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martedì 21 settembre 2021

Cronaca - Torneo Nazionale "Memorial Massignani e Altini"

di Renzino l'Europeo
Come avevamo già accennato anche nell'articolo dedicato al Tocatì, l'attività agonistica si sta svolgendo con una certa regolarità in tutta Italia (e nel mondo) - pur con qualche limitazione - nel rispetto delle norme speciali imposte dal protocollo di sicurezza anti-COVID adottato dalla Federazione. La partecipazione ai tornei risulta talvolta inferiore al solito, ma in altri casi risente positivamente del desiderio dei giocatori di rimettersi a sfidare avversari "dal vivo", davanti ad una vera damiera, e non più solo davanti ad un computer.

Un esempio concreto di questo slancio agonistico ci è stato offerto dal Torneo Nazionale "Memorial Massignani e Altini" di dama italiana, svoltosi nella scorsa domenica 19 settembre a Schio (VI). E' stato il Circolo "Giuseppina Rizzi", con sede ad Isola Vicentina, ad organizzare questa gara - uno sforzo che dura già da 3 anni, nato con l'idea di commemorare due figure del damismo vicentino: Margherita Massignani, notissima ed apprezzata Arbitro nazionale (anzi, per la precisione, Direttrice di Gara), e Valerio Altini, giocatore non fortissimo (era comunque Maestro, ed anch'egli Arbitro nazionale) ma conosciuto da tutti, non solo nel Veneto. Questo "Memorial" è definito itinerante in quanto si tiene programmaticamente in diversi Paesi del Vicentino (Isola, Malo e Schio) in anni diversi, proprio per onorare meglio le persone scomparse a cui è dedicato; quest'anno era il turno di Schio. 

Anche alcuni giocatori del nostro Circolo hanno intrapreso la trasferta nella vicina terra scledense, a partire dal nostro Presidente, Emanuele Danese, che, essendo anche componente del Comitato Regionale Veneto, utilizza occasioni come questa per vedere gli altri rappresentanti della nostra regione, ed in primis il vulcanico Delegato Regionale FID Sergio Garbin, che era appunto l'organizzatore factotum di questa gara. Presente anche Bruno Martinelli, valente giocatore di categoria "Regionale", di Nogara, che nella prima edizione del "Memorial" ottenne un'inaspettata ma meritata vittoria nel terzo gruppo ELO. Ancora più comodo il viaggio per Luciano Sanson, che abita a Thiene e che, come sappiamo, è iscritto al nostro Circolo per l'antica amicizia che lo lega ad Ema. 

Il podio del terzo gruppo, con Emanuele Danese (a sx.)
Guardando i risultati, se per Luciano il 7° posto nel Gruppo "promozionale" Senior (su 18 partecipanti) testimonia forse la sua limitata esperienza sulle 64 caselle - didatticamente fu subito iniziato al gioco "all'internazionale" da Emanuele -, una piccola delusione può averla avuta Bruno, che ha giocato nel terzo dei quattro gruppi ELO previsti, ed ha dovuto subire la maggiore consuetudine agonistica della gran parte dei suoi avversari, giungendo in fondo alla classifica. Se guardiamo però, appunto, il quadro dei partecipanti, possiamo rassicurare il tenace nogarese, consigliandolo di non abbattersi troppo. E, tra gli altri giocatori del terzo gruppo, c'era - guarda un po'! - anche il Sommo Ema, che ha sfoderato una bella prestazione ottenendo un meritato secondo posto con 8 punti (in 6 partite), dietro al trevigiano Paolo Moscheni, giovane in forte ascesa tecnica. Ci complimentiamo con il nostro Presidente, che sappiamo non essere un cultore del gioco all'italiana, ma che sa farsi valere anche sulle 64 caselle se è "in giornata", e per questo vogliamo mostrare qui un frammento di una sua partita, voltasi a suo favore dopo poche mosse.

Si tratta del secondo turno di gioco, nel quale Ema (con il Nero) ha incontrato il giovane Nazionale di Aosta Davide Gemma.

L'apertura 1. 22-18, 11-15; 2. 23-20 è, da Tabella, una 1N, ma il gioco d'intreccio che può derivarne, e che infatti si è prodotto subito in questa partita, è aperto a molteplici possibilità. 2... 15-19. E' la continuazione tradizionale, più giocata - e, del resto, anche solo conoscendo lo spirito battagliero del Nostro, si poteva già supporre che egli avrebbe colto al volo l'occasione d'attacco. 3. 20-15. Anche il Bianco piazza il suo avamposto giocando subito in Meta. 3... 10-13; 4. 18-14, 13-18. Ecco qui la più classica delle configurazioni delle Partite d'Intreccio, giocata numerose volte anche nei nostri Campionati Italiani. 5. 21-17, 12-16. Anche questa è la continuazione più regolare, a cui pervenne pure in una partita di Campionato il nostro Vate, il Maestro Enrico Molesini, nell'incontro da lui giocato (e vinto) con il Bianco nell'Assoluto 1980 contro il pugliese Gaetano Mazzilli, oggi nonagenario, e ancora attivo: parteciperà ai Campionati Italiani che si svolgeranno questa settimana a Castel di Tusa, in Sicilia, seppur nel terzo gruppo. 6. 27-23? Qui il Bianco normalmente prosegue con 26-21 o con 24-20. La mossa giocata consente al Nero di piazzare la forte avanzata 6... 18-22! che mette alle strette il Bianco.

Mossa al Bianco

A questo punto, se il Bianco gioca 7. 30-27??, come successo in partita, dà la possibilità al Nero di effettuare il tiro 7... 6-10; 8. x 10-13; 9. x 7-11; 10. 15x6, 2x11; 11. 14x7, 5x30; 12. 23x14 4x18 +, che il Sommo Ema non si è lasciato sfuggire. Per cercare di mettere una pezza, il Bianco avrebbe dovuto tentare una giocata del tipo 7. 15-11 x 8. 30-27, come fatto da Vittorio Berta contro Adolfo Battaglia al 6° turno dell'Assoluto 1967 (posizione derivata dall'apertura 23-20 11-14 22-18) e da Lucio Licastro contro Mario Fero al 23° turno del Campionato 1986. Nel primo caso, Battaglia continuò con 8... 8-12 9. x 19-22 10. xx 11. 23-19 e Berta riuscì ad impattare, mentre nel secondo caso, dopo 8... 8-12 9. x 2-6, Licastro proseguì ancora debolmente con 10. 26-21? 6-11; 11. 17-13, 19-22; 12. 23-20? xx e finì col perdere la partita.

Non ci resta che complimentarci nuovamente con Emanuele, con la speranza di vederlo presto ancora protagonista sulle 64 caselle. Noi, intanto, dovremo dare notizia di tante altre gare effettuate nella prima parte dell'anno, incluso importanti Campionati Italiani.

lunedì 23 dicembre 2019

Spiccioli di Tecnica - La combinazione del Sommo Ema

di Renzino l'Europeo
Il M° Emanuele Danese è il Presidente del nostro Circolo, ed ha il merito di aver seguito con costanza la vita damistica cittadina e nazionale da quando ha iniziato a giocare, nel corso degli anni '80 del secolo scorso. Il suo contributo è stato non solo tecnico-agonistico, ma anche organizzativo - ricordiamo qui soprattutto il coordinamento redazionale della rivista "Damasport", tenuto per molti anni, la breve esperienza al Consiglio Federale, in un periodo turbolento della vita della FID, e ovviamente il ruolo essenziale nell'allestimento della "Coppa Città di Verona", il principale evento damistico che si tiene nella nostra città, con regolarità annuale.

In chiusura di questo 2019 vogliamo allora proporre ai nostri lettori una pillola di tecnica che il Sommo Ema ci ha regalato quest'anno, e cioè un bel tiro effettuato ai danni del giovane Maestro di Velletri Enes Habilaj, proprio nel corso dell'ultima Coppa Città di Verona, in marzo. Vediamo per bene.

Alla posizione diagrammata, il Nero, condotto da Habilaj, giunge muovendo erroneamente 12-17??


Il Bianco ha qui a disposizione una brillante forzatura con implicita combinazione: 29-24! a cui il Nero deve necessariamente rispondere con 14-19, pena la perdita immediata di un pezzo con un tiretto 2x1 (mentre 14-20? sarebbe ovviamente punita dall'immediata damatura con presa multipla mediante 37-32!). Ma ecco che il Bianco mette in moto un inesorabile meccanismo di prese: 34-29! ed ora dopo qualsivoglia cattura operata dal Nero si prosegue infilando la via di dama già aperta - ad esempio, come avvenuto in partita, 23x34, 40x29, 25x23, 37-32!, 19x30, 32x1. Il Nero può prendere la dama ma rimane con un pezzo in meno: 2-7, 35x24, 10-14, 1x12, 8x17, e il destino è segnato.

L'intera giocata, comprensiva della partita da cui scaturisce, è visibile in un video pubblicato su Facebook a questo indirizzo, con il commento dello stesso Emanuele.

La notorietà del Sommo Ema si è grandemente allargata nelle ultime settimane a seguito della sua partecipazione al popolare programma televisivo "L'eredità", nelle due serate di sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre: complimenti al Nostro e, cogliendo questa occasione, porgiamo a lui e a tutti gli affiliati del nostro Circolo i migliori auguri di Buone Feste.

lunedì 18 marzo 2019

Storia e Spiccioli di Tecnica - Enrico e la Dama Internazionale

di Renzino l'Europeo
Siamo ormai giunti alla vigilia della Coppa Città di Verona, la gara nazionale di dama internazionale organizzata dal nostro Circolo, che si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo presso l'area ricreativo-sportiva della "Pineta" di Via Camuzzoni, 1. Il torneo, che quest'anno si annuncia ben partecipato in quantità e qualità, è da alcune edizioni dedicato espressamente ad Enrico, che ci ha lasciati nel 2012. In questo sito-blog abbiamo già pubblicato diverso materiale che ne ricorda la figura e l'opera, ma ovviamente molto di più potrebbe essere detto e scritto. Oggi vogliamo dedicare quest'articolo ad una piccola rievocazione dei primi impegni agonistici del nostro Maestro con la dama internazionale.

Bisogna tornare con la mente agli anni '60, un periodo fecondo per il movimento damistico in Italia. La Federazione Italiana Dama, ricostituita su basi stabili nel 1959, aveva deciso l'affiliazione formale alla Federazione Mondiale (FMJD) nel corso del 1960. La pratica della specialità "all'internazionale" era confinata, in quel periodo, a pochi cultori, fra i quali vanno ricordati i primi italiani che ebbero la ventura di partecipare ad un Campionato del Mondo - Edmondo Fanelli e Marino Saletnik (nel 1952). Vi era in effetti la "culla" triestina, dove il gioco sulle 100 caselle era diffuso in una cerchia relativamente ampia di appassionati, molto più che in qualunque altra città o circolo. Ma nel complesso l'Italia era veramente agi inizi. Urgeva un'azione di proselitismo, che venne compiuta innanzitutto attraverso "Damasport", ma che ebbe come pilastri alcune iniziative fondamentali: l'organizzazione dei Campionati Italiani di specialità, e l'assegnazione all'Italia del Campionato del Mondo del 1964, che si svolse a Merano, e che venne preceduto da un torneo di "qualificazione nazionale".

Enrico, che in quel periodo risiedeva a Bolzano, fu spettatore privilegiato dell'evento iridato del 1964, e colse in pieno l'onda "internazionalista". Per lui, che allora era Candidato Maestro di dama italiana, si trattò di un'opera un po' da autodidatta, in cui poteva al massimo mettere a frutto la conoscenza del francese. E comunque, ecco che il Nostro si presenta ai nastri di partenza del primo Campionato Italiano sulle 100 caselle, che si svolse a Trieste dal 27 al 30 maggio del 1965, inquadrato nella categoria "Regionale" (che allora era chiamata "Serie A"). Sei furono invece i concorrenti nella "Serie Nazionale": Saletnik, Fanelli, Laporta, Walter Zorn, Specogna e Prodan. Il titolo assoluto, come sappiamo dalla storia, andò a Francesco Laporta, che superò Saletnik per quoziente.

Enrico viene premiato come vincitore del titolo di 2a Nazionale nel 1966
Le cronache narrano di un Molesini che parte bene ma che incappa in un refuso contro il triestino Grando, e poi perde anche con Apolloni, giungendo quarto su 10 partecipanti. Un esordio discreto, che gli permette comunque di essere annoverato tra i primi giocatori agonisti "ufficiali" in Italia. L'anno dopo, in effetti, la partecipazione complessiva raddoppia e si organizzano 5 gruppi distinti, corrispondenti alle 5 categorie tradizionali. Enrico partecipa al Campionato di "2a Nazionale" (in pratica, Candidati Maestri), e lo vince! Il titolo assoluto va invece a Saletnik, che si prende la rivincita su Laporta. 

Se buttiamo l'occhio su quelle pioneristiche partite, che gli archivi ci mettono a disposizione, possiamo magari inarcare le sopracciglia per lo stile o per le scelte tecniche, non proprio inappuntabili, ma dobbiamo applicare dei criteri storici benevoli. Giusto per mettere a disposizione dei curiosi una "pillola tecnica", pubblichiamo qui l'incontro che Enrico vinse contro Sergio Specogna.

Bianco         Molesini

Nero            Specogna

1. 32-28 18-22 2. 31-26 12-18 3. 37-31 7-12 4. 31-27 22x31 5. 26x37 20-24 6. 34-30 1-7 7. 40-34 18-22 8. 37-32 13-18 9. 30-25 8-13 10. 41-37 16-21 11. 34-30 15-20 12. 37-31 21-26 13. 45-40 26x37 14. 32x41 10-15 15. 41-37 18-23 16. 46-41 23x32 17. 38x18 13x22 18. 37-32 9-13 19. 41-37 12-18 20. 43-38 7-12 21. 49-43 2-8 22. 36-31 22-28 23. 32x23 19x28 24. 30x10 5x14 25. 33x22 18x36 26. 35-30 4-10 27. 38-33 20-24 28. 30x19 14x23 29. 40-34 10-14 30. 33-29 23-28 31. 43-38 17-22 32. 34-30 11-17 33. 29-24 12-18 34. 44-40 8-12 35. 40-35 14-19 36. 50-44 6-11 37. 25-20 3-9 38. 30-25 19x30 39. 35x24 11-16 40. 38-33 18-23 41. 42-38 23-29 42. 44-40



12-18??
Specogna, dopo una partita giocata perlopiù in vantaggio, a tratti forse anche decisivo, spreca una buona posizione, consentendo ad Enrico di sfoggiare una combinazione vincente. Il Nero avrebbe dovuto continuare con 42... 13-18 (o con 42… 16-21), a cui il Bianco avrebbe potuto replicare con la soluzione, molto probabilmente di pari, 43. 40-34 29x40 44. 47-41 36x47 45. 38-32 47x29 46. 32x45, ecc.


43. 24-19! 13x24 44. 39-34! 28x30 45. 25x21 16x27 46. 20x29 15-20 47. 48-42 27-31 48. 37x26 22-28 49. 40-34 9-14 50. 26-21 14-19 51. 21-16 28-32 52. 38x27 19-24 Bianco vince.

mercoledì 6 marzo 2019

Storia e Tecnica - Una "Meta" del Cavalleri

di Renzino l'Europeo
Nel nostro sito-blog cercheremo di fare qualche esercizio tecnico di livello superiore, ad esempio commentando qualche partita. Inoltre dedicheremo del tempo anche alla dama italiana, nonostante l’incipit sia stato rivolto un po’ di più alle 100 caselle, come riflesso dell’orientamento agonistico attuale del Circolo. Ad esempio l’obbligo di ricordare Eldo Cavalleri, il grande Campione veronese del secolo scorso, ci induce ad andare oltre la sua biografia, tentando di vedere in dettaglio qualche elemento tecnico.

Proponiamo allora come capitolo iniziale della rubrica che incrocia storia e tecnica il tema delle prime edizioni del Campionato Italiano, i famosi match giocati da Cavalleri negli anni ’20 per vincere e poi conservare il titolo. Non possediamo tuttavia un archivio completo delle partite, che ci piacerebbe sapere se sia ancora conservato, da qualche parte. Ci pareva di aver sentito che in effetti non ve n’è più traccia. La nostra unica fonte è il noto saggio di Ghelardo Ghelardini “Tra dame e pedine”, che riporta in una delle sezioni finali del primo volume un’antologia di partite dei Campionati d’anteguerra, a cura del M° Angelo Volpicelli, il quale, evidentemente, doveva esserne personalmente in possesso. E’ chiaro che un simile patrimonio, se esiste, andrebbe reso disponibile al pubblico dei damisti interessati.

Le prime due partite pubblicate su “Tra dame e pedine” fanno parte della sfida Cavalleri-Tagliaferri del 1926 - quella in cui il veronese conquistò il titolo -, ma non sappiamo quali fossero, esattamente, all’interno della (lunga) serie. Il trattato di Ghelardini era notoriamente più interessato alla storia delle persone e dell’organizzazione damistica che agli aspetti tecnici. Da conoscenze generali sappiamo comunque, perlomeno, che nel 1924 era stata introdotta nelle gare ufficiali, dalla neonata Federazione, la Restrizione Inglese, con 43 aperture sorteggiate, per incontri di andata e ritorno. E’ quindi ovvio ritenere che anche per questo match fosse in vigore tale regola.

Proviamo a guardare nel dettaglio la prima partita, senza ambizione di rispondere in modo esaustivo agli interrogativi che noi stessi ci porremo.

Bianco            Cavalleri
Nero               Tagliaferri

1. 23-19 12-16
Per la Restrizione Inglese questa apertura è la Ayrshire Lassie, denominazione che andrebbe tradotta come "Adorabile ragazzina dell'Ayrshire" (si intende la contea scozzese avente questo nome), benché l'Avigliano, avendo forse qualche problema di comprensione, si inventò il nomignolo "Ariana", che le rimase sempre "ufficialmente" assegnato.

2. 19-15
Oggi quest'apertura figura formalmente nella nostra Tabella sotto il diverso ordine di mosse 23-20, 12-16; 20-15, ed è classificata come 1B. Il Badiali la definisce "in complesso equilibrata".  La scelta di occupare subito la Meta (da cui il nome classico con cui è nota, mentre per gli Inglesi questa partita è chiamata "Bristol"), non era ben vista dal Lavizzari nel caso si parta da 23-19 12-16, e ad essa egli appioppava curiosamente un punto interrogativo, preferendovi mosse ritenute "più sicure" come 28-23, 21-18 e 27-23. L'avanzata in Meta appare tuttavia la continuazione più naturale se l'apertura è 23-20 12-16, dando appunto origine alle citate partite classiche.

2... 11x20 3. 24x15 7-11 


Il Nero inizia un attacco alla pedina in Meta, ma questa idea strategica è sempre stata ritenuta negativa, essendo di gran lunga preferita la continuazione 10-14, che è quella classica. Il Lavizzari definiva tale condotta "molto debole, pur forzando la pari". Il Gasparetti non dedica neanche una riga alla 7-11 nel suo tomo, benché questa mossa sia stata giocata anche in alcune partite di Campionato Italiano degli ultimi 40 anni.

4. 28-24 11x20 5. 24x15 3-7
Costituisce per noi un elemento di curiosità la scelta di alzare la pedina in 3 piuttosto che quella in 4.

6. 32-28 7-11 7. 28-24 11x20 8. 24x15 4-7 9. 27-23 


Questa mossa di Cavalleri "movimenta" il gioco.
La scelta "canonica" di difendere la pedina in Meta con 9. 31-28 7-11 10. 28-24 11x20 11. 24x15 conduce alla situazione che aveva in mente il Lavizzari, favorevole al Bianco; comunque dopo 16-20 12. 27-23 20x27 13. 30x23 6-11 (unica) 14. 15x6 2x11 la pari è tranquilla. Questa continuazione è descritta dal Lavizzari nella partita n. 13, nota (b), del "Libro Completo", dove si prosegue con 15. 23-20 10-13 16. 22-19 11-14 17. 19x10 5x14=.

9... 6-11?
Più foriera di prospettive appare, in astratto, la 9... 7-11, scelta infatti in alcune partite di Campionato post-1967. Diciamo "in astratto", perché l'esito di tali partite è stato perlopiù funesto per il Nero, a causa di errori successivi nel districarsi fra le delicate scelte da compiere. Il Nero in effetti non teme l'apertura di una via per la damatura, da parte del Bianco, mediante il sacrificio 10. 15-12 8x15 11. 23-19 15-20 12. 19-15 perché anch'egli avrà la possibilità di andare a dama, ma nel cantone. A questa posizione sono giunte le partite Gatta-Bollettini (Campionato 1980), Bisanti-Golosio (1981), Sarcinelli-Portoghese (1997), Faleo-Mancini (2010), Michele Maijnelli-Carmelo Sciuto (2014). Solo la prima terminò in parità, ma dopo un errore di Bollettini non sfruttato da Gatta, tutte le altre sono state vinte dal Bianco. Alcune di queste partite sono state pubblicate nella rubrica "Tecnica Agonistica" su Damasport; si rimanda in particolare al n. 1/2017 dove il GM Gasparetti commenta la partita Maijnelli-Sciuto.
La 9... 7-12? è data perdente da Gasparetti con 10. 31-28 12x19 11. 22x15, vedasi la nota (d) al menzionato commento della Maijnelli-Sciuto.

10. 15x6 2x11
Qui il quesito teorico sta nel sapere se la partita sia già persa a questo punto. Il Bianco dispone di un forte vantaggio posizionale, ma, nel caso concreto, il Cavalleri non ha operato sempre al meglio.

11. 21-18 11-15 12. 23-19
Cavalleri sceglie una condotta poco aggressiva; egli aveva invece a sua disposizione almeno un paio di mosse migliori: 1) 12. 26-21 a cui il Nero avrebbe dovuto replicare con 10-13 che sembra condurre alla pari lungo un percorso irto di pericoli ad ogni mossa: 13. 18-14 13-18 14. 22x13 9x18 15. 29-26 8-12 16. 21-17 18-22 17. 26x19 15x22 18. 23-19 16-20 19. 17-13 20-23 20. 13-9 5-10 21. 14x5 1x10 22. 9-5 10-13 23. 5-2 13-17 24. 2-6 22-26 25. 30x21 17x26 26. 6-11 23-28 27. 11x4 28-32=.
Meglio ancora la 2) 12. 30-27! 8-12 13. 26-21 10-13 14. 21-17 5-10 15. 31-28 1-5 16. 23-19 15-20 17. 28-24 20-23 18. 27x20 16x23 19. 29-26 23-27 20. 19-14 10x19 21. 17x1 19-23 22. 18-14 27-30 23. 14-11 30x21 24. 11x4 difficile pari.

12. . . 7-11 13. 19x12 8x15 14. 30-27 16-20 15. 26-21


15… 20-23??
Errore decisivo. Tagliaferri avrebbe dovuto proseguire con 5... 10-13 alla quale il Bianco avrebbe potuto rispondere con 16. 18-14 11x18 17. 21x14 ma dopo 5-10 18. 14x5 1x10 la patta è tranquilla; ad es. 19. 25-21 13-17 20. 22-18 17x26 21. 29x22=. Su 16. 21-17 segue 20-23 17. 27x20 15x24 18. 17x10 5x21 19. 25x18 1-5 20. 22-19 5-10 21. 29-26 10-13 22. 26-22 13-17 23. 31-27=.

16. 27x20 15x24 17. 22-19!! 10-14
Su 17... 10-13 segue 18. 19-14 13x22 19. 14x7 24-28 20. 31x24 22-27 21. 7-3 27-30 22. 21-17+-.

18. 19x10 5x14 19. 21-17 14x21 20. 25x18 1-5 21. 17-13!!
Unica per la vittoria, le altre perdono.

21... 11-15 22. 29-26 15-19 23. 31-27 Bianco vince.

Un piccolo revival a cui daremo un seguito, con la dovuta calma.

martedì 19 febbraio 2019

Biblioteca - La partita classica

di Renzino l'Europeo
Quanti giocatori di dama internazionale, in Italia, si ritrovano spesso, per scelta esplicita o anche per una dinamica "involontaria", ad imboccare partite che possiedono un impianto "classico"? La risposta la conosciamo bene: molti, forse la maggioranza. Il gioco classico è quello che abbiamo appreso con più facilità, senza dover studiare quantità eccessive di nozioni teoriche. E che si lascia preferire - non dobbiamo nasconderlo - se vogliamo metterci su un binario conosciuto quando incontriamo giocatori più forti, o quando giochiamo partite veloci.

Anche nel nostro Circolo, se volessimo fare un piccolo censimento statistico, scopriremmo che le partite classiche sono molto popolari. Certo, il Maestro Emanuele Danese rappresenta un po' l'eccezione, nel momento in cui si fa un punto di orgoglio nel praticare sovente anche un gioco più fantasioso, più ardito. Ma la scuola di Enrico, va detto, non era molto ricca sulla teoria delle aperture, e un po' tutti ci siamo adattati a utilizzare con più frequenza gli schemi di gioco più accessibili.

Ma è proprio vero che il gioco classico è anche "semplice"? Poco rischioso? Adatto ai giocatori meno esperti? La verità è, come del resto ci si aspetta, più complessa. Conoscere il gioco classico non significa ancora "conoscerlo bene", e se pur questo stile di gioco ci appare confortevole da un punto di vista soggettivo, cionondimeno la sua profondità è tanta quanto quella del gioco nella sua interezza. Basti solo pensare alle posizioni classiche del prefinale (quelle con 9-10 pezzi per parte, per intenderci), la cui padronanza è ben lungi dall'essere acquisita anche da chi usa con scioltezza l'impianto classico in apertura o nel centro-partita.

Sarà allora utile a tutti ripassare e sistemare le nozioni teoriche con uno strumento didattico di uscita abbastanza recente, "La partie classique", scritto dal Maestro francese Jean-Pierre Dubois. La seconda edizione, del 2016 [186 pp.], è stata rivista e aggiornata, ed è in vendita presso la Federazione Francese (FFJD) a 16 €.

Dubois, campione di Francia nel 1982, è noto al grande pubblico, e certamente anche a molti giocatori italiani, per almeno altre due sue opere didattiche, quella sul "Sistema Roozenburg" e quella sul "Sistema Keller". I due agili manualetti erano stati redatti nel 1996 e nel 1997, ed avevano il merito di essere stati realizzati con un buon approccio pedagogico, adatto anche a giocatori di livello non eccelso, come - dobbiamo riconoscerlo - siamo noi italiani. "La partie classique" appare concepito nel medesimo spirito. Per la stesura del testo Dubois afferma di averci messo molto tempo (ben tre anni) a conferma che gli argomenti apparentemente semplici sono in realtà densi di insidie, e non banali da trattare. Del resto, per quanto possa sembrare strano, un'opera monografica di questo tipo è proprio una primizia internazionale, benché il tema risulti trattato con varia profondità in tanti altri libri. 

Il gioco classico ha una sua origine storica abbastanza definita, essendo stato praticato prima di tutti dai giocatori africani. Si diffonde in Europa quando il senegalese Woldouby, nel 1910, mette piede a Parigi, causando grande scompiglio negli ambienti damistici della capitale francese. Woldouby viene "scoperto", per così dire, da Louis Barteling, il quale nota il suo negozio (denominato "Le Damier") in una Fiera d'esibizione africana che si teneva a Parigi in quell'anno. L'africano usava giocare "per soldi" contro gli avventori che lo desiderassero, e lo stesso Barteling pensò di cimentarsi nella sfida, uscendone desolatamente sconfitto due volte di seguito. Balbettante, raccontò l'accaduto agli altri soci del Circolo Damistico parigino, sicché furono poi organizzate diverse partite e sfide ufficiali, nelle quali solo il campione del mondo Isidore Weiss riuscì a tener testa all'africano.

Per "onorare" queste origini geografico-culturali, Dubois ha ben pensato di ottenere una prefazione dell'opera da parte di Jean-Marc Ndjofang, il forte camerunense vice-campione del Mondo nel 2013, il quale conferma che «la partita classica ha il merito e il dilemma di essere apparentemente facile da giocare, pur essendo il sistema più complesso da imparare nel gioco della dama».

La legatura centrale che caratterizza il gioco classico
Il manualetto di Dubois è strutturato in due "sezioni" distinte, in base ad un programma didattico ottimale: la prima parte presenta gli elementi, le caratteristiche tecniche del gioco classico, con un accenno a tutti i temi strategici e tattici che ne rappresentano i mattoni costitutivi; la seconda descrive in maniera più formale le strategie fondamentali che si adoperano in questo stile di gioco, che comunque sono ben annunciate già all'inizio del volume: il ritardo temporale, il controllo delle ali, la pressione sulle ali. Sotto gli occhi dell'avido lettore si avvicendano esempi, descrizioni, commenti. Non sapremmo dire se tutti i giudizi e le valutazioni presenti possano formare un corpus teorico condiviso al 100% dalla generalità dei giocatori più forti, ma la bellezza del gioco è di non essere una vera scienza: è ammessa una pluralità di approcci e di congetture.

Nel nostro blog torneremo in futuro con qualche dettaglio su questo libro e sul gioco classico, in generale. Per adesso, sperando di far cosa gradita agli appassionati, pubblichiamo qui in calce il Sommario dell'opera, tradotto in italiano.

·         Prefazione
·         Introduzione
·         Presentazione
o   Il ritardo temporale
o   Il controllo delle ali
o   La pressione sull’ala sinistra
o   La pressione sull’ala destra
·         Prima parte: gli elementi di base
o   I tempi di riserva
§  L'occupazione del territorio
§  L'avanzata Ghestem
§  I cambi all'indietro
§  I cambi in avanti
§  Sacrifici posizionali
o   La vulnerabilità del centro
§  La presa multipla 29x7 (22x44 per il Nero)
§  Il tiro del cavallo
§  Il sacrificio Dussaut
§  Il tiro Beets
§  Il tiro del richiamo
§  In assenza della pedina 38
§  La presa multipla 28x6 o 30x6 (23x45 o 21x45 per il Nero)
§  Posizione di sintesi
o   Pedine retrostanti e pedine appese
§  Pedine retrostanti e appese
§  La pedina retrostante in 36 (15)
§  La pedina appesa in 42 (9)
§  La pedina retrostante in 45 (6)
o   Le formazioni di pedine
§  La formazione 30-35
§  Il trifoglio 25-30-35
§  Il treppiede 34-39-43
§  La formazione 25-30-34-35
§  La legatura 30-34-35
§  La formazione 45-40
§  La formazione 25-30-35-40-45
§  Il grande triangolo 25-30-34-35-40-45
§  La legatura 30-34-35-40-45
§  La formazione del doppio bis
§  Le formazioni sull'ala sinistra
o   L'avanzata tempestiva in casella 22 (29 per il Nero)
§  L'incursione in campo avverso
§  In presenza di una pedina in 36 (15 per il Nero)
§  Con un sistema di combinazioni
§  Con il tiro reale
§  Con il colpo di tacco
§  Con una pedina simmetrica in 22 (29)
o   L'avanzata Ghestem
§  L'avanzata Ghestem
§  In presenza del trifoglio 16-21-26
§  In associazione con 37-31 o 22-27
o   La legatura dell'ala sinistra
§  L'immobilizzazione dell'ala destra opposta
§  La messa in gioco della pedina retrostante in 36 (15)
§  La liberazione dell'ala sinistra con 27-22
·         Il tiro reale
·         Le combinazioni
·         Parte 2: le strategie
o   Il ritardo temporale
§  La libertà di movimento
§  Non è facile pattare
§  Non è facile vincere
§  Tempi di attesa
§  La valorizzazione della pedina 36
§  La messa in gioco della pedina 13
§  La pedina appesa in 42
§  Lo sfruttamento della pedina retrostante in 36
§  L'importanza della pedina 12 e l'avanzata in 29
§  Lo sfruttamento del trifoglio
§  Posizione di sintesi
o   Il controllo delle ali
§  Piano di base
§  L'insuccesso del piano di base
§  Piani elaborati
o   La pressione sull'ala sinistra
§  Piani di base
§  L'avanzata in 21
§  L'avanzata in 22
o   La pressione sull'ala destra
§  La pressione contro la pedina 24
§  Il cambio 27x29
§  L'attacco in 30
·         Una posizione favolosa
·         Per concludere
·         Indice dei nomi

venerdì 15 febbraio 2019

Spiccioli di Tecnica - Finalino con Titolo Provinciale in premio

di Renzino l'Europeo
Nel Campionato Provinciale 2019 di Dama Internazionale mi sono trovato a giocare contro il Sommo Ema al terzo ed ultimo turno, dopo che entrambi avevamo ottenuto gli stessi risultati nelle nostre rispettive partite contro Mattia e la Sara: una patta e una vittoria. Il confronto era quindi potenzialmente decisivo per l'assegnazione del titolo, nel caso uno dei due avesse vinto. Con una pari, non avremmo potuto sfuggire l'ex-aequo, e in più avremmo dovuto conoscere l'esito del contemporaneo confronto fra Mattia e la Sara.

Dopo un'apertura abbastanza regolare, la partita (che io gioco col Bianco) volge sul genere "attacco centrale", perché Emanuele non ne vuole sapere di rimanere su cànoni troppo monòtoni. Ma il cambio che esegue per portare l'attacco non mi sembra proprio solidissimo. Tuttavia, dopo qualche palleggio sulle ali, decidiamo entrambi di uscire da quella situazione, e la partita si stabilizza su un confronto fra schieramenti, con il Nero in 36, che cerca di rimanere più solido in mezzo, e io, un po' arretrato, che manovro sul lato corto. Ad un certo momento non mi accorgo di una combinazione 3x4 che il Sommo esegue senza troppo indugio. Con un pezzo in meno ma apparentemente avviato verso la damatura, Emanuele sembra in condizione ottimale, ma con la coda dell'occhio vedo un 2x3 che mi consente di riprendere il pezzuolo avanzato e riequilibrare la situazione.

Ora si tratta di affrontare il gioco di posizione del pre-finale piazzando le pedine al posto giusto; da notare che stiamo giocando con un tempo di riflessione di 15' + 10", e ovviamente a questo punto i quadranti sono un po' deficitari per tutti e due. Ho l'impressione che Emanuele non abbia ben valutato la tattica, perché ad un certo punto si trova un po' chiuso con i movimenti, e la conseguenza è che posso avviarmi più speditamente verso la damatura. Giungiamo in effetti a questa posizione (ultima mossa del Bianco: 10-4)

Mossa al Nero

E qui il Sommo Ema non vede alternative alla condotta "regolare", perché s'avvia verso dama con 1. … 40-45??, e mi consente di effettuare la combinazione 2. 21-17 22x11 3. 4x50, con seguito 3. … 11-17 4. 50x6 45-50 5. 29-23! e classica situazione di chiusura sulle parallele (che avevo già calcolato al millimetro nel momento della damatura in 4).

Ciò che né Ema né io avevamo però visto era la "semplice" via d'uscita che nella posizione diagrammata il Nero avrebbe potuto imboccare: 1. … 28-33! 2. 29x38 22-27! 3. 4x31 36x16 e pari che sono io a dover guadagnare, ma senza alcun problema.

Il gioco della dama internazionale offre ognora di questi "trucchetti", e in questo finalino si condensano due motivi diversi - uno tradizionale e uno brillante - che anche il giocatore meno esperto può ben apprezzare, ed eventualmente memorizzare.

Risultato della storia: titolo provinciale al sottoscritto, e terzo posto per Emanuele. All'anno prossimo!