mercoledì 6 marzo 2019

Storia e Tecnica - Una "Meta" del Cavalleri

di Renzino l'Europeo
Nel nostro sito-blog cercheremo di fare qualche esercizio tecnico di livello superiore, ad esempio commentando qualche partita. Inoltre dedicheremo del tempo anche alla dama italiana, nonostante l’incipit sia stato rivolto un po’ di più alle 100 caselle, come riflesso dell’orientamento agonistico attuale del Circolo. Ad esempio l’obbligo di ricordare Eldo Cavalleri, il grande Campione veronese del secolo scorso, ci induce ad andare oltre la sua biografia, tentando di vedere in dettaglio qualche elemento tecnico.

Proponiamo allora come capitolo iniziale della rubrica che incrocia storia e tecnica il tema delle prime edizioni del Campionato Italiano, i famosi match giocati da Cavalleri negli anni ’20 per vincere e poi conservare il titolo. Non possediamo tuttavia un archivio completo delle partite, che ci piacerebbe sapere se sia ancora conservato, da qualche parte. Ci pareva di aver sentito che in effetti non ve n’è più traccia. La nostra unica fonte è il noto saggio di Ghelardo Ghelardini “Tra dame e pedine”, che riporta in una delle sezioni finali del primo volume un’antologia di partite dei Campionati d’anteguerra, a cura del M° Angelo Volpicelli, il quale, evidentemente, doveva esserne personalmente in possesso. E’ chiaro che un simile patrimonio, se esiste, andrebbe reso disponibile al pubblico dei damisti interessati.

Le prime due partite pubblicate su “Tra dame e pedine” fanno parte della sfida Cavalleri-Tagliaferri del 1926 - quella in cui il veronese conquistò il titolo -, ma non sappiamo quali fossero, esattamente, all’interno della (lunga) serie. Il trattato di Ghelardini era notoriamente più interessato alla storia delle persone e dell’organizzazione damistica che agli aspetti tecnici. Da conoscenze generali sappiamo comunque, perlomeno, che nel 1924 era stata introdotta nelle gare ufficiali, dalla neonata Federazione, la Restrizione Inglese, con 43 aperture sorteggiate, per incontri di andata e ritorno. E’ quindi ovvio ritenere che anche per questo match fosse in vigore tale regola.

Proviamo a guardare nel dettaglio la prima partita, senza ambizione di rispondere in modo esaustivo agli interrogativi che noi stessi ci porremo.

Bianco            Cavalleri
Nero               Tagliaferri

1. 23-19 12-16
Per la Restrizione Inglese questa apertura è la Ayrshire Lassie, denominazione che andrebbe tradotta come "Adorabile ragazzina dell'Ayrshire" (si intende la contea scozzese avente questo nome), benché l'Avigliano, avendo forse qualche problema di comprensione, si inventò il nomignolo "Ariana", che le rimase sempre "ufficialmente" assegnato.

2. 19-15
Oggi quest'apertura figura formalmente nella nostra Tabella sotto il diverso ordine di mosse 23-20, 12-16; 20-15, ed è classificata come 1B. Il Badiali la definisce "in complesso equilibrata".  La scelta di occupare subito la Meta (da cui il nome classico con cui è nota, mentre per gli Inglesi questa partita è chiamata "Bristol"), non era ben vista dal Lavizzari nel caso si parta da 23-19 12-16, e ad essa egli appioppava curiosamente un punto interrogativo, preferendovi mosse ritenute "più sicure" come 28-23, 21-18 e 27-23. L'avanzata in Meta appare tuttavia la continuazione più naturale se l'apertura è 23-20 12-16, dando appunto origine alle citate partite classiche.

2... 11x20 3. 24x15 7-11 


Il Nero inizia un attacco alla pedina in Meta, ma questa idea strategica è sempre stata ritenuta negativa, essendo di gran lunga preferita la continuazione 10-14, che è quella classica. Il Lavizzari definiva tale condotta "molto debole, pur forzando la pari". Il Gasparetti non dedica neanche una riga alla 7-11 nel suo tomo, benché questa mossa sia stata giocata anche in alcune partite di Campionato Italiano degli ultimi 40 anni.

4. 28-24 11x20 5. 24x15 3-7
Costituisce per noi un elemento di curiosità la scelta di alzare la pedina in 3 piuttosto che quella in 4.

6. 32-28 7-11 7. 28-24 11x20 8. 24x15 4-7 9. 27-23 


Questa mossa di Cavalleri "movimenta" il gioco.
La scelta "canonica" di difendere la pedina in Meta con 9. 31-28 7-11 10. 28-24 11x20 11. 24x15 conduce alla situazione che aveva in mente il Lavizzari, favorevole al Bianco; comunque dopo 16-20 12. 27-23 20x27 13. 30x23 6-11 (unica) 14. 15x6 2x11 la pari è tranquilla. Questa continuazione è descritta dal Lavizzari nella partita n. 13, nota (b), del "Libro Completo", dove si prosegue con 15. 23-20 10-13 16. 22-19 11-14 17. 19x10 5x14=.

9... 6-11?
Più foriera di prospettive appare, in astratto, la 9... 7-11, scelta infatti in alcune partite di Campionato post-1967. Diciamo "in astratto", perché l'esito di tali partite è stato perlopiù funesto per il Nero, a causa di errori successivi nel districarsi fra le delicate scelte da compiere. Il Nero in effetti non teme l'apertura di una via per la damatura, da parte del Bianco, mediante il sacrificio 10. 15-12 8x15 11. 23-19 15-20 12. 19-15 perché anch'egli avrà la possibilità di andare a dama, ma nel cantone. A questa posizione sono giunte le partite Gatta-Bollettini (Campionato 1980), Bisanti-Golosio (1981), Sarcinelli-Portoghese (1997), Faleo-Mancini (2010), Michele Maijnelli-Carmelo Sciuto (2014). Solo la prima terminò in parità, ma dopo un errore di Bollettini non sfruttato da Gatta, tutte le altre sono state vinte dal Bianco. Alcune di queste partite sono state pubblicate nella rubrica "Tecnica Agonistica" su Damasport; si rimanda in particolare al n. 1/2017 dove il GM Gasparetti commenta la partita Maijnelli-Sciuto.
La 9... 7-12? è data perdente da Gasparetti con 10. 31-28 12x19 11. 22x15, vedasi la nota (d) al menzionato commento della Maijnelli-Sciuto.

10. 15x6 2x11
Qui il quesito teorico sta nel sapere se la partita sia già persa a questo punto. Il Bianco dispone di un forte vantaggio posizionale, ma, nel caso concreto, il Cavalleri non ha operato sempre al meglio.

11. 21-18 11-15 12. 23-19
Cavalleri sceglie una condotta poco aggressiva; egli aveva invece a sua disposizione almeno un paio di mosse migliori: 1) 12. 26-21 a cui il Nero avrebbe dovuto replicare con 10-13 che sembra condurre alla pari lungo un percorso irto di pericoli ad ogni mossa: 13. 18-14 13-18 14. 22x13 9x18 15. 29-26 8-12 16. 21-17 18-22 17. 26x19 15x22 18. 23-19 16-20 19. 17-13 20-23 20. 13-9 5-10 21. 14x5 1x10 22. 9-5 10-13 23. 5-2 13-17 24. 2-6 22-26 25. 30x21 17x26 26. 6-11 23-28 27. 11x4 28-32=.
Meglio ancora la 2) 12. 30-27! 8-12 13. 26-21 10-13 14. 21-17 5-10 15. 31-28 1-5 16. 23-19 15-20 17. 28-24 20-23 18. 27x20 16x23 19. 29-26 23-27 20. 19-14 10x19 21. 17x1 19-23 22. 18-14 27-30 23. 14-11 30x21 24. 11x4 difficile pari.

12. . . 7-11 13. 19x12 8x15 14. 30-27 16-20 15. 26-21


15… 20-23??
Errore decisivo. Tagliaferri avrebbe dovuto proseguire con 5... 10-13 alla quale il Bianco avrebbe potuto rispondere con 16. 18-14 11x18 17. 21x14 ma dopo 5-10 18. 14x5 1x10 la patta è tranquilla; ad es. 19. 25-21 13-17 20. 22-18 17x26 21. 29x22=. Su 16. 21-17 segue 20-23 17. 27x20 15x24 18. 17x10 5x21 19. 25x18 1-5 20. 22-19 5-10 21. 29-26 10-13 22. 26-22 13-17 23. 31-27=.

16. 27x20 15x24 17. 22-19!! 10-14
Su 17... 10-13 segue 18. 19-14 13x22 19. 14x7 24-28 20. 31x24 22-27 21. 7-3 27-30 22. 21-17+-.

18. 19x10 5x14 19. 21-17 14x21 20. 25x18 1-5 21. 17-13!!
Unica per la vittoria, le altre perdono.

21... 11-15 22. 29-26 15-19 23. 31-27 Bianco vince.

Un piccolo revival a cui daremo un seguito, con la dovuta calma.

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