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sabato 24 gennaio 2026

La consegna della Stella di Bronzo al Merito Sportivo al nostro Circolo

di Renzino l'Europeo
In una sobria cerimonia tenuta nella Sala Arazzi del Municipio di Verona, sono state consegnate ieri alcune delle onorificenze assegnate dal CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ad atleti, dirigenti e società sportive veronesi. Si trattava di benemerenze riferite all'anno 2023, attribuite dalla Giunta Nazionale del CONI già verso la fine del 2024: Medaglie al valore atletico, Stelle al merito sportivo e Palme al merito tecnico. Al nostro Circolo è stata consegnata la Stella di Bronzo al Merito Sportivo, come avevamo avuto occasione di riferire all'epoca.

La Stella di Bronzo al Merito Sportivo viene concessa

«[...] a società e/o associazioni sportive che con continuata e meritoria azione nel campo della promozione e dell'attività agonistica abbiano contribuito a diffondere e onorare lo sport nel Paese.»

La Stella di Bronzo al Merito Sportivo
come recita il Regolamento del CONI. A questo proposito, nel dare l'annuncio un anno fa, con l'articolo qui sopra citato, eravamo stati un po' troppo sintetici nel minimizzare il motivo dell'assegnazione, ricordando solo il numero di anni di esistenza in vita del Circolo. In realtà, il criterio dell'anzianità dell'associazione è solo un requisito minimo, ma ovviamente vi è anche un giudizio più sostanziale su quello che la società sportiva ha fatto, per rispettare la motivazione prescritta dalla regola. E questo giudizio è, nei fatti, formulato dalla nostra Federazione, più che dal Comitato Benemerenze del CONI, il quale riceve le proposte - certamente numerose - da tutte le Federazioni Sportive affiliate.

Il punto che duole, però, è proprio l'anzianità sportiva del nostro Circolo, che rappresenta un po' una questione aperta, dal nostro punto di vista. L'abbiamo spiegata nell'articolo menzionato, e in altri luoghi del nostro sito web. La storia del movimento damistico, a Verona, è lunga ed importante. Il primo Circolo Damistico Veronese, fondato nel 1922, ha avuto un ruolo di primissimo piano per tutta la sua esistenza. Solo per una causa di forza maggiore, nel 1972 - l'impossibilità di mantenere la propria sede storica nel Caffé della Borsa alla Gran Guardia - si è verificata una cesura giuridica, e il damismo veronese si è adattato a vivere nell'alveo degli altri Circoli esistenti, vecchi e nuovi, a partire da quello dei "Dipendenti Comunali" e da quello fondato da Enrico Molesini presso il Dopolavoro Ferroviario. Negli anni '80, anzi, nella nostra Provincia siamo arrivati ad avere anche 6 Circoli attivi contemporaneamente. Tutto ciò dimostra che la nostra storia non si è in effetti mai fermata, e, da un punto di vista sostanziale, al di là di formalità o regolette sulla durata in vita delle società, Verona è stata il teatro di una storia damistica organizzata centenaria, con le sue vicende locali e nazionali, e i suoi campioni.

Il Sindaco Damiano Tommasi ci consegna l'onorificenza
Campioni: sì, a partire da quell'Eldo Cavalleri che proprio cento anni fa, nel 1926, vinse il suo primo titolo italiano assoluto. Primo di una serie di cinque, di cui quattro consecutivi. Questa storia andrebbe ricordata meglio, e infatti è nostro fermo intendimento ricercare tutte le notizie e informazioni che sono un po' andate perse, anche per un po' di trascuratezza, ma che invece sono più che utili per spiegare ai più giovani o agli ignari cittadini che la dama è un gioco ed uno sport della mente di grande valore, e che i riconoscimenti che ci vengono attribuiti sono ampiamente meritati.

La cerimonia di consegna delle Benemerenze sportive del CONI, durante le quali si sono avvicendati a ricevere l'onorificenza 40 premiati, tipicamente per i risultati conseguiti in gare e Campionati Italiani, o talvolta Europei e Mondiali, ha mostrato alla società veronese un frammento dell'attività sportiva che ognora si svolge nel nostro territorio, e per noi è stata una vetrina di assoluto valore. Oltre al Presidente, Emanuele Danese, ed al sottoscritto, era presente anche il Segretario Teodorino Brancaleone con la moglie Elena - i quali hanno preferito svolgere il ruolo di cameramen e fotografo "aggiunto", per meglio documentare la serata d'onore. In questa pagina pubblichiamo la foto ufficiale, ed un bel primo piano della Stella di Bronzo, per farne partecipi tutti i soci e gli appassionati che ci seguono.

La presenza del Sindaco Damiano Tommasi, che nella Giunta Comunale detiene anche la delega come Assessore allo Sport e Tempo Libero, è stata un ulteriore motivo di soddisfazione. Non solo ci ha premiati personalmente, avvicendandosi in questo ruolo con il Delegato Provinciale del CONI Stefano Gnesato, ma l'abbiamo potuto poi avvicinare per uno scambio di battute che ci ha permesso di menzionargli la storia di Eldo Cavalleri, che fu anche calciatore, e giocatore dell'Hellas Verona. Un bel momento di pubblicità e di contatto personale che ricorderemo a lungo.

Per tutto questo, non possiamo evitare di dedicare l'onorificenza a tutti coloro che hanno fatto la storia del nostro Circolo e del damismo veronese, in questi cento anni e più di vita, con l'augurio - come si suol dire - di altri cento davanti a noi.

mercoledì 12 marzo 2025

Cronaca - XXVIII Coppa Città di Verona di dama internazionale

di Renzino l'Europeo
Due giorni di intensa passione damistica, e grandi fatiche organizzative - questo l'esito della ventottesima edizione del nostro torneo internazionale di eccellenza - la "Coppa Città di Verona - Memoria "Enrico Molesini"", che si è svolto nel fine-settimana fra l'8 e il 9 marzo. Con 70 giocatori, appartenenti a 10 nazionalità sportive diverse (in realtà 11, considerando anche la Bielorussia), abbiamo toccato un massimo assoluto, e un livello tecnico notevole, testimoniato non solo dalla rinnovata presenza di Viktoriya Motrichko, ex-campionessa del mondo, e già vincitrice dell'edizione del 2023, ma anche - possiamo dirlo - dallo schieramento "quasi al completo" dei migliori giocatori italiani. Nemmeno al Campionato Assoluto riusciamo a vedere così tanti campioni tutti assieme... 

La festa sarebbe stata totale, se non avessimo dovuto concluderla con un finale triste, e deprimente. La premiazione si è infatti svolta a valle di una fase convulsa, cominciata durante l'ultimo turno di gioco, e che ha portato alla squalifica della giocatrice mongola Misheel Bayar, mentre ancora non si era conclusa l'ultima partita, che lei stava giocando contro Luca Lorusso. In breve, è sorta una disputa che non aveva reale fondamento tecnico - il finale in corso era di quelli "assolutamente pari" per ogni giocatore anche di medio-basso livello - ma che si è alimentata più che altro del comportamento dei protagonisti, attorno alla damiera. La giovane Grande Maestra ha alzato molto il tono della voce, e il suo linguaggio è stato infarcito da offese gratuite, rivolte sui generis verso l'organizzazione del torneo e contro il modo con cui la Direzione di Gara stava trattando il caso. Abbiamo appreso in seguito (i.e. martedì 11/3), da dichiarazioni apparse su Facebook, pare che la Bayar soffra di particolari problemi di salute mentale, caratterizzabili come "autismo non diagnosticato" (questo articolo scientifico è stato indicato da lei stessa), e che tale condizione la conduca, talvolta, a non controllarsi bene. Nel contesto di uno sport, come il nostro, in cui il disturbo della quiete della sala da gioco e il rifiuto di ricomporsi immediatamente sono passibili di sanzione, la situazione era diventata insostenibile.

Panoramica della sala da gioco all'Hotel S. Marco
Ma vogliamo lasciare un momento da parte questo epilogo, e tornare agli aspetti più gradevoli della "due giorni" che abbiamo vissuto all'Hotel S. Marco, sede più che mai impeccabile, ormai per il quinto anno consecutivo, del torneo. La preparazione della gara è stata, per il nostro Circolo, la più laboriosa di sempre - posso certamente parlare per quello che riguarda il mio angolo visuale. La crescita rapida dei "pre-iscritti", e il desiderio di corrispondere alle aspettative di tutti, ci aveva portato a curare al meglio anche molti particolari minori. Con il nostro Presidente, Emanuele Danese, ci siamo persi in lunghe discussioni sui cartellini dei giocatori da rifare, o sulle tovaglie da procurare. Sono fatiche auto-imposte, lo abbiamo sempre detto, per il bene di tutto il movimento damistico italiano, e anche oltre. Contando sull'eredità morale del nostro Maestro che ci guarda da lassù, ci sentiamo in dovere di non sfigurare, e di ripagare le nuove generazioni tentando di offrire lo stesso piacere per il gioco che ci aveva avvinti quando eravamo giovani noi. E questa è stata la nostra carica, la nostra molla, perché se dovessimo guardare al mero bilancio economico, i motivi di sofferenza non mancherebbero...

Ecco quindi che l'afflusso di giocatori ci ha imposto la previsione di 5 sottogruppi di gioco "fittizi", per i quali predisporre premi in denaro che, sfortunatamente, abbiamo anche dovuto tassare alla fonte come "esattori", in ottemperanza alla legge che ora prescrive di trattare tutti gli importi, senza più alcuna franchigia (l'anno scorso era di 300 €) come fiscalmente imponibili, con un forfait del 20 %. Ecco che abbiamo aggiunto anche il sotto-gruppo giovanile delle "Speranze" agli altri 3 tradizionali, di età superiore, per ricomprendere anche i più piccoli damisti presenti nella "gara per vincere una coppa". Ecco che abbiamo ricercato ed accolto nel nostro Circolo un Maestro Internazionale olandese del calibro di Casper van der Tak, che ci dispiaceva vedere un po' isolato damisticamente, nella sua residenza sulle rive del Lago Maggiore, facendo così rientrare in campo un campione che non giocava più da tempo.

Il torneo era anche cominciato con qualche fuoco d'artificio - alcuni risultati un po' fuori ordinanza rispetto alle previsioni - con alcuni "big" costretti subito ad inseguire: Scaggiante, la Motrichko e Milanese erano stati infatti fermati sul pari, rispettivamente, dalla bielorussa Babovik (pressoché ignota alle scene internazionali), da Diego Tranquillini, e dal giovane talento di Latina Jacopo De Lellis. Ne approfittava proprio Misheel Bayar, che vinceva una partita dopo l'altra. La ventunenne mongola, studentessa all'Università di Cassino, si era però già fatta notare per il suo strano comportamento. Giunta in ritardo - trafelata - all'inizio del torneo, a causa del suo Flixbus, la Bayar aveva pensato di affrontare il dodicenne Totis in maniera oltremodo irrispettosa, estraendo un libro e leggiucchiando come se niente fosse. Richiamata subito per questa irregolarità, è come se avesse iniziato un confronto sistematico "contro tutto e contro tutti"; i suoi avversari hanno lamentato, chi più e chi meno, condotte che oggettivamente erano di disturbo: rumori gutturali, spuntini al tavolo, pittura delle braccia, trascrizione rumorosa delle partite su più fogli... E tutti hanno notato il suo continuo alzarsi e girare per la sala - balletti, finti calci alle pareti e giravolte -, ma anche fuori, e non solo in bagno, in un quadro regolamentare in cui il Direttore di Gara Claudio Tabor aveva comunicato di voler sempre essere avvisato preventivamente di ogni uscita.

La sua opposizione ad essere ripresa dalle camere per il quarto turno, quando era in programma l'incontro con Splendzer, con una serie di scuse anche contradditorie ("divento ansiosa", "i miei non sanno che sono qui e mi ucciderebbero", "non vorrei che la gente veda che mi scrivo sulle braccia mentre gioco", ecc.) ci ha sorpresi ed infastiditi, ma abbiamo voluto evitare motivi espliciti di contrasto, visto che lì per lì non eravamo sicuri di poterci appoggiare su un quadro normativo solido. La stessa accondiscendenza abbiamo mostrato il turno successivo, quando il big-match contro Scaggiante ci avrebbe fatto fare sicuramente il pieno di visualizzazioni. Con il Sommo Ema ci guardavamo e dicevamo: ma che differenza rispetto all'anno scorso, che è successo? Infatti, e non l'avevamo ancora ricordato, la Bayar aveva preso parte all'edizione del 2024 in tutta tranquillità, e con buon profitto: quinto posto assoluto e premio per la migliore donna. I contatti con il nostro Presidente erano sempre stati improntati alla cortesia e alla normalità, talché il Sommo ne aveva tratto la convinzione di poter riuscire a risolvere placidamente anche il momento di tensione più acuto, quello - già in parte descritto - della partita con Lorusso. Ma, come si è detto, così non è successo. Certo, non tutti sono stati impeccabili, ma in momento di confusione bisogna essere dei fuoriclasse per mantenere un aplomb irreprensibile. 

Il podio con Scaggiante e Lorusso - D'Amora era già partito
Mentre cominciamo anche noi a trarre qualche lezione per il futuro, non ci resta che chiudere questa cronaca con i risultati tecnici maturati nel frattempo sulle altre damiere, con Alessio Scaggiante che, dopo aver meritatamente ottenuto i due punti contro la Bayar, conservava il primo posto per quoziente dal "ritorno" prepotente di Gabriele D'Amora, che aveva battuto Luca Salvato, e da quello dello stesso Lorusso, che intanto aveva incamerato i 2 punti a forfait. Fra noi veronesi, non molto brillanti, si salvava solo l'ivoriano di Legnago, Arnauld Ouguetie. La famiglia Splendzer poteva festeggiare le tre generazioni in gara (il papà di Uladzislau, Aliaksandr, ha giocato anche lui, così come la figlia Nicole di 9 anni), mentre i giovani Keir-Christian Sugul, estone, ed Alex Poliakov, olandese, mettevano a segno belle prestazioni in termini assoluti, e premi di categoria significativi. Li risentiremo certamente fra i protagonisti dei prossimi Campionati Europei Giovanili, che si terranno a Chianciano Terme in agosto, con l'organizzazione della nostra Federazione. E qui torniamo a chiudere il cerchio con le motivazioni che continuano a guidarci, e che sono per noi, quelle della dama come "sport per della mente" per tutti, e del proselitismo giovanile. In settimana si ricomincia, con le scuole, ed è anche lì che la memoria di Enrico continuerà a vivere.

Classifica generale - 1°) Alessio Scaggiante (A.S.D. Energya Fitness Club Treviso) p. 10,38.254;
2°) Gabriele D'Amora p. 10,37.248; 3°) Luca Lorusso p. 10,35.255; 4°) Uladzislau Splendzer p. 9,41.243; 5°) Moreno Manzana p. 9,37.232 [1° class. 2° gruppo]; 6°) Loris Alessandro Milanese p. 9,36.249; 7°) Gibril Sarr p. 9,36.236; 8°) Keir-Christian Sugul p. 8,43.239 [1° class. 4° gruppo, 1° Juniores]; 9°) Michele Borghetti 8,40.236; 10°) Roberto Tovagliaro 8,40.230; 11°) Alex Poliakov p. 8,37.245 [1° Cadetti]; 12°) Luca Salvato p. 8,37.231; 13°) Roberto Senesi p. 8,36.248; 14°) Urmas Väärtnõu p. 8,36.223 [1° class. 3° gruppo]; 15°) Aboubacar Sadikh Diop p. 8,35.238; 16°) Jacopo De Lellis p. 7,38.231; 17°) Arnauld Ouguetie p. 7,38.222; 18°) Viktoriya Motrichko p. 7,37.238 [1^ class. donne]; 19°) Hanna Babovik p. 7,37.228; 20°) Andy Damen p. 7,37.224; 21°) Vasylysa Kutsenko p. 7,36.230; 22°) Casper Van der Tak p. 7,36.226; 23°) Mattia Pitzalis p. 7,36.219; 24°) Diego Tranquillini p. 7,35.223/1506; 25°) Emilia Kello p. 7,35.223/1458; 26°) Riccardo Agosti p. 7,34.223; 27°) Argo Unnuk p. 7,34.214; 28°) Matteo Fortunato p. 7,33.227; 29°) Eusebio Cabral De Brito p. 7,33.223; 30°) Giorgia Senesi 7,32.224; 31°) Eugenio Garista p. 7,31.224; 32°) Daniele Macali p. 7,28.222; 33°) Emanuele Danese p. 6,35.228; 34°) Renzo Rubele p. 6,35.201; 35°) Nicola Gioffré p. 6,33.205; 36°) Gilles Roux p. 6,31.210; 37°) Clara Damari p. 6,30.210 [1^ class. 5° gruppo, 1^ Mini-cadetti]; 38°) Diego Signorini p. 6,30.205; 39°) Sofia Pandolfo p. 6,26.215; 40°) Damiano Anselmi p. 5,38.229; 41°) Sandro Martorelli p. 5,37.209; 42°) Mattia Brancaleone p. 5,35.191; 43°) Giovanni Fava p. 5,34.219; 44°) Rafael Antonio Rodriguez Peralta p. 5,33.214; 45°) Francesco Militello p. 5,33;204; 46°) Raffaele Garista p. 5,30.211; 47°) Francesco Gitto p. 5,30.194; 48°) Mattia Scaggiante p. 5,29.221; 49°) Ivano Pergher p. 5,29.212; 50°) Daniele Brancaleone p. 5,27.190; 51°) Giovanni Manghisi p. 5,27.170 [ritirato]; 52°) Walter Celani p. 4,35.162 [ritirato]; 53°) Jonathan De Vitis p. 4,31.199; 54°) Riccardo Totis p. 4,29.210; 55°) Carlo Feliciani p. 4,29.199; 56°) Md Tahsinur Rashid p. 4,28.197; 57°) Aliaksandr Splendzer p. 4,26.196; 58°) Ian Censi p. 4,26.187; 59°) Nicole Splendzer p. 4,25.182 [1^ Speranze]; 60°) Roberto Deboni p. 4,23.199; 61°) Andrea Danese p. 4,19.185; 62°) Nathan Censi p. 3,28.195; 63°) Luciano Sanson p. 3,28.186; 64°) Andrea Palumbo p. 3,26.184; 65°) Loris Uliana p. 3,25.167; 66°) Bellita Domenica Dottor p. 3,21.176; 67°) Anna Damari p. 2,24.173; 68°) Giulio Damari p. 2,22.173; 69°) Nando De Lellis p. 2,22.163.

venerdì 8 novembre 2024

Il nostro Circolo premiato dal CONI con la Stella di Bronzo al merito sportivo

di Renzino l'Europeo
La Giunta Nazionale del CONI, nella seduta del 25 ottobre scorso, ha assegnato al nostro Circolo la Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2023, in occasione della tornata annuale di benemerenze che il CONI assegna sulla base di documentate segnalazioni delle varie Federazioni Sportive. Si tratta di un riconoscimento che ovviamente ci fa molto piacere, anche se la motivazione è, in effetti, banalmente "aritmetica", essendo basata sull'anzianità di affiliazione alla Federazione, cioè, in pratica, sul numero di anni di esistenza.

A questo proposito, dobbiamo ricordare la storia un po' contorta che sta alle nostre spalle, e lo facciamo volentieri. il Circolo Damistico Veronese "Enrico Molesini" è il risultato della fusione dei 2 Circoli esistenti a Verona nel 2009. Uno dei 2, in particolare, era la Sezione Damistica del Dopolavoro Ferroviario, che venne fondata da Enrico nel 1979, e che egli usò per portare avanti la sua azione di proselitismo giovanile, giudicando la situazione del pur valoroso Circolo "Dipendenti Comunali", che aveva sede nel Bar Brà, non adatta allo scopo. In effetti, negli anni '90, al Bar Brà non rimase più quasi nessuno, e quel Circolo dovette chiudere i battenti. Invece al Dopolavoro Ferroviario, Enrico, potendo utilizzare i locali messi a disposizione dall'Ente, offrì ai "nuovi giocatori", e specialmente ai giovani, un luogo di ritrovo e di formazione damistica più consono alle esigenze di una comunità dinamica e in espansione. Negli anni '80, i giovani che incontrarono il gioco della dama nei vari tornei promozionali organizzati in città, e anche in provincia, da parte di Enrico, furono molti. Io giunsi al Circolo alla fine del 1980, dopo aver vinto nel gruppo della "prima media" il 1° Memorial "Bruno Turri", che si era svolto nientemeno che in un salone della Fiera, e mi iscrissi quindi nel 1981 per la prima volta con una tessera agonistica.

Nel corso degli anni '80, in tutta la provincia di Verona furono attivi anche 6 Circoli contemporaneamente, frutto di iniziative in diverse zone della città. Possiamo ricordare ad esempio il Circolo fondato dalla famiglia Garista (ovviamente dal papà, all'epoca...) nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi, allo Stadio, o quello della VI Circoscrizione, a Santa Lucia, diretto dal papà di Antonio Rodà (uno dei nuovi giovani degli anni '80), dove Enrico ed io stesso ci recavamo settimanalmente per creare aggregazione durante un certo periodo a metà di quel decennio. Importante fu il Circolo fondato dal signor Andrea Danese con il sostegno della Cassa di Risparmio, in occasione dell'ingresso nel gioco attivo di tutta la propria famiglia. E fu proprio il Circolo della Cassa di Risparmio a manifestare vitalità e resilienza negli anni successivi, anche quando Enrico diminuì il proprio impegno, e fu poi menomato dalla malattia che lo condusse a vivere con grande difficoltà i suoi ultimi anni. 

Si decise, quindi nel 2009, di procedere alla fusione del Circolo "Cassa di Risparmio" con quello del DLF, e l'assunzione della denominazione di Unicredit (nuovo nome della banca) da parte del nuovo Circolo, ma l'assegnazione, ai fini dell'anzianità damistica di affiliazione alla FID, della data di nascita del primo dei 2, e quindi il 1979. I successivi cambi di denominazione riflettono una presa d'atto della realtà, dopo la scomparsa di Enrico, avvenuta nel 2012: il nostro Circolo è ora l'unico della nostra Provincia, e raccoglie l'eredità di tutto il movimento damistico veronese, qualificandosi come "frutto essenzialmente del lavoro di Enrico". Il primo ed originario Circolo Damistico Veronese, fondato nel 1922, con il quale ci poniamo pur sempre in linea di continuità, dovette cessare l'attività nel 1972, quando il Bar della Borsa - la storica sede nell'ala della "Sala Vini" della Gran Guardia - fu costretto a chiudere dalla Soprintendenza, in base alle nuove disposizioni che impedivano attività commerciali all'interno di edifici storici monumentali.

Torniamo quindi all'attualità. Il nostro Circolo, avendo almeno 25 anni di vita, si è qualificato per l'assegnazione di questa Stella di Bronzo del CONI, e ne siamo tutti felici, come lo fummo per l'assegnazione della Stella d'Argento al nostro Presidente. Ma il presente e il futuro ci interessano di più, ed è per questo che siamo molto attivi per programmare le prossime attività, a partire da quelle giovanili, nelle scuole e a livello di Campionato Provinciale, di cui daremo maggiori informazioni molto presto. Dal punto di vista della vita del Circolo e della Federazione, è ormai prossima la celebrazione delle rispettive Assemblee Elettive Ordinarie. Per il Circolo, essa verrà effettuata all'inizio del 2025, in corrispondenza con i prossimi Campionati Provinciali Assoluti di dama italiana e internazionale, mentre quella della Federazione è alle porte: si terrà sabato 23 novembre a Roma, nel Salone d'Onore del CONI. Il nostro Circolo sarà rappresentato dal Presidente, Emanuele Danese, ma anch'io sarò tra i presenti, come rappresentante regionale degli Istruttori del Veneto, funzione a cui sono stato eletto recentemente, unitamente alla carica di consigliere del Comitato Regionale Veneto, di cui ho assunto la vice-presidenza. Dello stesso Consiglio fa parte anche la nostra Sofia Pandolfo, per contribuire a rinnovare l'organo, alla cui presidenza è stato eletto il veneziano Gabriele Cappelletto, del CD Mestre.

Di tutte queste vicende societarie e federali torneremo a parlare molto presto, ma per ora ci godiamo la benemerenza del CONI, che verrà consegnata in un'apposita cerimonia provinciale che si terrà l'anno prossimo. Complimenti a tutti noi, e un ricordo speciale per Enrico.

venerdì 27 settembre 2024

Come sono diventato Maestro

di Renzino l'Europeo
Lo scorso 8 settembre ha segnato un momento un po' speciale per la mia vita damistica: al termine del torneo di dama italiana svoltosi a Gardigiano, in provincia di Venezia - un torneo non di primissima importanza, ma pur sempre una buona gara di livello interregionale - ho acquisito (ufficiosamente, ma in pratica realmente), il titolo di Maestro. Infatti, non appena il programma Kosmos, usato per la gestione dei tornei, ha reso noti i calcoli delle variazioni del "capitale punti", è risultato evidente che avevo superato la soglia di promozione per l'acquisizione "automatica" del titolo, che, per la dama italiana, nella nostra classifica di specialità, è fissata a 3900 punti.

Il conseguimento del titolo di Maestro, divenuto ufficiale con la pubblicazione, pochi giorni dopo, dell'aggiornamento delle classifiche federali, ha rappresentato, per quello che mi riguarda, un piccolo traguardo da festeggiare. Del resto, si è trattato della prima promozione in una categoria agonistica da moltissimo tempo a questa parte. Infatti ero diventato Candidato Maestro di dama italiana all'inizio del 1986, quando avevo 16 anni, e l'anno successivo, nel 1987, ero stato promosso Candidato Maestro anche a dama internazionale. Tuttavia, come sanno bene gli amici damisti, con l'inizio degli studi universitari, nell'ottobre del 1987, avevo ridotto di molto il mio impegno nel gioco. Inoltre, la frequenza del corso di laurea in fisica all'Università di Padova mi aveva portato ad abitare nella città del Santo nel corso della settimana, e quindi a perdere il contatto con il circolo di Verona, poiché non ero più in grado di frequentare gli incontri, fino ad allora costanti, presso la nostra sede, con il Maestro Molesini e gli altri appassionati. Partecipavo ancora a qualche gara, ed a qualche Campionato Italiano, ma non ero più in grado di trovare tempo per l'approfondimento teorico, o per qualsiasi altro momento di pratica del gioco.

La vittoria a Tolmezzo, nello scorso luglio
In effetti, tutto il decennio degli anni '90 è stato caratterizzato da un impegno damistico "a bassa intensità", per così dire, e quindi le velleità di miglioramento, e di promozione a Maestro, hanno dovuto lasciare il posto ad una attitudine diversa, che valorizzava i pochi tornei come momenti di svago e divertimento. Dal 2000 al 2015, poi, sono stato totalmente assente dalle gare, e non ho proprio mosso pedina. In quegli anni, anzi, ho avuto la convinzione che non avrei più giocato a dama. Tra impegni scientifici, interessi politici e variazioni di residenza - prima a Salerno e poi a Bruxelles - la mia mente non trovava neanche un piccolo spazio ludico per spingere pezzi sulla damiera. La situazione era talmente cambiata che non avevo più nemmeno contatti personali con il mondo damistico, con la conseguenza paradossale che quando Enrico, negli ultimi 10 anni della sua vita, si era trasferito in una abitazione del Quartiere Stadio molto vicino alla mia casa di famiglia, dove tornavo ogni tanto, non ci si vedeva nemmeno. Ripensando a questo fatto, non ho mai potuto evitare la sensazione che questa scelta di Enrico fosse stata fatta proprio per cercare, invece, di avere delle rinnovate occasioni di incontro con me, forse per tentare di convincermi a farmi riprendere il gioco.

L'ultima volta che vidi Enrico fu probabilmente nel 2003, già ben dopo che gli era stata ufficialmente diagnosticata quella forma di Parkinson che più tardi si aggravò fino a rendere molto dura la sua vita, e che lo accompagnò fino alla fine. Ma allora stava ancora abbastanza bene, ed era certamente ben lucido, anche quando mi chiese dei miei propositi damistici. «Eh - gli confessai - non so se tornerò più a giocare». Lui era preoccupato del destino che avrebbe fatto il patrimonio damistico (soprattutto pubblicazioni, si intende) che aveva accumulato, e che certamente non era indifferente. Forse avrebbe voluto "passarmene" una parte, chissà, e tuttavia queste operazioni vanno ponderate bene. La mia risposta lo lasciò certamente deluso, ma non tentò di convincermi in direzioni diverse. Poi non ci siamo più sentiti.

La dama è rientrata in maniera importante nella mia vita verso la fine del 2015. L'occasione è stata la disputa del match per il titolo di campione del mondo di dama inglese fra Michele Borghetti e Lubabalo Kondlo. In quel momento Borghetti era già detentore del titolo (nella specialità "ad apertura sorteggiata") ma io non sapevo nulla, niente di niente, e ovviamente rimasi molto sorpreso per questa "nuova condizione" del damismo italiano, che pur non cambiava granché la percezione pubblica del gioco, ma che significava molto per giocatori e federazione. Mi convinsi della bontà di riprendere a dedicare un po' di tempo alla dama, anche per ritrovare vecchi amici e conoscerne di nuovi in un mondo che, dopotutto, mi aveva permesso di vivere esperienze umane e sportive positive.

L'ultima partita ufficiale al Damier Royal Ixellois, contro Adiatou Ibrahim
E fu così che all'inizio del 2016 ho ripreso la tessera FID, con la sicura intenzione di tornare alle gare nel corso dell'anno. In quel tempo, tuttavia, vivevo stabilmente a Bruxelles - cosa che ho fatto fino all'inizio di questo 2024 - e non avevo mai contattato nemmeno i damisti locali, che erano organizzati in due circoli cittadini. Dopo un timido rientro nel Campionato Regionale di dama internazionale, nel quale avevo avuto anche occasione di conoscere, ed incontrare, la "nuova stella" del damismo italiano, Alessio Scaggiante, mi sono ingegnato a programmare qualche torneo nazionale, sia di dama italiana che internazionale. Ho poi deciso, dopo l'estate, di inserirmi anche nell'ambiente damistico belga, prendendo la tessera del Damier Royal Ixellois, e venendo accolto con grande amicizia dai giocatori del circolo. Ho imparato come da quelle parti si dia importanza al torneo sociale, che rappresenta il momento aggregativo di base, e sono tornato a dare significato all'"incontro infrasettimanale di circolo". 

Gli anni successivi mi hanno visto impegnato in maniera costante - tranne il periodo del Covid - nell'attività agonistica. E non solo in Italia e in Belgio, giocando molti tornei e addirittura il Campionato Belga Assoluto (in virtù di una norma che colà non richiede la cittadinanza), ma anche nei Paesi Bassi, perché ero stato convinto a seguire la tradizione dei damisti belgi più attivi, cioè quella di affiliarmi ad un circolo olandese per partecipare anche al Campionato a Squadre di quel Paese. Una esperienza affascinante, che, pur effettuata giocando nelle divisioni più basse - il mio circolo, il RAES Maastricht, aveva due squadre, nessuna delle quali in Serie A o B -, mi ha reso partecipe dell'ambiente damistico più organizzato del mondo, quello dei Paesi Bassi. 

Ma che dire del mio livello tecnico? Dal mio eremo brussellese, sfruttando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (che in altri tempi non esistevano), avevo subito cercato di mettere in atto un programma di ri-alfabetizzazione damistica a base di partite on-line, utilizzo di software damistico, e ricerca di risorse in rete, a partire dalla consultazione di alcuni siti web e dalla collezione di pubblicazioni di varia natura in formato elettronico. Mi sono costituito una biblioteca digitale di notevole ampiezza, e mi sono annotato tutti i siti web che proponevano materiale con analisi, esercizi, informazioni varie. Si è trattato quindi del primo serio lavoro lavoro di rivisitazione e approfondimento teorico dopo molto tempo, che mi ha permesso di recuperare una visione di gioco decente.

Come "rientrante" in gare ufficiali dopo numerosi anni di inattività, ho dovuto scontare una pesante penalizzazione del mio capitale punti, in entrambe le specialità: ben 800. Mi sono reso rapidamente conto che l'assestamento era abbastanza giustificato. Beh, dovrei dire che a dama italiana c'era un po' di esagerazione, ma a dama internazionale non si andava troppo distanti dalla realtà. In quel periodo iniziale di reinserimento agonistico, non pensavo certo ad obiettivi personali in termini di risultati, e men che meno alla promozione a Maestro. Avevo il desiderio riprendere a giocare principalmente per il lato sociologico, di relazioni personali, che si sarebbero ricostituite, e tuttavia non volevo certo sfigurare dal punto di vista tecnico. Sapevo bene che troppe sconfitte, troppi errori, sono spesso alla base di un allontanamento dal gioco. 

Un traguardo parziale che avevo adocchiato, a partire dal 2019, era quello della partecipazione al Campionato Italiano Veterani di dama internazionale. Considerati i concorrenti, avrei perlomeno potuto giocare per qualche piazzamento, e intanto avrei segnalato il mio interesse per il Campionato Europeo Veterani, al quale partecipava spesso per l'Italia non solo il GM° Bertè, ma anche il CM° Francesco Militello. Giusto per dire: lì c'era spazio per un po' di protagonismo. Ed infatti è andata così: nel 2021 sono arrivato secondo al C.I. Veterani, e poi sono stato anche convocato per l'Europeo, aprendo una serie di partecipazioni internazionali che non si è nemmeno limitata alla veneranda categoria, ma che ha spaziato fino ai Mondiali a Squadre del 2022, o all'Europeo Assoluto svolto in Belgio nello stesso anno, pur con una forma di invito rocambolesca. Sempre in quell'anno, sono arrivato a giocare anche un Campionato Italiano Assoluto di dama internazionale, pur entrandoci da "riserva", e finendo ultimo.

Con la Nazionale nel Campionato del Mondo a Squadre 2022, in Turchia
Tutto questo volume di attività mi ha consentito di recuperare un po' di quella esperienza agonistica che un "vero" Veterano avrebbe acquisito lungo decenni di pratica costante. Ha anche significato una netta riduzione di tempo per lo studio personale, che infatti è tornato ad essere occasionale e scarsamente metodico. In questo campo, tuttavia, è giunto ad adiuvandum il mio nuovo impegno nel settore della formazione damistica dei giovani della Nazionale, visto che mi sono messo a collaborare con i responsabili del settore, il Direttore Tecnico Bertè e il GM° Manzana. Nel 2021 e nel 2022 ho accompagnato i nostri giovani ai Campionati Europei e Mondiali Giovanili, ed ho continuato a seguirne da vicino le gesta nei corsi on-line che sono stati organizzati regolarmente negli ultimi anni.

Fin qui tutto bene, il gioco è tornato a darmi qualche soddisfazione, e anche gli accresciuti impegni amministrativi - nel 2020 avevo accettato la carica di Vice-Presidente del Circolo, e poi di rientrare nella Commissione Tecnica Federale, dove ero già stato fino al 1996 - mi sono sembrati congruenti con la visione "a molti ruoli" dell'impegno damistico che abbiamo imparato da Enrico. Poi, nel corso dell'anno scorso, è successo qualcosa di più significativo, tecnicamente. A fine luglio sono andato a giocare il tradizionale torneo di Imponzo, un paesino vicino a Tolmezzo, in provincia di Udine. Si trattava di uno dei pochi tornei di dama italiana che riuscivo ad inserire nei miei programmi, quando tornavo dal Belgio - un torneo di non elevata importanza, ma piacevole dal punto di vista dell'ambiente damistico e anche di quello geografico. Ebbene, sono arrivato primo ex-aequo con il M° Trevisan, vincendo per di più il sorteggio per l'attribuzione dei premi indivisibili, e cioè il bel Trofeo artistico. Di conseguenza anche il mio capitale punti di dama italiana ha avuto uno scatto verso l'alto, superando i 3800 e collocandosi in prossimità della soglia di promozione a Maestro.

Pare curioso che questo apparente miglioramento si sia manifestato nella dama italiana, che ho potuto curare molto meno della dama internazionale, come si evince anche da quello che ho raccontato. Giocare sulle 100 caselle mi era già più gradito anche in tempi storici, a causa dell'apertura internazionale, ma non avevo mai dismesso l'idea di dedicarmi anche al nostro gioco più tradizionale, su cui avevo cominciato a muovere i pezzi in gare ufficiali, nel lontano 1980. A seguito del buon risultato friulano, ho coltivato la speranza di poter superare subito la soglia, nella gara successiva, e così all'inizio di settembre mi sono recato a Zanica, in provincia di Bergamo, dove però sono stato inserito nel secondo gruppo, a causa della presenza di alcuni forti giocatori. Le pedine hanno cominciato a girare in senso contrario alla buona sorte, e così, pur essendo il più alto di ELO, sono finito maluccio, e sono rinculato in modo significativo nel capitale punti. D'altra parte, se non stavo curando troppo la teoria, cosa potevo aspettarmi?

A Malo, contro A. Scaggiante, nel primo torneo dopo la nomina a Maestro
Quest'anno ho ricominciato ad affrontare l'intrapresa con il torneo di Isola Vicentina, in marzo. Buona prestazione, nel primo gruppo, e ritorno sopra quota 3800. Il 1° maggio mi presento a Pordenone con rinnovate speranze, ma, ancora, la soglia mi respinge, e ruzzolo indietro. Ed ecco che torna l'ora del torneo di Imponzo, che quest'anno si giocava proprio a Tolmezzo, nell'albergo di proprietà del nostro ex-Presidente federale Renzo Tondo. Primo gruppo con composizione simile al solito, ed ancora vittoria (!) - questa volta per distacco. Quando stavo assaporando la gioia del possibile traguardo magistrale, ecco che il Kosmos mi gela: il contatore si ferma a 3899, ad un punto dalla soglia. Conscio di non poter vantare nulla dal Fato, torno anche al torneo di Zanica, dove, giocando in un primo gruppo a 10, arrivo nono e mi allontano ancora dall'alloro magistrale. Infine, ecco che, con la trasferta a Gardigiano già citata all'inizio, l'8 settembre, riesco a sfondare l'augusto limite, ed atterrare a quota 3922. Sufficiente, e senza lode, ma - dopotutto - questa è la mia condizione. Ho comunque voluto provare subito l'ebbrezza di giocare un torneo con il nuovo titolo stampato sulla fronte, e mi sono recato a Malo, per la 2-giorni del Memorial dedicato alla carissima Margherita Massignani, che fu arbitro nella mia prima gara giovanile ufficiale, quella del 1980, che si svolse alla Fiera di Verona. Finalmente, ho rotto l'incantesimo e sono rimasto sopra la soglia, anzi, ho guadagnato altro terreno e mi sono collocato a quota 3977. Faremo un altro esperimento ai Campionati Italiani di Palermo, fra un mese, ma intanto posso dirmi più che soddisfatto.

Questa piccola rievocazione storica è un po' un messaggio rivolto ai giovani, e per questo ho voluto scriverlo. Altri obiettivi, nella vita, sono più importanti di questo, ma il metodo è lo stesso, ed è quello che si ritrova ovunque: impegno, dedizione, non mollare davanti alle difficoltà, e perseverare. Anche per me ci sono altri obiettivi importanti, ma intanto questo lo posso festeggiare. Oggi il Circolo ha 3 Maestri di dama, siamo un po' più forti...

martedì 19 marzo 2024

Cronaca - XXVII Coppa Città di Verona - Memorial "Enrico Molesini"

di Renzino l'Europeo
È andata bene anche quest’anno. La 27a Coppa Città di Verona di dama internazionale, disputata sabato 9 e domenica 10 marzo, ha ricompensato il lavoro organizzativo che il nostro Circolo ha compiuto – come sempre, con dovizia – e per il quale la fatica non si è ancora del tutto spenta. La sede di gara, che ha accolto ben 53 partecipanti, è stata la Sala Yellow dell’Hotel S. Marco, che ha un po’ ristrutturato il Centro Congressi, e ci ha spostato quest’anno “dalla parte opposta” a quella a cui eravamo abituati. Tutto bene, comunque, grazie anche al Circolo Dama Mori, che ci ha portato tovaglie verdi ed orologi, confermando la storica collaborazione fra i nostri sodalizi.

Quest’anno siamo stati impegnati a dipanare le novità fiscali sopraggiunte, e che si sono susseguite fino agli ultimi giorni prima della gara. Siamo comunque riusciti a schivare le incombenze burocratiche più gravi, ed a mettere i conti a posto grazie anche alla sponsorizzazione di AGSM AIM e al patrocinio del Comune di Verona, con cui stiamo collaborando proficuamente negli ultimi anni.

Uno scorcio della sede di gara
Dall’estero è arrivato un gruppo composito di giocatori, senza grossi nomi, ma di buon livello, che ha permesso di creare per la nostra gara il tradizionale ambiente internazionale, caratterizzato dalla presenza di numerose bandierine sui cartellini dei nomi piazzati sui tavoli di gioco. Di particolare rilevo la partecipazione della Grande Maestra Internazionale Femminile Misheel Bayar, della Mongolia, ma quest’anno studentessa all’università di Cassino. Agguerrita la tradizionale pattuglia olandese, quest’anno guidata da Marcel Monteba, e sempre benvenuta la giovanissima ucraina Vasylysa Kutsenko, esule in Svizzera. Significativa la presenza di un duo francese, per la prima volta a Verona.

A dare battaglia, nel campo tricolore, c’erano, come sempre, quasi tutti i più forti giocatori italiani, provenienti un po’ da tutti i Circoli attivi nelle 100 caselle. Gli iscritti al CD Veronese erano pure numerosi, con la conferma del rientro al gioco attivo di Andrea Danese, patriarca del damismo cittadino, e dell’ivoriano di Legnago Arnauld Ouguetie. Esordio assoluto, a livello agonistico, per il giovane Gabriele Zuliani, studente del Liceo “Messedaglia”, che ha rappresentato un po’ tutto quell’ambiente scolastico che stiamo cercando di ricontattare, in città e in provincia, dopo anni di scarsissimo coinvolgimento dei giovani a livello locale.

Le dirette su Facebook delle partite dei primi due tavoli hanno contribuito a portare l’attenzione degli interessati in giro per il mondo sul nostro torneo, che peraltro è sempre stato ben pubblicizzato nel Calendario FMJD. 

Il podio del torneo, con Scaggiante, Bertè e Stegeman

Il torneo è stato vinto dal Campione Italiano in carica, Alessio Scaggiante, che ha regolato per quoziente un gruppo di testa composto da ben 6 concorrenti. Al secondo posto si è piazzato Daniele Berté, autore di un ottimo torneo, e al terzo l’olandese Bart Stegeman, residente in Slovenia e presidente di quella Federazione nazionale. Qualcuno si sarà ricordato che questo stesso terzetto era sul podio, in ordine inverso, nell’edizione del 2017. 

La suddivisione in quattro gruppi fittizi ha determinato, poi, altri 3 “podi secondari”. Il secondo gruppo è stato vinto dal savonese Mattia Pitzalis, che ha vinto anche la coppa come migliore junior. Secondo il ternano Giovanni Fava e terzo il padrone di casa Emanuele Danese. Nel terzo gruppo ha prevalso Arnauld Ouguetie, che ha giocato su livelli elevati, davanti al sottoscritto e al moriano Diego Tranquillini. Infine, nel quarto, vittoria di Mattia Scaggiante (fratello di Alessio), davanti ai giovanissimi Jacopo De Lellis di Latina e Lorenzo Gravina di Roncade (TV). De Lellis ottiene anche la coppa come primo fra i mini-cadetti, mentre a prevalere fra i cadetti è stata Vasylysa Kutsenko. La Kutsenko è salita anche sul podio femminile, dove è giunta seconda dietro a Misheel Bayar. Terza la nostra Sofia Pandolfo. 

La Direzione di Gara è stata assicurata da Ezio Valentini, coadiuvato da Teresa Zamboni, Loris Berengan e Teodorino Brancaleone. Il sistema di gara usato è stato, per la prima volta in Italia, uno svizzero “sul rating FMJD”, che ha imposto l’uso del software gestionale Draughts Arbiter della Federazione Mondiale. La classifica completa è disponibile sul sito ufficiale della FMJD.

mercoledì 1 febbraio 2023

Il sito "Dama Italia" dedica un ricordo ad Enrico Molesini

di Renzino l'Europeo
Oggi il sito web "Damaitalia.it", ben noto agli appassionati della dama italiana, e gestito dal GM° Marcello Gasparetti, dedica un articoletto ad Enrico, dal titolo "Un pezzo di storia - Enrico Molesini", con sottotitolo "Maestro di dama della città di Verona". Dopo un breve profilo biografico, viene presentata una partita giocata da Enrico contro Edmondo Fanelli nel Campionato Italiano 1971 (di dama italiana), ed una posizione tratta da una partita giocata da Enrico contro Guido Badiali nel C.I. 1979. Non si tratta di "capolavori", tuttavia la partita contro Fanelli, nonostante una indecisione, viene poi vinta da Enrico, mentre il confronto con Badiali presenta una buona manovra di Enrico per riuscire ad impattare.

Il GM° Marcello Gasparetti
Nel lasciare ai nostri amici il piacere della lettura, ricordiamo che il GM° Gasparetti, romano, è stato Campione italiano assoluto nel 1983, ed ha tenuto per diversi anni la prestigiosa rubrica "Tecnica Agonistica" su Damasport. E' autore di diversi libri, e in particolare del monumentale "La dama italiana dalla A alla Z", testo di riferimento per tutti i cultori del gioco. Nel ringraziare il GM° per il ricordo, non ci resta che ricordare a nostra volta che la "XXVI Coppa Città di Verona" di Dama internazionale, dedicata come sempre al nostro Maestro, avrà luogo quest'anno il 18 e 19 marzo nell'ormai tradizionale sede dell'Hotel S. Marco.

domenica 10 aprile 2022

Cronaca - XXV Coppa Città di Verona - Memorial "Enrico Molesini"

di Renzino l'Europeo
Un bel venticinquesimo anniversario, quello della Coppa Città di Verona di dama internazionale. Il nostro bel torneo, che tradizionalmente si tiene allo sbocciare della primavera - quest’anno il 26-27 marzo -, ha infatti consegnato agli Annali un’edizione al più alto livello tecnico mai registrato.

Dei 47 giocatori ai nastri di partenza, ben 15 provenivano da altri Paesi Europei, con 2 fortissimi Grandi Maestri Internazionali, come il 5 volte Campione del Mondo Alexander Shvartsman, russo, già presente (e vincitore) nel 2019, e l’olandese Ron Heusdens, più volte campione nazionale. Particolare interesse ha suscitato anche la partecipazione del Maestro Internazionale Yuriy Lagoda, ucraino, ma da anni residente in Olanda. In effetti Shvartsman e Lagoda, pur nominalmente cittadini di due Paesi tristemente in guerra tra loro, si trovano nei fatti “dalla stessa parte della barricata”, perché il buon Alexander, che ha una moglie ucraina (e anche due figlie), risiede in quel Paese da tempo, ed anzi ha dovuto anch’egli riparare in Olanda, con tutta la famiglia, aiutato in ciò dal Circolo di Wageningen, per il quale gioca durante una buona parte dell’anno.

Particolarmente nutrito il gruppo proveniente dalla Lettonia, costituito da 6 giovani, tutti allievi della 10 volte campionessa mondiale femminile Zoja Golubeva, la quale, pur presente, ha preferito non giocare. Per quanto riguarda gli olandesi, oltre ad Heusdens c’erano altri 5 validi giocatori, fra cui il MF Peter van der Stap. Da segnalare anche la partecipazione del MI Jacov Shaus, israeliano.

Il nostro Circolo ha dovuto faticare parecchio per reggere l’impatto della sfida organizzativa, che quest’anno si è presentata con dei paletti sempre più alti. Infatti non è ancora venuto meno l’obbligo di attenersi alla normativa di protezione anti-Covid, e, per andare incontro alle aspettative di “alleggerimento” espresse da vari giocatori, si è deciso di utilizzare i separatori in plexiglass al posto delle scomode, e certamente consunte, visiere. Comunque la sede di gara presso l’Hotel S. Marco ha offerto ancora una volta un ambiente accogliente e di prestigio. Nuova e benvenuta la sponsorizzazione di AGSM AIM, così come il patrocinio del Comune, la cui amministrazione è stata rappresentata alla premiazione dall’Assessore allo Sport e Tempo Libero Filippo Rando.

Il podio (Shvartsman, Heusdens e Milanese) con le figlie di Enrico, ed Emanuele
Ha vinto ancora, come previsto, Shvartsman, che ha staccato Heusdens e l’ottimo Loris Milanese, primo della qualificata pattuglia italiana, che comprendeva anche il Campione Italiano Roberto Tovagliaro e uno dei due co-vincitori dell’anno scorso, Daniele Macali. Molto buona la prestazione del giovane savonese Matteo Fortunato che, oltre a portarsi a casa una coppa come primo fra gli Juniores, ha conseguito la promozione a Maestro per superamento della relativa soglia di Capitale Punti ed ha pure vinto nel secondo gruppo “fittizio” di merito, davanti al lettone Vsevolods Mitrevics e all’olandese Andy Damen. Altri premiati: Marco Stipcevich come primo dei Cadetti, Giorgia Senesi come prima dei Mini-Cadetti e la lettone Jelizaveta Zaharova come prima delle donne, davanti alla connazionale Darja Drabova ed a Sofia Pandoldo. Nella terza categoria di merito la terna dei premiati ha visto il nostro Eugenio Garista, ritornato quest’anno al damismo agonistico dopo più di vent'anni, imporsi su Stipcevich e Stefano Valentini, mentre nel quarto è stato il buon Damiano Anselmi ad aggiudicarsi il rimborso spese più alto, davanti al lettone Aleksejs Pelniks ed a Giuseppe Toscano.

Meno gloria damistica che organizzativa per gli altri componenti del Circolo, a partire dal Sommo Ema e da me stesso, mentre va segnalato anche il ritorno alle gare di Daniele Brancaleone, che, assieme al fratello Mattia, ha ricostituito in ogni caso una "Armata" di buon livello.

Senza problemi la Direzione di Gara di Stefano Iacono, coadiuvato da Gianpaolo Ciccone e Teresa Zamboni. Alla premiazione il Consigliere Federale Macali ha dato atto al CD Veronese dell’ottima riuscita di questa edizione; come sempre, inoltre, hanno presenziato alla consegna dei premi anche le figlie di Enrico, il cui ricordo, da parte di Ema, è stato certamente apprezzato da tutti.

Classifica: 1° Alexander Shvartsman p. 11,45.81; 2° Ron Heusdens p. 10,48.79; 3° Loris Alessandro Milanese p. 9,47.65; 4° Yuriy Lagoda p. 9,42.60; 5° Aize Plantinga p. 9,40.53; 6° Peter van der Stap p. 9,39.53; 7° Jacov Shaus p. 8,45.53; 8° Luca Lorusso p. 8,43.54; 9° Matteo Fortunato p. 8,42.42; 10° Jelizaveta Zaharova p. 8,41.46; 11° Vsevolods Mitrevics p. 8,40.44; 12° Andy Damen p. 7,45.48; 13° Daniele Macali p. 7,45.44; 14° Aboubacar Sadikh Diop p. 7,43.41; 15° Roberto Senesi p. 7,39.38; 16° Eusebio Cabral de Brito Matos p. 7,37.38; 17° Nicola Gioffrè p. 7,36.32; 18° Roberto Tovagliaro p. 7,35.35; 19° Eugenio Garista p. 7,35.34; 20° Marco Stipcevich p. 7,25.22; 21° Riccardo Agosti p. 6,40.37; 22° Moreno Manzana p. 6,37.34; 23° Rafael Antonio Rodriguez Peralta p. 6,36.29; 24° Emanuele Danese p. 6,36.28; 25° Stefano Valentini p. 6,36.27; 26° Bert Begeman p. 6,34.22; 27° Daniele Redivo p. 6,33.24; 28° Damiano Anselmi p. 6,27.20; 29° Aleksejs Pelniks p. 5,40.32; 30° Darja Drabova p. 5,37.23; 31° Giuseppe Toscano p. 5,35.25; 32° Daniele Brancaleone p. 5,35.17; 33° Diego Signorini p. 5,32.22; 34° Diego Tranquillini p. 5,32.18; 35° Mattia Brancaleone p. 5,30.21; 36° Renzo Rubele p. 4,37.18; 37° Francesco Militello p. 4,35.16; 38° Andrea Cappadonia p. 4,30.15; 39° Pietro Ros p. 4,29.13; 40° Ludy Brink p. 4,28.10; 41° Sofia Pandolfo p. 4,28.7; 42° Andrea Taviani p. 4,26.12; 43° Elizabete Kolbase p. 4,23.8; 44° Giorgia Senesi p. 3,32.8; 45° Simone Demaria p. 2,22.0; 46° Giovanni Paolo Manghisi (ritirato) p. 2,17.10; 47° Tereze Barbara Graudina p. 0,31.0.

martedì 20 aprile 2021

Grande successo per la Coppa Città di Verona: vincono Scaggiante e Macali

di Renzino l'Europeo
Ed è arrivata, finalmente, questa XXIV edizione della Coppa Città di Verona. E' arrivata con un anno di ritardo, in un fine settimana di aprile ancora caratterizzato da significative restrizioni per il contrasto della pandemia - ma è arrivata. Ed ha portato con sé l'immagine di una comunità di giocatori desiderosi di spingere pezzi sulla damiera, quella vera, che sta su un tavolo davanti a te, e incontrare avversari di persona, seppur con i visi mascherati. Un desiderio di far vivere il nostro gioco nella pienezza del suo lato agonistico, perché la dama sarà anche uno sport della mente - e noi lo rivendichiamo, con tutte le caratteristiche peculiari che ne derivano - ma la sua pratica coinvolge tutta la corporeità degli individui: è sempre più vero, e più bello, se i due contendenti si incontrano e si scontrano di persona, dal vivo.

Non vogliamo profonderci in analisi psicologiche, che del resto non sono nelle nostre corde, ma per spiegare il piccolo evento accaduto a Verona sabato e domenica bisogna pur fare ricorso a qualche considerazione più ampia. Quarantacinque damisti, provenienti da una un significativa porzione dei circoli più attivi nella dama internazionale, si sono ritrovati per una Gara Nazionale dopo un anno e tre mesi di digiuno. Si dirà: ma ci sono stati lo stesso, in questo periodo, i Campionati Italiani - individuali e a squadre, giovanili e veterani - giocati "in presenza", con una soddisfacente partecipazione complessiva. Sì, ma la "gara nazionale" rimane pur sempre una competizione con delle caratteristiche proprie, e del resto ai Campionati si sono verificate delle assenze superiori al solito, mentre alla nostra gara c'erano "quasi tutti". Quasi tutti i giocatori più forti in Italia, ma anche quasi tutti i giocatori più costanti e valenti nelle diverse categorie - giovani, ragazze, pilastri storici...

Il torneo era stato preparato bene, dal Circolo, con il Presidente Emanuele Danese che ha preso la decisione a fine gennaio, con una situazione pandemica ancora incerta, ma con il sostegno decisivo della Federazione, che ha voluto fortemente aiutare il movimento damistico a ripartire. Felice è stata la scelta dell'Hotel S. Marco, che era lì solo per noi - potremmo dire. Il grande salone di gioco, di 200 mq, permetteva una disposizione dei tavoli congruenti con il protocollo di sicurezza, ed un comfort non comune. C'era pure una elegante saletta per le analisi post-partita. Il montepremi era stato ben ponderato, nelle sue articolazioni (3 gruppi di merito + donne) ed ha fornito qualche argomento - se vogliamo - materiale. Ma la spinta più forte è stata quella spirituale, se ci si passa il termine. 

La sede di gara presso l'Hotel S. Marco
La sala di gioco piena di giocatori è stata un bel vedere, ma che dire allora dallo spettacolo offerto in diretta streaming dai campioni? Le videocamere piazzate a seguire le prime due damiere hanno colto le partite nel loro verace svolgimento, ed hanno offerto al più ampio pubblico damistico sprazzi di buona tecnica, e fasi di gioco emozionanti. Certo, per qualche straniero che si è affacciato al video dev'essere stato un po' strano vedere i contendenti intabarrati dietro una visiera, oltre che una mascherina. Ma la nostra comunità di giocatori ha accettato di buon grado tutto il protocollo di sicurezza concordato dalla Federazione con il CONI e il Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio - se questo significa la possibilità di giocare dal vivo.

Ed ora veniamo ad una piccola cronaca agonistica. Il gruppetto degli scaligeri si presenta ai nastri di partenza con Emanuele, il Candidato Maestro Mattia Brancaleone, il Nazionale Damiano Anselmi e Luciano Sanson, in realtà vicentino ma affiliato al nostro Circolo per via della storica amicizia con Ema. Il sistema di gioco alla svizzera adottato in gare "a gruppo unico" come la nostra prevedeva una specie di scrematura in due metà con il primo turno, in modo che i più forti potessero emergere giocando contro i più deboli (relativamente, in termini di Capitale Punti) e poi scontrarsi fra di loro dal secondo turno in poi. L'unico "big" in difficoltà è stato Walter Moscato, Campione Italiano 2019, che ha rischiato grosso contro il nostro Damiano, ma alla fine ha strappato la pari. Al secondo turno, ecco subito il match-clou Scaggiante-Diop, finito in parità, dopo che tutti e due avevano provato a prendere le partita sul serio consumando tutto il tempo nel mediogioco.

Il terzo turno ci offre un doppio scontro fra i quattro al vertice: Manzana-Macali e Valentini-Milanese. Nel primo, il moriano ora bergamasco si fa cogliere di sorpresa da un 2x2 di dama in una posizione altrimenti equilibrata, mentre nell'altro il giovane Candidato Maestro di Tione di Trento, autore alla fine di una bella gara, è sopraffatto dal più forte chierese. Al quarto turno Macali e Milanese si incontrano e pattano senza guerreggiare troppo, venendo raggiunti da Diop, che trova la strada per abbattere il coriaceo Gioffré, e da Scaggiante, che ha la meglio sul nostro Emanuele. Il quinto turno vede i decisivi duelli fra Scaggiante e Milanese, e fra Macali e Diop. Il primo finisce in parità, con il campione trevigiano che effettua un tiro (poi premiato) non decisivo per la vittoria: Loris si difende bene. Invece il secondo finisce un po' inaspettatamente con la sconfitta del senegalese, che gestisce male il posizionamento dei pezzi nel prefinale. 

A questo punto, con l'ultimo turno da giocare, c'è Daniele Macali da solo in testa - ma dovrà vedersela col solido Luca Lorusso. Dietro, Milanese giocherà con il nostro Ema, che ha condotto la gara sui propri livelli migliori, mentre Scaggiante dovrà cercare di rompere il catenaccio di Gioffré. Scalpita anche Enes Habilaj, giunto da dietro a lottare per i primi posti contro Valentini. La conclusione è sul filo del rasoio: Daniele patta e viene raggiunto da Alessio, mentre Loris non s'avvede di un tiro vincente contro il Sommo, che peraltro aveva giocato gagliardamente. Alla coppia di testa si aggiunge in extremis anche Enes, che vince un finale di 3 dame contro 1, lasciando di sale il buon Stefano, che starà ancora ripensando al punto perso così sciattamente.

Il podio con Macali, Scaggiante ed Habilaj
Il quoziente non riesce a decidere fra i primi due, che così si aggiudicano il torneo ex-aequo, mentre Habilaj è terzo. Quarto Milanese, quinto Lorusso e sesto Diop a cui non è servita la vittoria finale per rientrare nel quintetto premiato a causa del quoziente più basso. Ottimo il settimo posto del Nostro Emanuele, che così può ben rimanere soddisfatto anche del risultato oltre che dell'organizzazione. Premiati per il secondo gruppo di merito il veneziano Andrea Cappelletto, davanti a Rafael Rodriguez, Roberto Senesi e Matteo Fortunato, mentre nel terzo la spunta Marco Stipcevich di Latina sul nostro Luciano Sanson, Loris Cicchirillo e Gabriele Cappelletto. Fra le ragazze, ampiamente prevista la supremazia di Sara Habilaj davanti alle trevigiane Sabrina Perletti e Sofia Pandolfo (e c'erano anche le tre giovanissime di Latina, Linda, Giorgia e Margherita: un record "rosa"). Tutti i dati del tabellone sono disponibili sul sito FMJD.

Se la prestazione di Emanuele è stata molto buona, anche gli altri nostri tre portacolori possono dirsi soddisfatti: pur in un quadro complessivo regolare, hanno dimostrato un buon tono agonistico. Damiano riconosce la qualità del gioco espresso, ma lamenta l'inadeguato raccolto in termini di risultato complessivo. Per Luciano s'è avvicinata la promozione di categoria, da tempo attesa e meritata, mentre Mattia si è finalmente ritrovato dopo una inattività lunga quanto la pandemia. Contento anche il nostro Segretario Teodorino Brancaleone, che ha presidiato la sala all'ingresso, misurando la temperatura a tutti come da protocollo.

A questo punto non ci rimane che ricordare la precisa Direzione di Gara di Ezio Valentini, coadiuvato da nuove promettenti leve arbitrali, Giampaolo Ciccone e Teresa Zamboni. La premiazione, diffusa in diretta Facebook, ha visto la presenza delle due figlie di Molesini. I giudizi sembrano concordi: si è trattato di un torneo bello e memorabile sotto ogni punto di vista. Per il nostro Circolo, una conferma della centralità di questa gara, e della bontà dell'intuizione originaria di Enrico. In attesa di tempi migliori per la società tutta, un po' di soddisfazione per chi si sta adoperando a mantenere vitale il movimento damistico italiano.

martedì 13 aprile 2021

Tutto pronto per la XXIV Coppa Città di Verona

di Renzino l'Europeo
Mancano pochi giorni al gran ritorno della Coppa Città di Verona, la nostra bella gara di dama internazionale, che l'anno scorso aveva dovuto inchinarsi al Covid, e venire cancellata a tre settimane dalla sua effettuazione. Fu una grossa delusione, anche perché avevano già assicurato la loro partecipazione ben due Grandi Maestri Internazionali, fra cui Alexander Shvartsman, vincitore nel 2019, e diversi giocatori ucraini e olandesi.

Dopo un anno di pratica agonistica intermittente, che ha comunque visto l'effettuazione dei Campionati Italiani di ogni genere e specialità, la gara di Verona segna un po' la riapertura del calendario ufficiale nazionale per il 2021, dopo che si sono giocati alcuni Campionati Regionali tra febbraio e marzo. Dobbiamo il tutto, ovviamente, al protocollo di sicurezza anti-Covid, che, correttamente implementato, garantisce la stessa possibilità pratica di questi tornei nel quadro normativo in vigore. La Federazione Italiana Dama si sta distinguendo, nel complesso europeo e mondiale, per degli standard che garantiscono equamente la fattibilità delle gare e la tutela della salute.

L'Hotel S. Marco**** Fitness Pool e SPA
Dal punto di vista organizzativo, questa edizione della Coppa ha posto qualche grattacapo al nostro Circolo, ma il nostro Presidente ha trovato un buon accordo con l'Hotel San Marco, che dispone di locali sufficientemente ampi per i nostri scopi. E' la prima volta che giochiamo il torneo in una sede così "prestigiosa" dal punto di vista dell'accoglienza, benché i nostri luoghi tradizionali (Istituto Don Bosco e Dopolavoro Ferroviario) fossero già soddisfacenti per tutti. Il vantaggio di stare in un Hotel risiede soprattutto nella garanzia di poter disporre di un ristorante aperto per tutti i pasti, indipendentemente dalla situazione pandemica - per questa settimana il Veneto è in Zona Arancione.

La Federazione, da parte sua, è venuta incontro a tutti gli organizzatori mettendo a disposizione delle risorse aggiuntive per la "ripresa agonistica", cosa che ci ha permesso di elevare il montepremi complessivo a 1.500 €. Fors'anche per via di questo incentivo materiale, forse per gli effetti dell'astinenza da gare nazionali (l'ultima di dama internazionale fu quella di Reggio Calabria del gennaio 2020), l'interesse è molto elevato, e le notizie ufficiose fatte trapelare dai piani alti del Circolo parlano della possibilità di 46 partecipanti: sarebbe un record relativo per questi ultimi anni.

Si va dal Campione Italiano in carica Alessio Scaggiante, ad Aboubacar Diop, Loris Milanese, Walter Moscato, Roberto Tovagliaro, Daniele Macali, Luca Lorusso, Moreno Manzana, Enes Habilaj, Giovanni Fava... e tanti altri fra i giocatori più attivi della specialità, con molti giovani, fra cui anche alcune ragazze (forse 6). Tra cotanta abbondanza, un piccolo appunto personale: non potrò tornare a Verona per giocare. Sarebbe stata la gara "più vicina a casa" della mia vita - solo 3 minuti a piedi... ma il Belgio impedisce ancora i viaggi non essenziali (proprio fino al 18 aprile) e poi ci sarebbero, in ogni caso, parecchi obblighi con tamponi e quarantene, sia in Italia che al ritorno. Mi "godrò" il torneo con le dirette Facebook promesse.

Ai giocatori, ricordiamo due cose essenziali: portarsi la visiera ricevuta dal proprio Circolo (ne abbiamo comunque anche noi a disposizione, in vendita a 5 € assieme a due mascherine), e, per il viaggio, ricordarsi di compilare preventivamente l'autocertificazione relativa alla giustificazione per gli spostamenti extra-regione/provincia/comune, per chi li deve affrontare (versione .docx editabile, versione .pdf da stampare). Il "motivo che determina lo spostamento" è 'partecipazione alla gara di dama di interesse nazionale "XXIV Coppa Città di Verona"', mentre l'indirizzo di destinazione è 'Hotel S. Marco, via S. Marco 9/11, 37138 Verona'.

Tutti dobbiamo collaborare per la buona riuscita di questo evento, che - ne siamo sicuri - soddisferà in pieno l'obiettivo della Federazione di far ripartire in sicurezza il nostro gioco. Siate i benvenuti a Verona!

lunedì 18 marzo 2019

Storia e Spiccioli di Tecnica - Enrico e la Dama Internazionale

di Renzino l'Europeo
Siamo ormai giunti alla vigilia della Coppa Città di Verona, la gara nazionale di dama internazionale organizzata dal nostro Circolo, che si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo presso l'area ricreativo-sportiva della "Pineta" di Via Camuzzoni, 1. Il torneo, che quest'anno si annuncia ben partecipato in quantità e qualità, è da alcune edizioni dedicato espressamente ad Enrico, che ci ha lasciati nel 2012. In questo sito-blog abbiamo già pubblicato diverso materiale che ne ricorda la figura e l'opera, ma ovviamente molto di più potrebbe essere detto e scritto. Oggi vogliamo dedicare quest'articolo ad una piccola rievocazione dei primi impegni agonistici del nostro Maestro con la dama internazionale.

Bisogna tornare con la mente agli anni '60, un periodo fecondo per il movimento damistico in Italia. La Federazione Italiana Dama, ricostituita su basi stabili nel 1959, aveva deciso l'affiliazione formale alla Federazione Mondiale (FMJD) nel corso del 1960. La pratica della specialità "all'internazionale" era confinata, in quel periodo, a pochi cultori, fra i quali vanno ricordati i primi italiani che ebbero la ventura di partecipare ad un Campionato del Mondo - Edmondo Fanelli e Marino Saletnik (nel 1952). Vi era in effetti la "culla" triestina, dove il gioco sulle 100 caselle era diffuso in una cerchia relativamente ampia di appassionati, molto più che in qualunque altra città o circolo. Ma nel complesso l'Italia era veramente agi inizi. Urgeva un'azione di proselitismo, che venne compiuta innanzitutto attraverso "Damasport", ma che ebbe come pilastri alcune iniziative fondamentali: l'organizzazione dei Campionati Italiani di specialità, e l'assegnazione all'Italia del Campionato del Mondo del 1964, che si svolse a Merano, e che venne preceduto da un torneo di "qualificazione nazionale".

Enrico, che in quel periodo risiedeva a Bolzano, fu spettatore privilegiato dell'evento iridato del 1964, e colse in pieno l'onda "internazionalista". Per lui, che allora era Candidato Maestro di dama italiana, si trattò di un'opera un po' da autodidatta, in cui poteva al massimo mettere a frutto la conoscenza del francese. E comunque, ecco che il Nostro si presenta ai nastri di partenza del primo Campionato Italiano sulle 100 caselle, che si svolse a Trieste dal 27 al 30 maggio del 1965, inquadrato nella categoria "Regionale" (che allora era chiamata "Serie A"). Sei furono invece i concorrenti nella "Serie Nazionale": Saletnik, Fanelli, Laporta, Walter Zorn, Specogna e Prodan. Il titolo assoluto, come sappiamo dalla storia, andò a Francesco Laporta, che superò Saletnik per quoziente.

Enrico viene premiato come vincitore del titolo di 2a Nazionale nel 1966
Le cronache narrano di un Molesini che parte bene ma che incappa in un refuso contro il triestino Grando, e poi perde anche con Apolloni, giungendo quarto su 10 partecipanti. Un esordio discreto, che gli permette comunque di essere annoverato tra i primi giocatori agonisti "ufficiali" in Italia. L'anno dopo, in effetti, la partecipazione complessiva raddoppia e si organizzano 5 gruppi distinti, corrispondenti alle 5 categorie tradizionali. Enrico partecipa al Campionato di "2a Nazionale" (in pratica, Candidati Maestri), e lo vince! Il titolo assoluto va invece a Saletnik, che si prende la rivincita su Laporta. 

Se buttiamo l'occhio su quelle pioneristiche partite, che gli archivi ci mettono a disposizione, possiamo magari inarcare le sopracciglia per lo stile o per le scelte tecniche, non proprio inappuntabili, ma dobbiamo applicare dei criteri storici benevoli. Giusto per mettere a disposizione dei curiosi una "pillola tecnica", pubblichiamo qui l'incontro che Enrico vinse contro Sergio Specogna.

Bianco         Molesini

Nero            Specogna

1. 32-28 18-22 2. 31-26 12-18 3. 37-31 7-12 4. 31-27 22x31 5. 26x37 20-24 6. 34-30 1-7 7. 40-34 18-22 8. 37-32 13-18 9. 30-25 8-13 10. 41-37 16-21 11. 34-30 15-20 12. 37-31 21-26 13. 45-40 26x37 14. 32x41 10-15 15. 41-37 18-23 16. 46-41 23x32 17. 38x18 13x22 18. 37-32 9-13 19. 41-37 12-18 20. 43-38 7-12 21. 49-43 2-8 22. 36-31 22-28 23. 32x23 19x28 24. 30x10 5x14 25. 33x22 18x36 26. 35-30 4-10 27. 38-33 20-24 28. 30x19 14x23 29. 40-34 10-14 30. 33-29 23-28 31. 43-38 17-22 32. 34-30 11-17 33. 29-24 12-18 34. 44-40 8-12 35. 40-35 14-19 36. 50-44 6-11 37. 25-20 3-9 38. 30-25 19x30 39. 35x24 11-16 40. 38-33 18-23 41. 42-38 23-29 42. 44-40



12-18??
Specogna, dopo una partita giocata perlopiù in vantaggio, a tratti forse anche decisivo, spreca una buona posizione, consentendo ad Enrico di sfoggiare una combinazione vincente. Il Nero avrebbe dovuto continuare con 42... 13-18 (o con 42… 16-21), a cui il Bianco avrebbe potuto replicare con la soluzione, molto probabilmente di pari, 43. 40-34 29x40 44. 47-41 36x47 45. 38-32 47x29 46. 32x45, ecc.


43. 24-19! 13x24 44. 39-34! 28x30 45. 25x21 16x27 46. 20x29 15-20 47. 48-42 27-31 48. 37x26 22-28 49. 40-34 9-14 50. 26-21 14-19 51. 21-16 28-32 52. 38x27 19-24 Bianco vince.