anche ottenuto bei risultati assoluti. Per lui si sta prospettando lo stesso traguardo del Presidente - la promozione a Candidato Maestro, che ormai è in vista e sarebbe ben meritata.

Arnauld Ouguetie vince il secondo gruppo a Bergamo
Parlando di promozioni, dobbiamo ricordare anche quella di Arnauld Ouguetie a Candidato Maestro di dama internazionale. Il nostro "ivoriano di Legnago" ha ben confermato il suo valore in tutte le gare che ha disputato quest'anno, a partire proprio dalla Coppa Città di Verona, nella quale è giunto 3° del terzo sottogruppo, risultato che gli ha fruttato, appunto, il titolo. Ottima anche la prestazione all'Open di Bergamo con la vittoria nel secondo sottogruppo, battendo all'ultimo turno proprio il nostro Presidente, confinato sul terzo gradino dello stesso podio. 

Per Mattia Brancaleone va ricordata, oltre alla menzionata partecipazione ai Campionati a squadre di dama internazionale, in cui ha personalmente giocato decisamente bene, anche il terzo posto nel "Regionale": se desse più continuità alla sua attività agonistica siamo sicuri che non mancherebbero altri risultati notevoli. La medesima osservazione, peraltro, può valere per altri dei nostri, a partire dal fratello Daniele...

Per Raffaele Garista, con cui ci siamo ritrovati da un paio d'anni, un buon secondo posto nel secondo gruppo del "Regionale", ma anche un'altra prestazione più che discreta a Mori, che mette anche lui in lista d'attesa per una promozione. Roberto Deboni è rientrato con noi quest'anno, e, dopo aver riassaggiato le gare di dama italiana, dove la sua passata carriera damistica lo aveva già portato al titolo di Candidato Maestro, ha anche ottenuto un bel podio nel terzo sottogruppo del torneo di dama internazionale di Mori. Ci ha fatto piacere anche il rientro di Nicola Ramponi, che ha giocato "Provinciale" e "Regionale" di dama internazionale, ed i cui figli hanno animato i tornei giovanili.

Podio di Zanica con Papa Ndob Sy e Nadir Akrimi
Ma abbiamo avuto delle "new entry" di ottimo valore: Nadir Akrimi e Papa Ndob Sy, appassionati di dama italiana (fatto un po' curioso per noi, che conosciamo bene l'affezionamento dei giocatori di origine africana per la dama internazionale) hanno debuttato nei tornei ufficiali, e per entrambi ci sono state 2 vittorie: per il primo a Schio, per il secondo a Zanica in provincia di Bergamo dove peraltro Nadir è giunto terzo. Sappiamo che la categoria d'ingresso, quella dei Provinciali, non è molto popolata, e questo fatto si fa un po' sentire, ma ciò non toglie merito ai nostri due giovani, che vivono nei pressi di Negrar, e che potranno continuare a dimostrare il loro valore nel 2026 con ottime prospettive di promozione alla categoria superiore. Promozione alla categoria Regionale che invece è arrivata per Donato Valan, grazie ad una decisione della Commissione Tecnica che ha ben valutato l'insieme dei suoi risultati. Donato raggiunge così gli amici della Bassa Veronese, Bruno Martinelli e Patrizio Filippini, che da alcuni anni costituiscono un gruppo di giocatori di esperienza, stabile e solido, che potrà senz'altro continuare a mostrare il proprio livello di gioco in tante altre gare del calendario agonistico ufficiale. E non dimentichiamo il "patriarca" del damismo scaligero Andrea Danese, anch'egli sempre presente in sede locale...

La postazione del nostro Circolo al Tocatì, Festival dei giochi
Il Calendario, appunto. Sappiamo che la partecipazione a gare ufficiali dipende anche dalla comodità di raggiungere luoghi talvolta un po' distanti, nonché dagli impegni familiari e di lavoro, che per alcuni di noi fissano dei paletti non valicabili, come per tutti i giocatori amatoriali. Lo abbiamo ricordato all'inizio di questo articolo: nella dama tutti sono dilettanti, e non possiamo andare oltre i limiti concessi dal resto delle nostre attività. Questo vale anche per i giovani, con cui chiudiamo questo resoconto. Il nostro Maestro, Enrico Molesini, ha sempre ricordato a tutti che la dama non può sostituire la scuola, la quale deve sempre venire prima. Cionondimeno, tutti noi del Circolo abbiamo sempre saputo ritagliare, nei nostri anni da studenti, un po' di tempo per la dama, e speriamo che continuino a farlo anche i nostri ragazzi e ragazze, ai quali la pratica di questo sport della mente non può che far bene, come abbiamo sempre detto. Li abbiamo visti agitarsi per i Campionati Studenteschi, venire compostamente ai Campionati italiani di Chianciano Terme, impegnarsi nei diversi tornei di Mori. Per Gabriele Zuliani c'è stata anche l'esperienza dei Campionati Europei Giovanili. Insomma, l'interesse c'è, e finchè ci sono loro il Circolo può continuare a vedere un futuro da protagonista. E' per questo che il Direttivo del Circolo - Emanuele, Teodorino, Eugenio, oltre al sottoscritto - trova ragioni per continuare, per faticare (possiamo dirlo) anche nelle difficoltà contingenti. E' per questo che continuate a trovarci al Tocatì, nelle piazze di Borgo Santa Croce o dei paesi della Provincia, come Bardolino e Calmasino, dove facciamo giocare centinaia di famiglie in eventi promozionali.

Fra poche settimane, il nostro Circolo riceverà la Stella di Bronzo del CONI al Merito Sportivo. La Dama vive come gioco e sport popolare, e il nostro Circolo vive con essa. Buon 2026 a tutti!

mercoledì 12 marzo 2025

Cronaca - XXVIII Coppa Città di Verona di dama internazionale

di Renzino l'Europeo
Due giorni di intensa passione damistica, e grandi fatiche organizzative - questo l'esito della ventottesima edizione del nostro torneo internazionale di eccellenza - la "Coppa Città di Verona - Memoria "Enrico Molesini"", che si è svolto nel fine-settimana fra l'8 e il 9 marzo. Con 70 giocatori, appartenenti a 10 nazionalità sportive diverse (in realtà 11, considerando anche la Bielorussia), abbiamo toccato un massimo assoluto, e un livello tecnico notevole, testimoniato non solo dalla rinnovata presenza di Viktoriya Motrichko, ex-campionessa del mondo, e già vincitrice dell'edizione del 2023, ma anche - possiamo dirlo - dallo schieramento "quasi al completo" dei migliori giocatori italiani. Nemmeno al Campionato Assoluto riusciamo a vedere così tanti campioni tutti assieme... 

La festa sarebbe stata totale, se non avessimo dovuto concluderla con un finale triste, e deprimente. La premiazione si è infatti svolta a valle di una fase convulsa, cominciata durante l'ultimo turno di gioco, e che ha portato alla squalifica della giocatrice mongola Misheel Bayar, mentre ancora non si era conclusa l'ultima partita, che lei stava giocando contro Luca Lorusso. In breve, è sorta una disputa che non aveva reale fondamento tecnico - il finale in corso era di quelli "assolutamente pari" per ogni giocatore anche di medio-basso livello - ma che si è alimentata più che altro del comportamento dei protagonisti, attorno alla damiera. La giovane Grande Maestra ha alzato molto il tono della voce, e il suo linguaggio è stato infarcito da offese gratuite, rivolte sui generis verso l'organizzazione del torneo e contro il modo con cui la Direzione di Gara stava trattando il caso. Abbiamo appreso in seguito (i.e. martedì 11/3), da dichiarazioni apparse su Facebook, pare che la Bayar soffra di particolari problemi di salute mentale, caratterizzabili come "autismo non diagnosticato" (questo articolo scientifico è stato indicato da lei stessa), e che tale condizione la conduca, talvolta, a non controllarsi bene. Nel contesto di uno sport, come il nostro, in cui il disturbo della quiete della sala da gioco e il rifiuto di ricomporsi immediatamente sono passibili di sanzione, la situazione era diventata insostenibile.

Panoramica della sala da gioco all'Hotel S. Marco
Ma vogliamo lasciare un momento da parte questo epilogo, e tornare agli aspetti più gradevoli della "due giorni" che abbiamo vissuto all'Hotel S. Marco, sede più che mai impeccabile, ormai per il quinto anno consecutivo, del torneo. La preparazione della gara è stata, per il nostro Circolo, la più laboriosa di sempre - posso certamente parlare per quello che riguarda il mio angolo visuale. La crescita rapida dei "pre-iscritti", e il desiderio di corrispondere alle aspettative di tutti, ci aveva portato a curare al meglio anche molti particolari minori. Con il nostro Presidente, Emanuele Danese, ci siamo persi in lunghe discussioni sui cartellini dei giocatori da rifare, o sulle tovaglie da procurare. Sono fatiche auto-imposte, lo abbiamo sempre detto, per il bene di tutto il movimento damistico italiano, e anche oltre. Contando sull'eredità morale del nostro Maestro che ci guarda da lassù, ci sentiamo in dovere di non sfigurare, e di ripagare le nuove generazioni tentando di offrire lo stesso piacere per il gioco che ci aveva avvinti quando eravamo giovani noi. E questa è stata la nostra carica, la nostra molla, perché se dovessimo guardare al mero bilancio economico, i motivi di sofferenza non mancherebbero...

Ecco quindi che l'afflusso di giocatori ci ha imposto la previsione di 5 sottogruppi di gioco "fittizi", per i quali predisporre premi in denaro che, sfortunatamente, abbiamo anche dovuto tassare alla fonte come "esattori", in ottemperanza alla legge che ora prescrive di trattare tutti gli importi, senza più alcuna franchigia (l'anno scorso era di 300 €) come fiscalmente imponibili, con un forfait del 20 %. Ecco che abbiamo aggiunto anche il sotto-gruppo giovanile delle "Speranze" agli altri 3 tradizionali, di età superiore, per ricomprendere anche i più piccoli damisti presenti nella "gara per vincere una coppa". Ecco che abbiamo ricercato ed accolto nel nostro Circolo un Maestro Internazionale olandese del calibro di Casper van der Tak, che ci dispiaceva vedere un po' isolato damisticamente, nella sua residenza sulle rive del Lago Maggiore, facendo così rientrare in campo un campione che non giocava più da tempo.

Il torneo era anche cominciato con qualche fuoco d'artificio - alcuni risultati un po' fuori ordinanza rispetto alle previsioni - con alcuni "big" costretti subito ad inseguire: Scaggiante, la Motrichko e Milanese erano stati infatti fermati sul pari, rispettivamente, dalla bielorussa Babovik (pressoché ignota alle scene internazionali), da Diego Tranquillini, e dal giovane talento di Latina Jacopo De Lellis. Ne approfittava proprio Misheel Bayar, che vinceva una partita dopo l'altra. La ventunenne mongola, studentessa all'Università di Cassino, si era però già fatta notare per il suo strano comportamento. Giunta in ritardo - trafelata - all'inizio del torneo, a causa del suo Flixbus, la Bayar aveva pensato di affrontare il dodicenne Totis in maniera oltremodo irrispettosa, estraendo un libro e leggiucchiando come se niente fosse. Richiamata subito per questa irregolarità, è come se avesse iniziato un confronto sistematico "contro tutto e contro tutti"; i suoi avversari hanno lamentato, chi più e chi meno, condotte che oggettivamente erano di disturbo: rumori gutturali, spuntini al tavolo, pittura delle braccia, trascrizione rumorosa delle partite su più fogli... E tutti hanno notato il suo continuo alzarsi e girare per la sala - balletti, finti calci alle pareti e giravolte -, ma anche fuori, e non solo in bagno, in un quadro regolamentare in cui il Direttore di Gara Claudio Tabor aveva comunicato di voler sempre essere avvisato preventivamente di ogni uscita.

La sua opposizione ad essere ripresa dalle camere per il quarto turno, quando era in programma l'incontro con Splendzer, con una serie di scuse anche contradditorie ("divento ansiosa", "i miei non sanno che sono qui e mi ucciderebbero", "non vorrei che la gente veda che mi scrivo sulle braccia mentre gioco", ecc.) ci ha sorpresi ed infastiditi, ma abbiamo voluto evitare motivi espliciti di contrasto, visto che lì per lì non eravamo sicuri di poterci appoggiare su un quadro normativo solido. La stessa accondiscendenza abbiamo mostrato il turno successivo, quando il big-match contro Scaggiante ci avrebbe fatto fare sicuramente il pieno di visualizzazioni. Con il Sommo Ema ci guardavamo e dicevamo: ma che differenza rispetto all'anno scorso, che è successo? Infatti, e non l'avevamo ancora ricordato, la Bayar aveva preso parte all'edizione del 2024 in tutta tranquillità, e con buon profitto: quinto posto assoluto e premio per la migliore donna. I contatti con il nostro Presidente erano sempre stati improntati alla cortesia e alla normalità, talché il Sommo ne aveva tratto la convinzione di poter riuscire a risolvere placidamente anche il momento di tensione più acuto, quello - già in parte descritto - della partita con Lorusso. Ma, come si è detto, così non è successo. Certo, non tutti sono stati impeccabili, ma in momento di confusione bisogna essere dei fuoriclasse per mantenere un aplomb irreprensibile. 

Il podio con Scaggiante e Lorusso - D'Amora era già partito
Mentre cominciamo anche noi a trarre qualche lezione per il futuro, non ci resta che chiudere questa cronaca con i risultati tecnici maturati nel frattempo sulle altre damiere, con Alessio Scaggiante che, dopo aver meritatamente ottenuto i due punti contro la Bayar, conservava il primo posto per quoziente dal "ritorno" prepotente di Gabriele D'Amora, che aveva battuto Luca Salvato, e da quello dello stesso Lorusso, che intanto aveva incamerato i 2 punti a forfait. Fra noi veronesi, non molto brillanti, si salvava solo l'ivoriano di Legnago, Arnauld Ouguetie. La famiglia Splendzer poteva festeggiare le tre generazioni in gara (il papà di Uladzislau, Aliaksandr, ha giocato anche lui, così come la figlia Nicole di 9 anni), mentre i giovani Keir-Christian Sugul, estone, ed Alex Poliakov, olandese, mettevano a segno belle prestazioni in termini assoluti, e premi di categoria significativi. Li risentiremo certamente fra i protagonisti dei prossimi Campionati Europei Giovanili, che si terranno a Chianciano Terme in agosto, con l'organizzazione della nostra Federazione. E qui torniamo a chiudere il cerchio con le motivazioni che continuano a guidarci, e che sono per noi, quelle della dama come "sport per della mente" per tutti, e del proselitismo giovanile. In settimana si ricomincia, con le scuole, ed è anche lì che la memoria di Enrico continuerà a vivere.

Classifica generale - 1°) Alessio Scaggiante (A.S.D. Energya Fitness Club Treviso) p. 10,38.254;
2°) Gabriele D'Amora p. 10,37.248; 3°) Luca Lorusso p. 10,35.255; 4°) Uladzislau Splendzer p. 9,41.243; 5°) Moreno Manzana p. 9,37.232 [1° class. 2° gruppo]; 6°) Loris Alessandro Milanese p. 9,36.249; 7°) Gibril Sarr p. 9,36.236; 8°) Keir-Christian Sugul p. 8,43.239 [1° class. 4° gruppo, 1° Juniores]; 9°) Michele Borghetti 8,40.236; 10°) Roberto Tovagliaro 8,40.230; 11°) Alex Poliakov p. 8,37.245 [1° Cadetti]; 12°) Luca Salvato p. 8,37.231; 13°) Roberto Senesi p. 8,36.248; 14°) Urmas Väärtnõu p. 8,36.223 [1° class. 3° gruppo]; 15°) Aboubacar Sadikh Diop p. 8,35.238; 16°) Jacopo De Lellis p. 7,38.231; 17°) Arnauld Ouguetie p. 7,38.222; 18°) Viktoriya Motrichko p. 7,37.238 [1^ class. donne]; 19°) Hanna Babovik p. 7,37.228; 20°) Andy Damen p. 7,37.224; 21°) Vasylysa Kutsenko p. 7,36.230; 22°) Casper Van der Tak p. 7,36.226; 23°) Mattia Pitzalis p. 7,36.219; 24°) Diego Tranquillini p. 7,35.223/1506; 25°) Emilia Kello p. 7,35.223/1458; 26°) Riccardo Agosti p. 7,34.223; 27°) Argo Unnuk p. 7,34.214; 28°) Matteo Fortunato p. 7,33.227; 29°) Eusebio Cabral De Brito p. 7,33.223; 30°) Giorgia Senesi 7,32.224; 31°) Eugenio Garista p. 7,31.224; 32°) Daniele Macali p. 7,28.222; 33°) Emanuele Danese p. 6,35.228; 34°) Renzo Rubele p. 6,35.201; 35°) Nicola Gioffré p. 6,33.205; 36°) Gilles Roux p. 6,31.210; 37°) Clara Damari p. 6,30.210 [1^ class. 5° gruppo, 1^ Mini-cadetti]; 38°) Diego Signorini p. 6,30.205; 39°) Sofia Pandolfo p. 6,26.215; 40°) Damiano Anselmi p. 5,38.229; 41°) Sandro Martorelli p. 5,37.209; 42°) Mattia Brancaleone p. 5,35.191; 43°) Giovanni Fava p. 5,34.219; 44°) Rafael Antonio Rodriguez Peralta p. 5,33.214; 45°) Francesco Militello p. 5,33;204; 46°) Raffaele Garista p. 5,30.211; 47°) Francesco Gitto p. 5,30.194; 48°) Mattia Scaggiante p. 5,29.221; 49°) Ivano Pergher p. 5,29.212; 50°) Daniele Brancaleone p. 5,27.190; 51°) Giovanni Manghisi p. 5,27.170 [ritirato]; 52°) Walter Celani p. 4,35.162 [ritirato]; 53°) Jonathan De Vitis p. 4,31.199; 54°) Riccardo Totis p. 4,29.210; 55°) Carlo Feliciani p. 4,29.199; 56°) Md Tahsinur Rashid p. 4,28.197; 57°) Aliaksandr Splendzer p. 4,26.196; 58°) Ian Censi p. 4,26.187; 59°) Nicole Splendzer p. 4,25.182 [1^ Speranze]; 60°) Roberto Deboni p. 4,23.199; 61°) Andrea Danese p. 4,19.185; 62°) Nathan Censi p. 3,28.195; 63°) Luciano Sanson p. 3,28.186; 64°) Andrea Palumbo p. 3,26.184; 65°) Loris Uliana p. 3,25.167; 66°) Bellita Domenica Dottor p. 3,21.176; 67°) Anna Damari p. 2,24.173; 68°) Giulio Damari p. 2,22.173; 69°) Nando De Lellis p. 2,22.163.

venerdì 27 settembre 2024

Come sono diventato Maestro

di Renzino l'Europeo
Lo scorso 8 settembre ha segnato un momento un po' speciale per la mia vita damistica: al termine del torneo di dama italiana svoltosi a Gardigiano, in provincia di Venezia - un torneo non di primissima importanza, ma pur sempre una buona gara di livello interregionale - ho acquisito (ufficiosamente, ma in pratica realmente), il titolo di Maestro. Infatti, non appena il programma Kosmos, usato per la gestione dei tornei, ha reso noti i calcoli delle variazioni del "capitale punti", è risultato evidente che avevo superato la soglia di promozione per l'acquisizione "automatica" del titolo, che, per la dama italiana, nella nostra classifica di specialità, è fissata a 3900 punti.

Il conseguimento del titolo di Maestro, divenuto ufficiale con la pubblicazione, pochi giorni dopo, dell'aggiornamento delle classifiche federali, ha rappresentato, per quello che mi riguarda, un piccolo traguardo da festeggiare. Del resto, si è trattato della prima promozione in una categoria agonistica da moltissimo tempo a questa parte. Infatti ero diventato Candidato Maestro di dama italiana all'inizio del 1986, quando avevo 16 anni, e l'anno successivo, nel 1987, ero stato promosso Candidato Maestro anche a dama internazionale. Tuttavia, come sanno bene gli amici damisti, con l'inizio degli studi universitari, nell'ottobre del 1987, avevo ridotto di molto il mio impegno nel gioco. Inoltre, la frequenza del corso di laurea in fisica all'Università di Padova mi aveva portato ad abitare nella città del Santo nel corso della settimana, e quindi a perdere il contatto con il circolo di Verona, poiché non ero più in grado di frequentare gli incontri, fino ad allora costanti, presso la nostra sede, con il Maestro Molesini e gli altri appassionati. Partecipavo ancora a qualche gara, ed a qualche Campionato Italiano, ma non ero più in grado di trovare tempo per l'approfondimento teorico, o per qualsiasi altro momento di pratica del gioco.

La vittoria a Tolmezzo, nello scorso luglio
In effetti, tutto il decennio degli anni '90 è stato caratterizzato da un impegno damistico "a bassa intensità", per così dire, e quindi le velleità di miglioramento, e di promozione a Maestro, hanno dovuto lasciare il posto ad una attitudine diversa, che valorizzava i pochi tornei come momenti di svago e divertimento. Dal 2000 al 2015, poi, sono stato totalmente assente dalle gare, e non ho proprio mosso pedina. In quegli anni, anzi, ho avuto la convinzione che non avrei più giocato a dama. Tra impegni scientifici, interessi politici e variazioni di residenza - prima a Salerno e poi a Bruxelles - la mia mente non trovava neanche un piccolo spazio ludico per spingere pezzi sulla damiera. La situazione era talmente cambiata che non avevo più nemmeno contatti personali con il mondo damistico, con la conseguenza paradossale che quando Enrico, negli ultimi 10 anni della sua vita, si era trasferito in una abitazione del Quartiere Stadio molto vicino alla mia casa di famiglia, dove tornavo ogni tanto, non ci si vedeva nemmeno. Ripensando a questo fatto, non ho mai potuto evitare la sensazione che questa scelta di Enrico fosse stata fatta proprio per cercare, invece, di avere delle rinnovate occasioni di incontro con me, forse per tentare di convincermi a farmi riprendere il gioco.

L'ultima volta che vidi Enrico fu probabilmente nel 2003, già ben dopo che gli era stata ufficialmente diagnosticata quella forma di Parkinson che più tardi si aggravò fino a rendere molto dura la sua vita, e che lo accompagnò fino alla fine. Ma allora stava ancora abbastanza bene, ed era certamente ben lucido, anche quando mi chiese dei miei propositi damistici. «Eh - gli confessai - non so se tornerò più a giocare». Lui era preoccupato del destino che avrebbe fatto il patrimonio damistico (soprattutto pubblicazioni, si intende) che aveva accumulato, e che certamente non era indifferente. Forse avrebbe voluto "passarmene" una parte, chissà, e tuttavia queste operazioni vanno ponderate bene. La mia risposta lo lasciò certamente deluso, ma non tentò di convincermi in direzioni diverse. Poi non ci siamo più sentiti.

La dama è rientrata in maniera importante nella mia vita verso la fine del 2015. L'occasione è stata la disputa del match per il titolo di campione del mondo di dama inglese fra Michele Borghetti e Lubabalo Kondlo. In quel momento Borghetti era già detentore del titolo (nella specialità "ad apertura sorteggiata") ma io non sapevo nulla, niente di niente, e ovviamente rimasi molto sorpreso per questa "nuova condizione" del damismo italiano, che pur non cambiava granché la percezione pubblica del gioco, ma che significava molto per giocatori e federazione. Mi convinsi della bontà di riprendere a dedicare un po' di tempo alla dama, anche per ritrovare vecchi amici e conoscerne di nuovi in un mondo che, dopotutto, mi aveva permesso di vivere esperienze umane e sportive positive.

L'ultima partita ufficiale al Damier Royal Ixellois, contro Adiatou Ibrahim
E fu così che all'inizio del 2016 ho ripreso la tessera FID, con la sicura intenzione di tornare alle gare nel corso dell'anno. In quel tempo, tuttavia, vivevo stabilmente a Bruxelles - cosa che ho fatto fino all'inizio di questo 2024 - e non avevo mai contattato nemmeno i damisti locali, che erano organizzati in due circoli cittadini. Dopo un timido rientro nel Campionato Regionale di dama internazionale, nel quale avevo avuto anche occasione di conoscere, ed incontrare, la "nuova stella" del damismo italiano, Alessio Scaggiante, mi sono ingegnato a programmare qualche torneo nazionale, sia di dama italiana che internazionale. Ho poi deciso, dopo l'estate, di inserirmi anche nell'ambiente damistico belga, prendendo la tessera del Damier Royal Ixellois, e venendo accolto con grande amicizia dai giocatori del circolo. Ho imparato come da quelle parti si dia importanza al torneo sociale, che rappresenta il momento aggregativo di base, e sono tornato a dare significato all'"incontro infrasettimanale di circolo". 

Gli anni successivi mi hanno visto impegnato in maniera costante - tranne il periodo del Covid - nell'attività agonistica. E non solo in Italia e in Belgio, giocando molti tornei e addirittura il Campionato Belga Assoluto (in virtù di una norma che colà non richiede la cittadinanza), ma anche nei Paesi Bassi, perché ero stato convinto a seguire la tradizione dei damisti belgi più attivi, cioè quella di affiliarmi ad un circolo olandese per partecipare anche al Campionato a Squadre di quel Paese. Una esperienza affascinante, che, pur effettuata giocando nelle divisioni più basse - il mio circolo, il RAES Maastricht, aveva due squadre, nessuna delle quali in Serie A o B -, mi ha reso partecipe dell'ambiente damistico più organizzato del mondo, quello dei Paesi Bassi. 

Ma che dire del mio livello tecnico? Dal mio eremo brussellese, sfruttando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (che in altri tempi non esistevano), avevo subito cercato di mettere in atto un programma di ri-alfabetizzazione damistica a base di partite on-line, utilizzo di software damistico, e ricerca di risorse in rete, a partire dalla consultazione di alcuni siti web e dalla collezione di pubblicazioni di varia natura in formato elettronico. Mi sono costituito una biblioteca digitale di notevole ampiezza, e mi sono annotato tutti i siti web che proponevano materiale con analisi, esercizi, informazioni varie. Si è trattato quindi del primo serio lavoro lavoro di rivisitazione e approfondimento teorico dopo molto tempo, che mi ha permesso di recuperare una visione di gioco decente.

Come "rientrante" in gare ufficiali dopo numerosi anni di inattività, ho dovuto scontare una pesante penalizzazione del mio capitale punti, in entrambe le specialità: ben 800. Mi sono reso rapidamente conto che l'assestamento era abbastanza giustificato. Beh, dovrei dire che a dama italiana c'era un po' di esagerazione, ma a dama internazionale non si andava troppo distanti dalla realtà. In quel periodo iniziale di reinserimento agonistico, non pensavo certo ad obiettivi personali in termini di risultati, e men che meno alla promozione a Maestro. Avevo il desiderio riprendere a giocare principalmente per il lato sociologico, di relazioni personali, che si sarebbero ricostituite, e tuttavia non volevo certo sfigurare dal punto di vista tecnico. Sapevo bene che troppe sconfitte, troppi errori, sono spesso alla base di un allontanamento dal gioco. 

Un traguardo parziale che avevo adocchiato, a partire dal 2019, era quello della partecipazione al Campionato Italiano Veterani di dama internazionale. Considerati i concorrenti, avrei perlomeno potuto giocare per qualche piazzamento, e intanto avrei segnalato il mio interesse per il Campionato Europeo Veterani, al quale partecipava spesso per l'Italia non solo il GM° Bertè, ma anche il CM° Francesco Militello. Giusto per dire: lì c'era spazio per un po' di protagonismo. Ed infatti è andata così: nel 2021 sono arrivato secondo al C.I. Veterani, e poi sono stato anche convocato per l'Europeo, aprendo una serie di partecipazioni internazionali che non si è nemmeno limitata alla veneranda categoria, ma che ha spaziato fino ai Mondiali a Squadre del 2022, o all'Europeo Assoluto svolto in Belgio nello stesso anno, pur con una forma di invito rocambolesca. Sempre in quell'anno, sono arrivato a giocare anche un Campionato Italiano Assoluto di dama internazionale, pur entrandoci da "riserva", e finendo ultimo.

Con la Nazionale nel Campionato del Mondo a Squadre 2022, in Turchia
Tutto questo volume di attività mi ha consentito di recuperare un po' di quella esperienza agonistica che un "vero" Veterano avrebbe acquisito lungo decenni di pratica costante. Ha anche significato una netta riduzione di tempo per lo studio personale, che infatti è tornato ad essere occasionale e scarsamente metodico. In questo campo, tuttavia, è giunto ad adiuvandum il mio nuovo impegno nel settore della formazione damistica dei giovani della Nazionale, visto che mi sono messo a collaborare con i responsabili del settore, il Direttore Tecnico Bertè e il GM° Manzana. Nel 2021 e nel 2022 ho accompagnato i nostri giovani ai Campionati Europei e Mondiali Giovanili, ed ho continuato a seguirne da vicino le gesta nei corsi on-line che sono stati organizzati regolarmente negli ultimi anni.

Fin qui tutto bene, il gioco è tornato a darmi qualche soddisfazione, e anche gli accresciuti impegni amministrativi - nel 2020 avevo accettato la carica di Vice-Presidente del Circolo, e poi di rientrare nella Commissione Tecnica Federale, dove ero già stato fino al 1996 - mi sono sembrati congruenti con la visione "a molti ruoli" dell'impegno damistico che abbiamo imparato da Enrico. Poi, nel corso dell'anno scorso, è successo qualcosa di più significativo, tecnicamente. A fine luglio sono andato a giocare il tradizionale torneo di Imponzo, un paesino vicino a Tolmezzo, in provincia di Udine. Si trattava di uno dei pochi tornei di dama italiana che riuscivo ad inserire nei miei programmi, quando tornavo dal Belgio - un torneo di non elevata importanza, ma piacevole dal punto di vista dell'ambiente damistico e anche di quello geografico. Ebbene, sono arrivato primo ex-aequo con il M° Trevisan, vincendo per di più il sorteggio per l'attribuzione dei premi indivisibili, e cioè il bel Trofeo artistico. Di conseguenza anche il mio capitale punti di dama italiana ha avuto uno scatto verso l'alto, superando i 3800 e collocandosi in prossimità della soglia di promozione a Maestro.

Pare curioso che questo apparente miglioramento si sia manifestato nella dama italiana, che ho potuto curare molto meno della dama internazionale, come si evince anche da quello che ho raccontato. Giocare sulle 100 caselle mi era già più gradito anche in tempi storici, a causa dell'apertura internazionale, ma non avevo mai dismesso l'idea di dedicarmi anche al nostro gioco più tradizionale, su cui avevo cominciato a muovere i pezzi in gare ufficiali, nel lontano 1980. A seguito del buon risultato friulano, ho coltivato la speranza di poter superare subito la soglia, nella gara successiva, e così all'inizio di settembre mi sono recato a Zanica, in provincia di Bergamo, dove però sono stato inserito nel secondo gruppo, a causa della presenza di alcuni forti giocatori. Le pedine hanno cominciato a girare in senso contrario alla buona sorte, e così, pur essendo il più alto di ELO, sono finito maluccio, e sono rinculato in modo significativo nel capitale punti. D'altra parte, se non stavo curando troppo la teoria, cosa potevo aspettarmi?

A Malo, contro A. Scaggiante, nel primo torneo dopo la nomina a Maestro
Quest'anno ho ricominciato ad affrontare l'intrapresa con il torneo di Isola Vicentina, in marzo. Buona prestazione, nel primo gruppo, e ritorno sopra quota 3800. Il 1° maggio mi presento a Pordenone con rinnovate speranze, ma, ancora, la soglia mi respinge, e ruzzolo indietro. Ed ecco che torna l'ora del torneo di Imponzo, che quest'anno si giocava proprio a Tolmezzo, nell'albergo di proprietà del nostro ex-Presidente federale Renzo Tondo. Primo gruppo con composizione simile al solito, ed ancora vittoria (!) - questa volta per distacco. Quando stavo assaporando la gioia del possibile traguardo magistrale, ecco che il Kosmos mi gela: il contatore si ferma a 3899, ad un punto dalla soglia. Conscio di non poter vantare nulla dal Fato, torno anche al torneo di Zanica, dove, giocando in un primo gruppo a 10, arrivo nono e mi allontano ancora dall'alloro magistrale. Infine, ecco che, con la trasferta a Gardigiano già citata all'inizio, l'8 settembre, riesco a sfondare l'augusto limite, ed atterrare a quota 3922. Sufficiente, e senza lode, ma - dopotutto - questa è la mia condizione. Ho comunque voluto provare subito l'ebbrezza di giocare un torneo con il nuovo titolo stampato sulla fronte, e mi sono recato a Malo, per la 2-giorni del Memorial dedicato alla carissima Margherita Massignani, che fu arbitro nella mia prima gara giovanile ufficiale, quella del 1980, che si svolse alla Fiera di Verona. Finalmente, ho rotto l'incantesimo e sono rimasto sopra la soglia, anzi, ho guadagnato altro terreno e mi sono collocato a quota 3977. Faremo un altro esperimento ai Campionati Italiani di Palermo, fra un mese, ma intanto posso dirmi più che soddisfatto.

Questa piccola rievocazione storica è un po' un messaggio rivolto ai giovani, e per questo ho voluto scriverlo. Altri obiettivi, nella vita, sono più importanti di questo, ma il metodo è lo stesso, ed è quello che si ritrova ovunque: impegno, dedizione, non mollare davanti alle difficoltà, e perseverare. Anche per me ci sono altri obiettivi importanti, ma intanto questo lo posso festeggiare. Oggi il Circolo ha 3 Maestri di dama, siamo un po' più forti...

martedì 19 marzo 2024

Cronaca - XXVII Coppa Città di Verona - Memorial "Enrico Molesini"

di Renzino l'Europeo
È andata bene anche quest’anno. La 27a Coppa Città di Verona di dama internazionale, disputata sabato 9 e domenica 10 marzo, ha ricompensato il lavoro organizzativo che il nostro Circolo ha compiuto – come sempre, con dovizia – e per il quale la fatica non si è ancora del tutto spenta. La sede di gara, che ha accolto ben 53 partecipanti, è stata la Sala Yellow dell’Hotel S. Marco, che ha un po’ ristrutturato il Centro Congressi, e ci ha spostato quest’anno “dalla parte opposta” a quella a cui eravamo abituati. Tutto bene, comunque, grazie anche al Circolo Dama Mori, che ci ha portato tovaglie verdi ed orologi, confermando la storica collaborazione fra i nostri sodalizi.

Quest’anno siamo stati impegnati a dipanare le novità fiscali sopraggiunte, e che si sono susseguite fino agli ultimi giorni prima della gara. Siamo comunque riusciti a schivare le incombenze burocratiche più gravi, ed a mettere i conti a posto grazie anche alla sponsorizzazione di AGSM AIM e al patrocinio del Comune di Verona, con cui stiamo collaborando proficuamente negli ultimi anni.

Uno scorcio della sede di gara
Dall’estero è arrivato un gruppo composito di giocatori, senza grossi nomi, ma di buon livello, che ha permesso di creare per la nostra gara il tradizionale ambiente internazionale, caratterizzato dalla presenza di numerose bandierine sui cartellini dei nomi piazzati sui tavoli di gioco. Di particolare rilevo la partecipazione della Grande Maestra Internazionale Femminile Misheel Bayar, della Mongolia, ma quest’anno studentessa all’università di Cassino. Agguerrita la tradizionale pattuglia olandese, quest’anno guidata da Marcel Monteba, e sempre benvenuta la giovanissima ucraina Vasylysa Kutsenko, esule in Svizzera. Significativa la presenza di un duo francese, per la prima volta a Verona.

A dare battaglia, nel campo tricolore, c’erano, come sempre, quasi tutti i più forti giocatori italiani, provenienti un po’ da tutti i Circoli attivi nelle 100 caselle. Gli iscritti al CD Veronese erano pure numerosi, con la conferma del rientro al gioco attivo di Andrea Danese, patriarca del damismo cittadino, e dell’ivoriano di Legnago Arnauld Ouguetie. Esordio assoluto, a livello agonistico, per il giovane Gabriele Zuliani, studente del Liceo “Messedaglia”, che ha rappresentato un po’ tutto quell’ambiente scolastico che stiamo cercando di ricontattare, in città e in provincia, dopo anni di scarsissimo coinvolgimento dei giovani a livello locale.

Le dirette su Facebook delle partite dei primi due tavoli hanno contribuito a portare l’attenzione degli interessati in giro per il mondo sul nostro torneo, che peraltro è sempre stato ben pubblicizzato nel Calendario FMJD. 

Il podio del torneo, con Scaggiante, Bertè e Stegeman

Il torneo è stato vinto dal Campione Italiano in carica, Alessio Scaggiante, che ha regolato per quoziente un gruppo di testa composto da ben 6 concorrenti. Al secondo posto si è piazzato Daniele Berté, autore di un ottimo torneo, e al terzo l’olandese Bart Stegeman, residente in Slovenia e presidente di quella Federazione nazionale. Qualcuno si sarà ricordato che questo stesso terzetto era sul podio, in ordine inverso, nell’edizione del 2017. 

La suddivisione in quattro gruppi fittizi ha determinato, poi, altri 3 “podi secondari”. Il secondo gruppo è stato vinto dal savonese Mattia Pitzalis, che ha vinto anche la coppa come migliore junior. Secondo il ternano Giovanni Fava e terzo il padrone di casa Emanuele Danese. Nel terzo gruppo ha prevalso Arnauld Ouguetie, che ha giocato su livelli elevati, davanti al sottoscritto e al moriano Diego Tranquillini. Infine, nel quarto, vittoria di Mattia Scaggiante (fratello di Alessio), davanti ai giovanissimi Jacopo De Lellis di Latina e Lorenzo Gravina di Roncade (TV). De Lellis ottiene anche la coppa come primo fra i mini-cadetti, mentre a prevalere fra i cadetti è stata Vasylysa Kutsenko. La Kutsenko è salita anche sul podio femminile, dove è giunta seconda dietro a Misheel Bayar. Terza la nostra Sofia Pandolfo. 

La Direzione di Gara è stata assicurata da Ezio Valentini, coadiuvato da Teresa Zamboni, Loris Berengan e Teodorino Brancaleone. Il sistema di gara usato è stato, per la prima volta in Italia, uno svizzero “sul rating FMJD”, che ha imposto l’uso del software gestionale Draughts Arbiter della Federazione Mondiale. La classifica completa è disponibile sul sito ufficiale della FMJD.

domenica 9 aprile 2023

L’ucraina Motrichko vince la Coppa Città di Verona

di Renzino l'Europeo
Si è svolta sabato 18 e domenica 19 marzo la XXVI Coppa Città di Verona – Memorial “Enrico Molesini”, il torneo di dama internazionale che il nostro Circolo organizza ormai da molti anni, e che tradizionalmente apre il calendario agonistico a livello nazionale. Quest’anno abbiamo potuto contare, oltre al co-finanziamento della FID, anche sulla sponsorizzazione di AMIA, ed è stato nuovamente concesso il patrocinio da parte del Comune di Verona, che probabilmente contribuirà anche finanziariamente, come nel 2022. Gradita (e ricercata) anche la collaborazione di altri circoli vicini - Mestre, Bergamo e Mori – con quest’ultimo che ha portato le belle tovaglie verdi da gioco che hanno ornato i nostri tavoli.

Quest’anno sono convenuti nella nostra città ben 50 giocatori, di cui un gruppetto di stranieri ben qualificati, a partire dalla campionessa ucraina Viktoriya Motrichko, che vive in Bielorussia, essendo sposata da tempo con Uladzislau Splendzer, anch’egli noto giocatore di buon livello. La coppia è arrivata nella nostra città munita di carrozzina, per poter accompagnare il figlio Gabriel, di 1 anno, mentre l’altra figlia, Nicole, di 7 anni, è rimasta a casa dai parenti.

Sofia Pandolfo alle prese con l'olandese Roep Bhawanibhiek
C’era pure un’altra ucraina, la giovane tredicenne Vasylysa Kutsenko, attualmente profuga in Svizzera, già ben note alle scene dei Campionati giovanili europei e mondiali. Ma anche i due olandesi, e i tre provenienti dalla Guinea-Bissau, connazionali del ben noto Eusebio Cabral de Brito - il nostro “Matos” - hanno dato battaglia ad alto livello in tutti i 6 turni di gioco. Molto gradita la presenza del Presidente della Federazione Mondiale (FMJD), il polacco Jacek Pawlicki, che pure non è un gran giocatore da tavolino, e che ha scelto Verona per uno dei suoi rari tornei. 

La partecipazione degli italiani è stata anch’essa molto qualificata, perché, a cominciare dal Campione Italiano Alessio Scaggiante, c’erano quasi tutti i più forti giocatori in attività, ad eccezione di Walter Raimondi che era volato in Polonia per difendere il titolo di Campione Europeo Veterani. Da Loris Milanese a Daniele Macali, passando per Moreno Manzana, Roberto Tovagliaro, Daniele Bertè, fino a Luca Lorusso, la presenza di tutti questi campioni ha garantito, e al tempo stesso confermato, il livello elevato di qualità del nostro torneo. 

Quest’anno, nella tradizionale sede di gara all’Hotel S. Marco, non abbiamo dovuto mettere in pratica nessuna di quelle misure anti-Covid che negli ultimi 2 anni si erano imposte sulla scena, con tutte le annesse preoccupazioni burocratiche. Ne ha guadagnato certamente la vivibilità della gara, che si è svolta tranquillamente anche quando, nel pomeriggio del sabato, siamo stati affiancati da un altro evento nella sala a fianco. Le partite dei primi 2 tavoli sono state trasmesse come al solito in diretta Facebook, e quindi si possono ritrovare tutte sul canale Facebook della Federazione, e anche, più comodamente, su un canale Youtube russo che le ha ripubblicate nei giorni e nelle settimane seguenti.

Il podio, affiancato dal Presidente FMJD Pawlicki e da quello FID Bordini
Il torneo, dopo i primi turni, ha visto emergere il terzetto Motrichko-Scaggiante-Sarr, con quest’ultimo – il più forte fra i guineani – che perdeva l’ultima partita con l’ucraina fissando così i gradini del podio nell’ordine menzionato. Si è trattato di un risultato certamente meritato per la campionessa, anche se il nostro Alessio ha dimostrato di giocare allo stesso livello, come del resto ci si attendeva.

Gli altri premi sono stati assegnati come previsto dalla prescritta suddivisione fittizia in 4 sottogruppi, più quello femminile. Nel secondo di questi gruppi, affermazione dell’ostico Nicola Gioffrè davanti al nostro Presidente Emanuele Danese, ed al guineano Ringo Nhaga. Nel terzo, sono stato io a finire davanti a tutti, per questa volta (!), mentre il sorridente Pawlicki è arrivato secondo ed un ancora più sorridente Beniamino Danese - tornato ad una competizione nazionale dopo qualche anno - terzo. Nel quarto gruppo si afferma Francesco Aielli di Latina davanti alla nostra Sofia Pandolfo, che con questo bel risultato è stata anche promossa alla categoria Nazionale: un risultato atteso, ma sempre da celebrare, visto che in Italia sono state poche le donne che hanno raggiunto questo livello. Terzo il mestrino Gabriele Cappelletto. Il sottogruppo femminile ha visto ovviamente vincere la Motrichko, davanti alla connazionale Kutsenko ed alla Sofia, che hanno quindi potuto fare bella mostra sul podio.
Nel complesso è stata abbastanza buona anche la presenza dei giovani, fra i quali si è fatto notare il fratello minore di Alessio Scaggiante, Mattia, che ha primeggiato tra i Cadetti ed ha pure ottenuto la promozione alla categoria regionale. Il premio degli Juniores, invece, è andato a Francesco Aielli, mentre la Kutsenko ha portato a casa quello dei mini-cadetti.

La direzione di gara è stata assicurata da una terna guidata da Alessio Mecca, e composta da Gianpaolo Ciccone e dal nostro Teodorino Brancaleone. Alla premiazione il momento più toccante è stato l’esecuzione dell’inno ucraino, che la Motrichko ha voluto cantare con un buon tono. A Jacek Pawlicki il Presidente FID Carlo Bordini ha voluto consegnare una targa-ricordo, mentre il gruppetto dei guineani ha voluto ringraziare ufficialmente l’accoglienza che ha ricevuto da parte della nostra organizzazione, locale e nazionale – a partire dall’assistenza per i visti.

Alla fine tutti sono stati abbastanza soddisfatti, e così anche quest’anno la memoria di Enrico Molesini ha potuto essere ben onorata.

Classifica: 1° Viktoriya Motrichko (Ucraina) p. 11,46.82; 2° Alessio Scaggiante p. 10,47.74; 3° Gibril Sarr p. 9,49.66; 4° Roep Bhawanibhiek p. 9,38.53; 5° Nicola Gioffrè p. 8,44.56; 6° Aboubacar Sadikh Diop p. 8,44.52; 7° Roberto Tovagliaro p. 8,43.52; 8° Emanuele Danese p. 8,43.47; 9° Luca Lorusso p. 8,42.54; 10° Ringo Nhaga p. 8,41.52; 11° Loris Alessandro Milanese p. 8,40.51; 12° Moreno Manzana p. 8,40.48; 13° Daniele Macali p. 8,38.46; 14° Vasylysa Kutsenko p. 8,33.37; 15° Giovanni Fava p. 8,33.34; 16° Renzo Rubele p. 7,43.39; 17° Francesco Maria Aielli p. 7,41.39; 18° Sofia Pandolfo p. 7,41.38; 19° Marco De Koning p. 7,40.42; 20° Eusebio Cabral de Brito Matos p. 7,34.36; 21° Riccardo Agosti p. 7,31.29; 22° Eugenio Garista p. 7,29.27; 23° Daniele Bertè p. 6,44.38; 24° Roberto Senesi p. 6,43.38; 25° Celestino Biagué p. 6,40.34; 26° Jacek Pawlicki p. 6,36.26; 27° Gabriele Cappelletto p. 6,35.28; 28° Matteo Fortunato p. 6,33.27; 29° Beniamino Danese p. 6,32.28; 30° Jonathan De Vitis p. 6,26.18; 31° Daniele Redivo p. 5,44.27; 32° Francesco Militello p. 5,38.28; 33° Mattia Brancaleone p. 5,37.25; 34° Diego Tranquillini p. 5,37.20; 35° Mattia Pitzalis p. 5,35.17; 36° Damiano Anselmi p. 5,33.17; 37° Mattia Scaggiante p. 5,32.20; 38° Sandro Martorelli p. 5,28.13; 39° Margherita Aielli p. 4,33.14; 40° Carlo Feliciani p. 4,30.8; 41° Romano Serra p. 4,28.10; 42° Nicolò Turone p. 4,24.13; 43° Daniele Brancaleone p. 3,37.14; 44° Diego Signorini p. 3,31.7; 45° Dino Bellin p. 3,28.12; 46° Adriano Merelli p. 3,28.7; 47° Luciano Sanson p. 3,25.9; 48° Andrea Cappadonia p. 2,30.7; 49° Luca Avolio p. 2,26.2; 50° Elisa Bosco p. 1,27.3.

domenica 10 aprile 2022

Cronaca - XXV Coppa Città di Verona - Memorial "Enrico Molesini"

di Renzino l'Europeo
Un bel venticinquesimo anniversario, quello della Coppa Città di Verona di dama internazionale. Il nostro bel torneo, che tradizionalmente si tiene allo sbocciare della primavera - quest’anno il 26-27 marzo -, ha infatti consegnato agli Annali un’edizione al più alto livello tecnico mai registrato.

Dei 47 giocatori ai nastri di partenza, ben 15 provenivano da altri Paesi Europei, con 2 fortissimi Grandi Maestri Internazionali, come il 5 volte Campione del Mondo Alexander Shvartsman, russo, già presente (e vincitore) nel 2019, e l’olandese Ron Heusdens, più volte campione nazionale. Particolare interesse ha suscitato anche la partecipazione del Maestro Internazionale Yuriy Lagoda, ucraino, ma da anni residente in Olanda. In effetti Shvartsman e Lagoda, pur nominalmente cittadini di due Paesi tristemente in guerra tra loro, si trovano nei fatti “dalla stessa parte della barricata”, perché il buon Alexander, che ha una moglie ucraina (e anche due figlie), risiede in quel Paese da tempo, ed anzi ha dovuto anch’egli riparare in Olanda, con tutta la famiglia, aiutato in ciò dal Circolo di Wageningen, per il quale gioca durante una buona parte dell’anno.

Particolarmente nutrito il gruppo proveniente dalla Lettonia, costituito da 6 giovani, tutti allievi della 10 volte campionessa mondiale femminile Zoja Golubeva, la quale, pur presente, ha preferito non giocare. Per quanto riguarda gli olandesi, oltre ad Heusdens c’erano altri 5 validi giocatori, fra cui il MF Peter van der Stap. Da segnalare anche la partecipazione del MI Jacov Shaus, israeliano.

Il nostro Circolo ha dovuto faticare parecchio per reggere l’impatto della sfida organizzativa, che quest’anno si è presentata con dei paletti sempre più alti. Infatti non è ancora venuto meno l’obbligo di attenersi alla normativa di protezione anti-Covid, e, per andare incontro alle aspettative di “alleggerimento” espresse da vari giocatori, si è deciso di utilizzare i separatori in plexiglass al posto delle scomode, e certamente consunte, visiere. Comunque la sede di gara presso l’Hotel S. Marco ha offerto ancora una volta un ambiente accogliente e di prestigio. Nuova e benvenuta la sponsorizzazione di AGSM AIM, così come il patrocinio del Comune, la cui amministrazione è stata rappresentata alla premiazione dall’Assessore allo Sport e Tempo Libero Filippo Rando.

Il podio (Shvartsman, Heusdens e Milanese) con le figlie di Enrico, ed Emanuele
Ha vinto ancora, come previsto, Shvartsman, che ha staccato Heusdens e l’ottimo Loris Milanese, primo della qualificata pattuglia italiana, che comprendeva anche il Campione Italiano Roberto Tovagliaro e uno dei due co-vincitori dell’anno scorso, Daniele Macali. Molto buona la prestazione del giovane savonese Matteo Fortunato che, oltre a portarsi a casa una coppa come primo fra gli Juniores, ha conseguito la promozione a Maestro per superamento della relativa soglia di Capitale Punti ed ha pure vinto nel secondo gruppo “fittizio” di merito, davanti al lettone Vsevolods Mitrevics e all’olandese Andy Damen. Altri premiati: Marco Stipcevich come primo dei Cadetti, Giorgia Senesi come prima dei Mini-Cadetti e la lettone Jelizaveta Zaharova come prima delle donne, davanti alla connazionale Darja Drabova ed a Sofia Pandoldo. Nella terza categoria di merito la terna dei premiati ha visto il nostro Eugenio Garista, ritornato quest’anno al damismo agonistico dopo più di vent'anni, imporsi su Stipcevich e Stefano Valentini, mentre nel quarto è stato il buon Damiano Anselmi ad aggiudicarsi il rimborso spese più alto, davanti al lettone Aleksejs Pelniks ed a Giuseppe Toscano.

Meno gloria damistica che organizzativa per gli altri componenti del Circolo, a partire dal Sommo Ema e da me stesso, mentre va segnalato anche il ritorno alle gare di Daniele Brancaleone, che, assieme al fratello Mattia, ha ricostituito in ogni caso una "Armata" di buon livello.

Senza problemi la Direzione di Gara di Stefano Iacono, coadiuvato da Gianpaolo Ciccone e Teresa Zamboni. Alla premiazione il Consigliere Federale Macali ha dato atto al CD Veronese dell’ottima riuscita di questa edizione; come sempre, inoltre, hanno presenziato alla consegna dei premi anche le figlie di Enrico, il cui ricordo, da parte di Ema, è stato certamente apprezzato da tutti.

Classifica: 1° Alexander Shvartsman p. 11,45.81; 2° Ron Heusdens p. 10,48.79; 3° Loris Alessandro Milanese p. 9,47.65; 4° Yuriy Lagoda p. 9,42.60; 5° Aize Plantinga p. 9,40.53; 6° Peter van der Stap p. 9,39.53; 7° Jacov Shaus p. 8,45.53; 8° Luca Lorusso p. 8,43.54; 9° Matteo Fortunato p. 8,42.42; 10° Jelizaveta Zaharova p. 8,41.46; 11° Vsevolods Mitrevics p. 8,40.44; 12° Andy Damen p. 7,45.48; 13° Daniele Macali p. 7,45.44; 14° Aboubacar Sadikh Diop p. 7,43.41; 15° Roberto Senesi p. 7,39.38; 16° Eusebio Cabral de Brito Matos p. 7,37.38; 17° Nicola Gioffrè p. 7,36.32; 18° Roberto Tovagliaro p. 7,35.35; 19° Eugenio Garista p. 7,35.34; 20° Marco Stipcevich p. 7,25.22; 21° Riccardo Agosti p. 6,40.37; 22° Moreno Manzana p. 6,37.34; 23° Rafael Antonio Rodriguez Peralta p. 6,36.29; 24° Emanuele Danese p. 6,36.28; 25° Stefano Valentini p. 6,36.27; 26° Bert Begeman p. 6,34.22; 27° Daniele Redivo p. 6,33.24; 28° Damiano Anselmi p. 6,27.20; 29° Aleksejs Pelniks p. 5,40.32; 30° Darja Drabova p. 5,37.23; 31° Giuseppe Toscano p. 5,35.25; 32° Daniele Brancaleone p. 5,35.17; 33° Diego Signorini p. 5,32.22; 34° Diego Tranquillini p. 5,32.18; 35° Mattia Brancaleone p. 5,30.21; 36° Renzo Rubele p. 4,37.18; 37° Francesco Militello p. 4,35.16; 38° Andrea Cappadonia p. 4,30.15; 39° Pietro Ros p. 4,29.13; 40° Ludy Brink p. 4,28.10; 41° Sofia Pandolfo p. 4,28.7; 42° Andrea Taviani p. 4,26.12; 43° Elizabete Kolbase p. 4,23.8; 44° Giorgia Senesi p. 3,32.8; 45° Simone Demaria p. 2,22.0; 46° Giovanni Paolo Manghisi (ritirato) p. 2,17.10; 47° Tereze Barbara Graudina p. 0,31.0.

martedì 21 settembre 2021

Cronaca - Torneo Nazionale "Memorial Massignani e Altini"

di Renzino l'Europeo
Come avevamo già accennato anche nell'articolo dedicato al Tocatì, l'attività agonistica si sta svolgendo con una certa regolarità in tutta Italia (e nel mondo) - pur con qualche limitazione - nel rispetto delle norme speciali imposte dal protocollo di sicurezza anti-COVID adottato dalla Federazione. La partecipazione ai tornei risulta talvolta inferiore al solito, ma in altri casi risente positivamente del desiderio dei giocatori di rimettersi a sfidare avversari "dal vivo", davanti ad una vera damiera, e non più solo davanti ad un computer.

Un esempio concreto di questo slancio agonistico ci è stato offerto dal Torneo Nazionale "Memorial Massignani e Altini" di dama italiana, svoltosi nella scorsa domenica 19 settembre a Schio (VI). E' stato il Circolo "Giuseppina Rizzi", con sede ad Isola Vicentina, ad organizzare questa gara - uno sforzo che dura già da 3 anni, nato con l'idea di commemorare due figure del damismo vicentino: Margherita Massignani, notissima ed apprezzata Arbitro nazionale (anzi, per la precisione, Direttrice di Gara), e Valerio Altini, giocatore non fortissimo (era comunque Maestro, ed anch'egli Arbitro nazionale) ma conosciuto da tutti, non solo nel Veneto. Questo "Memorial" è definito itinerante in quanto si tiene programmaticamente in diversi Paesi del Vicentino (Isola, Malo e Schio) in anni diversi, proprio per onorare meglio le persone scomparse a cui è dedicato; quest'anno era il turno di Schio. 

Anche alcuni giocatori del nostro Circolo hanno intrapreso la trasferta nella vicina terra scledense, a partire dal nostro Presidente, Emanuele Danese, che, essendo anche componente del Comitato Regionale Veneto, utilizza occasioni come questa per vedere gli altri rappresentanti della nostra regione, ed in primis il vulcanico Delegato Regionale FID Sergio Garbin, che era appunto l'organizzatore factotum di questa gara. Presente anche Bruno Martinelli, valente giocatore di categoria "Regionale", di Nogara, che nella prima edizione del "Memorial" ottenne un'inaspettata ma meritata vittoria nel terzo gruppo ELO. Ancora più comodo il viaggio per Luciano Sanson, che abita a Thiene e che, come sappiamo, è iscritto al nostro Circolo per l'antica amicizia che lo lega ad Ema. 

Il podio del terzo gruppo, con Emanuele Danese (a sx.)
Guardando i risultati, se per Luciano il 7° posto nel Gruppo "promozionale" Senior (su 18 partecipanti) testimonia forse la sua limitata esperienza sulle 64 caselle - didatticamente fu subito iniziato al gioco "all'internazionale" da Emanuele -, una piccola delusione può averla avuta Bruno, che ha giocato nel terzo dei quattro gruppi ELO previsti, ed ha dovuto subire la maggiore consuetudine agonistica della gran parte dei suoi avversari, giungendo in fondo alla classifica. Se guardiamo però, appunto, il quadro dei partecipanti, possiamo rassicurare il tenace nogarese, consigliandolo di non abbattersi troppo. E, tra gli altri giocatori del terzo gruppo, c'era - guarda un po'! - anche il Sommo Ema, che ha sfoderato una bella prestazione ottenendo un meritato secondo posto con 8 punti (in 6 partite), dietro al trevigiano Paolo Moscheni, giovane in forte ascesa tecnica. Ci complimentiamo con il nostro Presidente, che sappiamo non essere un cultore del gioco all'italiana, ma che sa farsi valere anche sulle 64 caselle se è "in giornata", e per questo vogliamo mostrare qui un frammento di una sua partita, voltasi a suo favore dopo poche mosse.

Si tratta del secondo turno di gioco, nel quale Ema (con il Nero) ha incontrato il giovane Nazionale di Aosta Davide Gemma.

L'apertura 1. 22-18, 11-15; 2. 23-20 è, da Tabella, una 1N, ma il gioco d'intreccio che può derivarne, e che infatti si è prodotto subito in questa partita, è aperto a molteplici possibilità. 2... 15-19. E' la continuazione tradizionale, più giocata - e, del resto, anche solo conoscendo lo spirito battagliero del Nostro, si poteva già supporre che egli avrebbe colto al volo l'occasione d'attacco. 3. 20-15. Anche il Bianco piazza il suo avamposto giocando subito in Meta. 3... 10-13; 4. 18-14, 13-18. Ecco qui la più classica delle configurazioni delle Partite d'Intreccio, giocata numerose volte anche nei nostri Campionati Italiani. 5. 21-17, 12-16. Anche questa è la continuazione più regolare, a cui pervenne pure in una partita di Campionato il nostro Vate, il Maestro Enrico Molesini, nell'incontro da lui giocato (e vinto) con il Bianco nell'Assoluto 1980 contro il pugliese Gaetano Mazzilli, oggi nonagenario, e ancora attivo: parteciperà ai Campionati Italiani che si svolgeranno questa settimana a Castel di Tusa, in Sicilia, seppur nel terzo gruppo. 6. 27-23? Qui il Bianco normalmente prosegue con 26-21 o con 24-20. La mossa giocata consente al Nero di piazzare la forte avanzata 6... 18-22! che mette alle strette il Bianco.

Mossa al Bianco

A questo punto, se il Bianco gioca 7. 30-27??, come successo in partita, dà la possibilità al Nero di effettuare il tiro 7... 6-10; 8. x 10-13; 9. x 7-11; 10. 15x6, 2x11; 11. 14x7, 5x30; 12. 23x14 4x18 +, che il Sommo Ema non si è lasciato sfuggire. Per cercare di mettere una pezza, il Bianco avrebbe dovuto tentare una giocata del tipo 7. 15-11 x 8. 30-27, come fatto da Vittorio Berta contro Adolfo Battaglia al 6° turno dell'Assoluto 1967 (posizione derivata dall'apertura 23-20 11-14 22-18) e da Lucio Licastro contro Mario Fero al 23° turno del Campionato 1986. Nel primo caso, Battaglia continuò con 8... 8-12 9. x 19-22 10. xx 11. 23-19 e Berta riuscì ad impattare, mentre nel secondo caso, dopo 8... 8-12 9. x 2-6, Licastro proseguì ancora debolmente con 10. 26-21? 6-11; 11. 17-13, 19-22; 12. 23-20? xx e finì col perdere la partita.

Non ci resta che complimentarci nuovamente con Emanuele, con la speranza di vederlo presto ancora protagonista sulle 64 caselle. Noi, intanto, dovremo dare notizia di tante altre gare effettuate nella prima parte dell'anno, incluso importanti Campionati Italiani.