Visualizzazione post con etichetta FID. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FID. Mostra tutti i post

sabato 24 gennaio 2026

La consegna della Stella di Bronzo al Merito Sportivo al nostro Circolo

di Renzino l'Europeo
In una sobria cerimonia tenuta nella Sala Arazzi del Municipio di Verona, sono state consegnate ieri alcune delle onorificenze assegnate dal CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ad atleti, dirigenti e società sportive veronesi. Si trattava di benemerenze riferite all'anno 2023, attribuite dalla Giunta Nazionale del CONI già verso la fine del 2024: Medaglie al valore atletico, Stelle al merito sportivo e Palme al merito tecnico. Al nostro Circolo è stata consegnata la Stella di Bronzo al Merito Sportivo, come avevamo avuto occasione di riferire all'epoca.

La Stella di Bronzo al Merito Sportivo viene concessa

«[...] a società e/o associazioni sportive che con continuata e meritoria azione nel campo della promozione e dell'attività agonistica abbiano contribuito a diffondere e onorare lo sport nel Paese.»

La Stella di Bronzo al Merito Sportivo
come recita il Regolamento del CONI. A questo proposito, nel dare l'annuncio un anno fa, con l'articolo qui sopra citato, eravamo stati un po' troppo sintetici nel minimizzare il motivo dell'assegnazione, ricordando solo il numero di anni di esistenza in vita del Circolo. In realtà, il criterio dell'anzianità dell'associazione è solo un requisito minimo, ma ovviamente vi è anche un giudizio più sostanziale su quello che la società sportiva ha fatto, per rispettare la motivazione prescritta dalla regola. E questo giudizio è, nei fatti, formulato dalla nostra Federazione, più che dal Comitato Benemerenze del CONI, il quale riceve le proposte - certamente numerose - da tutte le Federazioni Sportive affiliate.

Il punto che duole, però, è proprio l'anzianità sportiva del nostro Circolo, che rappresenta un po' una questione aperta, dal nostro punto di vista. L'abbiamo spiegata nell'articolo menzionato, e in altri luoghi del nostro sito web. La storia del movimento damistico, a Verona, è lunga ed importante. Il primo Circolo Damistico Veronese, fondato nel 1922, ha avuto un ruolo di primissimo piano per tutta la sua esistenza. Solo per una causa di forza maggiore, nel 1972 - l'impossibilità di mantenere la propria sede storica nel Caffé della Borsa alla Gran Guardia - si è verificata una cesura giuridica, e il damismo veronese si è adattato a vivere nell'alveo degli altri Circoli esistenti, vecchi e nuovi, a partire da quello dei "Dipendenti Comunali" e da quello fondato da Enrico Molesini presso il Dopolavoro Ferroviario. Negli anni '80, anzi, nella nostra Provincia siamo arrivati ad avere anche 6 Circoli attivi contemporaneamente. Tutto ciò dimostra che la nostra storia non si è in effetti mai fermata, e, da un punto di vista sostanziale, al di là di formalità o regolette sulla durata in vita delle società, Verona è stata il teatro di una storia damistica organizzata centenaria, con le sue vicende locali e nazionali, e i suoi campioni.

Il Sindaco Damiano Tommasi ci consegna l'onorificenza
Campioni: sì, a partire da quell'Eldo Cavalleri che proprio cento anni fa, nel 1926, vinse il suo primo titolo italiano assoluto. Primo di una serie di cinque, di cui quattro consecutivi. Questa storia andrebbe ricordata meglio, e infatti è nostro fermo intendimento ricercare tutte le notizie e informazioni che sono un po' andate perse, anche per un po' di trascuratezza, ma che invece sono più che utili per spiegare ai più giovani o agli ignari cittadini che la dama è un gioco ed uno sport della mente di grande valore, e che i riconoscimenti che ci vengono attribuiti sono ampiamente meritati.

La cerimonia di consegna delle Benemerenze sportive del CONI, durante le quali si sono avvicendati a ricevere l'onorificenza 40 premiati, tipicamente per i risultati conseguiti in gare e Campionati Italiani, o talvolta Europei e Mondiali, ha mostrato alla società veronese un frammento dell'attività sportiva che ognora si svolge nel nostro territorio, e per noi è stata una vetrina di assoluto valore. Oltre al Presidente, Emanuele Danese, ed al sottoscritto, era presente anche il Segretario Teodorino Brancaleone con la moglie Elena - i quali hanno preferito svolgere il ruolo di cameramen e fotografo "aggiunto", per meglio documentare la serata d'onore. In questa pagina pubblichiamo la foto ufficiale, ed un bel primo piano della Stella di Bronzo, per farne partecipi tutti i soci e gli appassionati che ci seguono.

La presenza del Sindaco Damiano Tommasi, che nella Giunta Comunale detiene anche la delega come Assessore allo Sport e Tempo Libero, è stata un ulteriore motivo di soddisfazione. Non solo ci ha premiati personalmente, avvicendandosi in questo ruolo con il Delegato Provinciale del CONI Stefano Gnesato, ma l'abbiamo potuto poi avvicinare per uno scambio di battute che ci ha permesso di menzionargli la storia di Eldo Cavalleri, che fu anche calciatore, e giocatore dell'Hellas Verona. Un bel momento di pubblicità e di contatto personale che ricorderemo a lungo.

Per tutto questo, non possiamo evitare di dedicare l'onorificenza a tutti coloro che hanno fatto la storia del nostro Circolo e del damismo veronese, in questi cento anni e più di vita, con l'augurio - come si suol dire - di altri cento davanti a noi.

domenica 28 dicembre 2025

Cronaca retrospettiva: il Liceo Messedaglia sugli allori ai Giochi Giovanili Scolastici 2025

di Renzino l'Europeo
Questa cronaca avrebbe dovuto essere pubblicata sul nostro sito molto tempo fa, ma in effetti non abbiamo mai avuto il tempo per concluderla. Provvediamo adesso, per dare un giusto rendiconto delle attività svolte durante l'anno. Stiamo parlando, per venire al concreto, della Finale Nazionale dei Giochi Giovanili Scolastici, che si è giocata nel fine settimana fra il 15 e il 19 maggio a Misano Adriatico. Più di 100 squadre e oltre 300 giocatori si sono ritrovati nella località turistica romagnola, a seguito di tornei di qualificazione regionali che si erano svolti fra marzo ed aprile. Questa manifestazione è la più importante, per il mondo damistico e per la nostra Federazione, dal punto di vista della diffusione del gioco nelle scuole e del proselitismo fra i giovani. Infatti, trattandosi di una competizione sportiva riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione, come tante altre riguardanti sport più tradizionali, ci permette di avere relazioni ufficiali con alcuni istituti scolastici, per mezzo del programma "Dama a Scuola" che la FID mette in campo ogni anno.

A Verona, il nostro Circolo ha ripreso ad avvalersi di questo programma solo dall'anno scolastico 2023/24, ma l'abbiamo fatto con impegno e determinazione. Nel 2024/25 ben 6 istituti scolastici veronesi hanno aderito a questo programma, di cui 5 scuole secondarie di secondo grado, dove siamo più forti perché possiamo contare su alcuni "nostri" docenti, a partire dal Presidente Emanuele Danese, che appare ben coinvolto e deciso ad attuare con impegno le politiche giovanili del Circolo. Come avevamo dato notizia in aprile, la Selezione Regionale per le scuole secondarie superiori si è svolta a Verona, e ben 9 squadre della nostra città avevano trovato posto nella Finale Nazionale. Ai Licei Galilei e Messedaglia, con 7 squadre, in entrambe le specialità (dama italiana e internazionale) si è unito l'IIS Copernico-Pasoli, che ha qualificato ben 2 squadre - una di Allievi e una Juniores.

Il podio Allievi di dama internazionale
La pattuglia veronese per Misano era quindi decisamente numerosa, e si è certamente "fatta notare" già all'arrivo. Ma, grazie anche all'esperienza maturata, ed all'impegno di alcuni giovani del "Messedaglia", sapevamo di avere anche ottime possibilità di fare risultato, financo meglio dell'anno precedente, quando gli Allievi di dama internazionale di quel Liceo avevano ottenuto l'argento. E così è stato: quest'anno è arrivato l'oro, per una squadra composta in modo lievemente diverso dall'anno scorso (a fianco di Gabriele Zuliani e Andrea Tuppini è stato schierato Loris Uliana). Inoltre, una squadra Juniores, sempre di dama internazionale, ha ottenuto l'argento; i tre moschettieri, in questo caso, sono stati Alessio Oliboni, Veronica Ottaviani ed Elia Righetti. Un po' scornati, in quanto speravano anch'essi nel podio, i giocatori dell'altra squadra Juniores, ma le pedine hanno girato in senso contrario.

Il podio Juniores di dama internazionale
Per le rappresentative degli altri 2 Licei, il Galilei e il Copernico-Pasoli, qualche buon risultato, ma niente medaglie. Ripetiamo sempre che l'obiettivo di questi tornei studenteschi è la conoscenza del gioco, e l'esperienza sportiva peculiare dell'ambito scolastico, quindi nessuno si abbacchia troppo. Possiamo però dire che Verona si è "affiancata" a Latina, dal punto di vista della rilevanza tecnica, nel settore "scuole superiori" della dama internazionale. Le basi sono state poste, ed altri risultati certamente arriveranno. Intanto abbiamo potuto espandere l'impegno del Circolo, grazie all'aggiunta di Roberto Deboni fra gli accompagnatori tecnici, ed al coinvolgimento di "nuovi" docenti, oltre a Davide Testi del Galilei: Marta Scandola del Messedaglia e Velitchko Todorov del Copernico, che ha sostituito un Eugenio Garista non disponibile.

Alla "festa" della Federazione, che si ripropone ogni anno alla premiazione di questi Giochi, possiamo dire che anche noi di Verona abbiamo contribuito massicciamente. La speranza è di continuare così, ma l'impegno è duro. Vedremo.

sabato 30 novembre 2024

L'Assemblea Nazionale FID - Dama d'Oro al nostro Circolo

di Renzino l'Europeo
Si è svolta a Roma sabato 23 novembre l'Assemblea Nazionale Elettiva della Federazione Italiana Dama. Con "elettiva" intendiamo qualificare il motivo principale per cui essa è stata convocata, e cioè il rinnovo delle principali cariche federali: Presidente e Consiglio. Si è trattato, insomma, di una specie di "Congresso" della Federazione, che viene convocato a norma di Statuto ogni 4 anni.

Nei fatti, non c'è stata nessuna lotta congressuale per fare a gara ad ottenere i voti dei delegati: sia per la carica di Presidente sia per tutti i posti da consigliere federale il numero dei candidati era uguale al numero degli eligendi. Ciò vuol dire, in particolare, che Carlo Bordini è stato riconfermato alla guida della Federazione, senza contrasti interni fra diverse linee politiche o diverse personalità.

Il Presidente del CONI, Malagò, riceve una damiera omaggio da Carlo Bordini
Posto quindi in secondo piano il momento elettorale, l'Assemblea è stata un momento di incontro utile per parlare con un po' di persone con le quali di solito non si ha molto tempo, a margine delle gare, per scambiare delle opinioni. Poichè in una organizzazione come la nostra siamo un po' tutti giocatori ma anche dirigenti, organizzatori, almeno a livello di Circolo, ecco che dobbiamo anche trovare modo per affrontare questioni incombenti sulla gestione di questi o quegli affari generali.

A rappresentare il nostro Circolo c'era ovviamente il Presidente Emanuele Danese, mentre io ero presente in qualità di rappresentante regionale degli istruttori, carica a cui sono stato eletto all'inizio di settembre. La nostra Federazione conta circa 120 Circoli sparsi un po' per tutta l'Italia, ed annovera, in questi anni, un numero abbastanza costante di tesserati agonisti. Ci sono anche le tessere scolastiche, per loro natura molto variabili in numero e non necessariamente significative rispetto all'attività che vi si svolge. Possiamo gloriarci di essere una delle pochissime Federazioni damistiche accettate come membro del proprio Comitato Olimpico Nazionale, seppur come "Disciplina Sportiva Associata". Ed infatti uno dei segnali più evidente di questa posizione è consistito proprio nella celebrazione dell'Assemblea nel Salone d'Onore del CONI, all'interno della sede centrale di quella che è un po' la "casa dello sport" italiano, a Roma. Il Presidente Malagò è venuto a farci visita, rivolgendoci un saluto non solo formale.

Il Consiglio Federale uscente ha fatto un gradito premio al nostro Circolo, prima di passare le consegne al nuovo: l'assegnazione della onorificenza federale della "Dama d'Oro", certamente per meriti di natura organizzativa, come le altre che abbiamo ricevuto in tempi recenti, fra cui la Stella di Bronzo del CONI. Tale onorificenza è stata assegnata anche ad altri Circoli e ad altre personalità della Federazione: siamo felici di veder confermata la nostra reputazione in simile compagnia. Infine, nelle more delle nuove nomine effettuate dal Consiglio Federale appena eletto, e riunitosi domenica mattina, sono stato designato nuovo Delegato Provinciale della Federazione, in sostituzione di Teodorino Brancaleone, che ricopriva tale posizione dal 1993: un saluto che è anche un ringraziamento al nostro Teo, che rimane pur sempre Segretario del Circolo e continuerà a darsi da fare per le sorti del damismo veronese. Lascio invece la Commissione Tecnica Federale, che mi ha tenuto molto occupato negli ultimi 4 anni, ma c'è parecchio da fare anche con la nuova carica di consigliere regionale. Le incombenze damistiche non finiscono mai!

venerdì 8 novembre 2024

Il nostro Circolo premiato dal CONI con la Stella di Bronzo al merito sportivo

di Renzino l'Europeo
La Giunta Nazionale del CONI, nella seduta del 25 ottobre scorso, ha assegnato al nostro Circolo la Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2023, in occasione della tornata annuale di benemerenze che il CONI assegna sulla base di documentate segnalazioni delle varie Federazioni Sportive. Si tratta di un riconoscimento che ovviamente ci fa molto piacere, anche se la motivazione è, in effetti, banalmente "aritmetica", essendo basata sull'anzianità di affiliazione alla Federazione, cioè, in pratica, sul numero di anni di esistenza.

A questo proposito, dobbiamo ricordare la storia un po' contorta che sta alle nostre spalle, e lo facciamo volentieri. il Circolo Damistico Veronese "Enrico Molesini" è il risultato della fusione dei 2 Circoli esistenti a Verona nel 2009. Uno dei 2, in particolare, era la Sezione Damistica del Dopolavoro Ferroviario, che venne fondata da Enrico nel 1979, e che egli usò per portare avanti la sua azione di proselitismo giovanile, giudicando la situazione del pur valoroso Circolo "Dipendenti Comunali", che aveva sede nel Bar Brà, non adatta allo scopo. In effetti, negli anni '90, al Bar Brà non rimase più quasi nessuno, e quel Circolo dovette chiudere i battenti. Invece al Dopolavoro Ferroviario, Enrico, potendo utilizzare i locali messi a disposizione dall'Ente, offrì ai "nuovi giocatori", e specialmente ai giovani, un luogo di ritrovo e di formazione damistica più consono alle esigenze di una comunità dinamica e in espansione. Negli anni '80, i giovani che incontrarono il gioco della dama nei vari tornei promozionali organizzati in città, e anche in provincia, da parte di Enrico, furono molti. Io giunsi al Circolo alla fine del 1980, dopo aver vinto nel gruppo della "prima media" il 1° Memorial "Bruno Turri", che si era svolto nientemeno che in un salone della Fiera, e mi iscrissi quindi nel 1981 per la prima volta con una tessera agonistica.

Nel corso degli anni '80, in tutta la provincia di Verona furono attivi anche 6 Circoli contemporaneamente, frutto di iniziative in diverse zone della città. Possiamo ricordare ad esempio il Circolo fondato dalla famiglia Garista (ovviamente dal papà, all'epoca...) nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi, allo Stadio, o quello della VI Circoscrizione, a Santa Lucia, diretto dal papà di Antonio Rodà (uno dei nuovi giovani degli anni '80), dove Enrico ed io stesso ci recavamo settimanalmente per creare aggregazione durante un certo periodo a metà di quel decennio. Importante fu il Circolo fondato dal signor Andrea Danese con il sostegno della Cassa di Risparmio, in occasione dell'ingresso nel gioco attivo di tutta la propria famiglia. E fu proprio il Circolo della Cassa di Risparmio a manifestare vitalità e resilienza negli anni successivi, anche quando Enrico diminuì il proprio impegno, e fu poi menomato dalla malattia che lo condusse a vivere con grande difficoltà i suoi ultimi anni. 

Si decise, quindi nel 2009, di procedere alla fusione del Circolo "Cassa di Risparmio" con quello del DLF, e l'assunzione della denominazione di Unicredit (nuovo nome della banca) da parte del nuovo Circolo, ma l'assegnazione, ai fini dell'anzianità damistica di affiliazione alla FID, della data di nascita del primo dei 2, e quindi il 1979. I successivi cambi di denominazione riflettono una presa d'atto della realtà, dopo la scomparsa di Enrico, avvenuta nel 2012: il nostro Circolo è ora l'unico della nostra Provincia, e raccoglie l'eredità di tutto il movimento damistico veronese, qualificandosi come "frutto essenzialmente del lavoro di Enrico". Il primo ed originario Circolo Damistico Veronese, fondato nel 1922, con il quale ci poniamo pur sempre in linea di continuità, dovette cessare l'attività nel 1972, quando il Bar della Borsa - la storica sede nell'ala della "Sala Vini" della Gran Guardia - fu costretto a chiudere dalla Soprintendenza, in base alle nuove disposizioni che impedivano attività commerciali all'interno di edifici storici monumentali.

Torniamo quindi all'attualità. Il nostro Circolo, avendo almeno 25 anni di vita, si è qualificato per l'assegnazione di questa Stella di Bronzo del CONI, e ne siamo tutti felici, come lo fummo per l'assegnazione della Stella d'Argento al nostro Presidente. Ma il presente e il futuro ci interessano di più, ed è per questo che siamo molto attivi per programmare le prossime attività, a partire da quelle giovanili, nelle scuole e a livello di Campionato Provinciale, di cui daremo maggiori informazioni molto presto. Dal punto di vista della vita del Circolo e della Federazione, è ormai prossima la celebrazione delle rispettive Assemblee Elettive Ordinarie. Per il Circolo, essa verrà effettuata all'inizio del 2025, in corrispondenza con i prossimi Campionati Provinciali Assoluti di dama italiana e internazionale, mentre quella della Federazione è alle porte: si terrà sabato 23 novembre a Roma, nel Salone d'Onore del CONI. Il nostro Circolo sarà rappresentato dal Presidente, Emanuele Danese, ma anch'io sarò tra i presenti, come rappresentante regionale degli Istruttori del Veneto, funzione a cui sono stato eletto recentemente, unitamente alla carica di consigliere del Comitato Regionale Veneto, di cui ho assunto la vice-presidenza. Dello stesso Consiglio fa parte anche la nostra Sofia Pandolfo, per contribuire a rinnovare l'organo, alla cui presidenza è stato eletto il veneziano Gabriele Cappelletto, del CD Mestre.

Di tutte queste vicende societarie e federali torneremo a parlare molto presto, ma per ora ci godiamo la benemerenza del CONI, che verrà consegnata in un'apposita cerimonia provinciale che si terrà l'anno prossimo. Complimenti a tutti noi, e un ricordo speciale per Enrico.

martedì 28 maggio 2024

Gli Allievi del Messedaglia secondi ai Campionati Nazionali Studenteschi

di Renzino l'Europeo
In un precedente post informativo avevamo dato notizia dell'attività scolastica promossa quest'anno dal nostro Circolo, e della qualificazione di ben 5 squadre di 2 Licei cittadini alle finali nazionali dei Campionati Studenteschi. Ebbene, le finali si sono giocate, nello scorso fine settimana, a Misano Adriatico, nella capiente palestra del Villaggio S. Pellegrino, dove sono convenuti circa 300 giovani giocatori di ogni ordine e grado scolastico da tutta Italia, assieme a molti insegnanti ed accompagnatori, per la 34^ edizione di questa manifestazione. La pattuglia veronese si è ben distinta, arrivando a conquistare, con la "prima squadra" di Allievi di dama internazionale del Messedaglia, un bel secondo posto alle spalle dei giovani di un liceo di Latina, peraltro tutti noti alle cronache damistiche nazionali.

Una panoramica della sede di gara a Misano
I protagonisti di questo risultato meritano quindi i complimenti di tutto il Circolo: si tratta di Gabriele Zuliani, Andrea Tuppini e Andrea Terelle. I primi 2 erano già nostri soci "junior" dall'inizio di quest'anno, in quanto più interessati al gioco, e per questo il nostro Presidente Emanuele Danese era parecchio ottimista sull'esito di questa partecipazione per la loro squadra - un'ottimismo coltivato dal fatto di essere anche docente nello stesso liceo. Dal Messedaglia proveniva anche una seconda squadra di Allievi di dama internazionale, che ha figurato degnamente in classifica, e così tutti quanti i frequentanti abituali dell'attività damistica pomeridiana a scuola hanno potuto festeggiare in compagnia.

La "prima squadra" del Messedaglia
A Misano erano presenti anche 3 squadre formate da studenti del Liceo Galilei: 2 di dama italiana (allievi e juniores) e una di dama internazionale. In questo istituto l'attività damistica effettuata era stata di minore intensità ed efficacia, benché la disponibilità del docente di Scienze Motorie, Prof. Davide Testi, avesse permesso una varietà di interventi e di presenze da parte nostra. Questo lavoro ha consentito di avviare una buona collaborazione e mettere le basi per una migliore organizzazione e dispiegamento di forze e di opportunità per l'anno prossimo. In ogni caso, sappiamo che gli obiettivi del programma "Dama a scuola" e dei Giochi Giovanili Studenteschi non sono riducibili alla fase agonistica, perché mirano al coinvolgimento dei giovani e delle istituzioni scolastiche nel "circuito damistico", per far conoscere da vicino il nostro sport ad una platea ampia.

La spedizione veronese si è fatta quindi ben notare, con il Sommo Ema molto entusiasta in tutte le fasi, e soprattutto quando, durante la premiazione, è potuto salire sul podio come accompagnatore della squadra di Allievi seconda classificata. Anch'io sono stato ben contento di seguire da vicino le nostre squadre a Misano, e tuttavia ho scelto di utilizzare la trasferta anche per giocare il concomitante Campionato Italiano di dama inglese - un'occasione difficilmente replicabile per sperimentare il gioco vivo in questa specialità, che pur vede gli italiani ai massimi livelli mondiali. 

L'organizzazione della nostra federazione è stata sollecitata fino ai limiti delle proprie possibilità, con qualche inconveniente da dover gestire, ad esempio l'alloggio delle squadre in diversi alberghi fra Misano e Cattolica, o gli orari un po' dilatati. La tradizionale simultanea serale si è moltiplicata per 3, con Maijnelli a condurre quella di dama italiana, Scaggiante quella di dama internazionale, e Bernini quella di dama inglese, con ressa dei giovani per giocare.

Il Presidente FID Carlo Bordini ha come sempre cantato vittoria durante la tradizionale pomposa cerimonia di premiazione, che ha fatto spazio un po' a tutti nel celebrare quella che è in effetti ogni anno la più grande manifestazione damistica italiana. Ci rivedremo senz'altro alla prossima edizione, magari con più preparazione.

martedì 27 febbraio 2024

1924-2024: i 100 anni della Federazione Italiana Dama

di Renzino l'Europeo
Il 27 febbraio 2024 è un giorno un po' speciale, per i damisti italiani: si festeggiano ufficialmente i 100 anni della Federazione Italiana Dama. Infatti, come narrano i resoconti storici, fu in questo giorno di febbraio del 1924 che Luigi Franzioni, Presidente del Circolo Damistico Milanese, diede l'annuncio che era stato raccolto un consenso sufficiente alla costituzione della Federazione sulla base delle risposte all'appello che egli stesso aveva lanciato ai circoli e ai gruppi damistici sparsi in vari luoghi d'Italia. 

La storia del movimento damistico nel nostro Paese è stata raccontata, principalmente, nell'opera in 2 volumi "Tra dame e pedine" di Ghelardo Ghelardini, giornalista toscano, che vi ha lavorato negli anni '70 del secolo scorso. Ed è dal primo tomo di quell'opera che la gran parte dei damisti italiani ha potuto conoscere con qualche dettaglio le vicende e le persone che hanno segnato la nostra storia più lontana, che oggi appare ancor più distante per il venir meno di molte persone che non possono più corroborare con i loro racconti e la loro memoria i fatti più rilevanti.

Sappiamo quindi diversi particolari, di quella fondazione, e delle vicende che l'hanno preceduta, ma a questo punto sorge subito una domanda: perché, fra gli 11 Circoli fondatori della Federazione, non c'era il Circolo Damistico Veronese? Qui dobbiamo aprire una grande parentesi. Sappiamo da diverse fonti, ed anche dalla stessa opera del Ghelardini, che un Circolo Damistico era stato fondato, a Verona, nel 1922. La costituzione di "circoli" era un'opera che veniva intrapresa per la prima volta, in Italia, proprio in quegli anni. Per molto tempo, gli appassionati avevano praticato il gioco in forma non organizzata, scarsamente strutturata, non solo a livello nazionale, ma nemmeno a livello locale. Ci si ritrovava nei caffè, o in altri luoghi pubblici, se si volevano incontrare altre persone desiderose di incrociare le pedine per sfide più o meno amichevoli. Il "duello" era, d'altra parte, la forma preferita del confronto fra i giocatori più abili, ed era diffuso anche il gioco per corrispondenza. 

Proprio a Verona, peraltro, vi era stato, all'inizio del '900, il primo tentativo di dare vita ad una rivista specializzata del nostro gioco, "La Dama". Ne abbiamo parlato nel nostro sito-blog, qualche anno fa. L'ambiente damistico cittadino era quindi abbastanza fecondo, e dobbiamo supporre che gli appassionati fossero un buon numero. E quando, nel primo dopoguerra, acquistò forza l'idea di dare una forma strutturata all'organizzazione damistica - anche e proprio sull'onda della fondazione del Circolo Damistico Milanese, nel 1920 - ecco che Verona fu veloce ad adeguarsi, e a dare vita ad un proprio circolo. Un circolo ben collocato, perdipiù, avendo sede nel "Caffè della Borsa" del Palazzo della Gran Guardia. Luogo privilegiato, che fu teatro di importanti capitoli del damismo italiano a seguito delle imprese di Eldo Cavalleri, 5 volte campione italiano, e che abbiamo narrato nella pagina storica a lui dedicata.

I tavoli del Caffè della Borsa sotto il portico della Gran Guardia
Ma ora dobbiamo tornare alla domanda che abbiamo già posto: perché il Circolo Damistico Veronese non fu tra gli 11 fondatori della Federazione? Qui possiamo fornire la risposta, il vero motivo, che si è tramandato oralmente, ma che rimane ufficialmente inenarrabile. La verità è che i dirigenti del Circolo, a partire dal presidente Pilade Bonaconsa, intrapresero una vertenza con il Franzioni per la guida della costituenda Federazione. In altre parole, il Circolo Veronese, "quel" Circolo, così forte da un punto di vista strutturale e numerico, pur non disponendo dei giocatori tecnicamente più forti - a Milano c'erano Bassani e Lavizzari, oltre a Franzioni, mentre a Roma c'era il Tagliaferri - avrebbe voluto (per il Bonaconsa?) la carica di Presidente federale.

La base del ragionamento fu proprio sui numeri, sulle cifre degli iscritti, ma in una maniera senz'altro impropria: visto che Milano era una grande città, con un certo numero di abitanti, e il rapporto fra iscritti al circolo ed abitanti risultava favorevole a Verona, il circolo veronese doveva contare di più. Eppure era evidente che la personalità del Franzioni, il quale aveva anche dato vita ad un nuovo periodico, "La Dama italiana", era quella più adatta al ruolo direttivo da ricoprire; e poi, che Milano fosse il centro damistico più importante d'Italia, era innegabile. Le discussioni che vennero condotte fra il 27 febbraio e il 5 ottobre del 1924, data del primo congresso della Federazione, non furono sufficienti a sanare la divergenza, e fu così che Verona rimase fuori da quel momento fondativo. Ma "stare fuori" significava anche non poter partecipare al Campionato Italiano, la cui prima edizione venne organizzata ufficialmente nel maggio del 1925 a Milano. Però a Verona stava scalpitando l'astro nascente di Eldo Cavalleri, e i veronesi dovettero subito piegarsi al realismo della situazione. Già al secondo congresso federale, il 6 settembre 1925, sempre a Milano, ecco che fanno buona presenza i delegati del CD Veronese, Brunelli e Tosi. E da lì la storia continua...

Le vicende del damismo veronese - non solo di quei tempi, ma anche di quelli successivi - non ci sono note con la dovuta chiarezza. Abbiamo scritto questa piccola rievocazione anche come "appello" ad uno sforzo collettivo che da soli non siamo in grado di fare. Per il momento, festeggiamo questi 100 anni di vita della Federazione consci che l'apporto dei damisti veronesi è stato di assoluto rilievo... per almeno 99. E quando, nel secondo dopoguerra, la Federazione dovette essere ricostruita sotto l'egida dell'ENAL, nel 1959, fu proprio a Verona che si ottennero i buoni uffici necessari alla rinascita.

Lunga vita alla FID e buona continuazione a tutti noi. 

venerdì 13 novembre 2020

All'Assemblea Generale della Federazione Italiana Dama

di Renzino l'Europeo
Domani, sabato 14 Novembre, si terrà a Roma la 27a Assemblea Generale della Federazione Italiana Dama, convocata in base alle norme statutarie per il rinnovo delle cariche elettive per il prossimo quadriennio 2021-2024. La scadenza temporale sopraggiunge in un momento difficile per la vita sociale e civile del Paese, provato dalla nuova ondata di coronavirus, e al termine di un anno decisamente sfortunato anche per il nostro gioco, che ha pagato un prezzo elevato al rispetto delle regole di confinamento e distanziamento interpersonale. Tuttavia, come abbiamo dato conto in altri articoli del nostro sito-blog, l'adozione di un rigoroso protocollo di sicurezza da parte della Federazione ha consentito la ripresa dell'attività agonistica e lo svolgimento di alcune gare - in particolare dei Campionati Italiani di entrambe le maggiori specialità damistiche (italiana e internazionale) praticate nel nostro Paese.

Anche per questa Assemblea Generale i vertici federali hanno predisposto un protocollo adeguato al caso, per consentire ai delegati dei circoli, dei giocatori-atleti e degli istruttori di poter tenere le assise in tutta sicurezza. E, del resto, lo stesso svolgimento dell'Assemblea ha dovuto essere garantito attraverso particolari eccezioni predisposte nel corpo dei provvedimenti normativi adottati nelle ultime settimane per limitare eventi, assembramenti e spostamenti nel territorio nazionale. Gli aventi diritto al voto dovranno viaggiare muniti dell'apposita autocertificazione che consentirà loro di raggiungere il Marriot Hotel di Roma, da qualunque regione provengano.

Il nostro Circolo, che storicamente ha rivestito un ruolo centrale nella vita della Federazione, ha diritto, come tutti gli altri, ad inviare un delegato all'Assemblea. Tuttavia, il nostro Presidente, Emanuele Danese, per motivi personali, non potrà recarsi a Roma, e nemmeno altri membri del Circolo sono risultati disponibili al viaggio. Si sta quindi scrutinando la possibilità di delegare un altro Circolo in base alle regole statutarie.

In ogni caso lo stato della Federazione appare sufficientemente stabile. Il Presidente uscente, l'amico Carlo Bordini, si presenta anche per il prossimo quadriennio, e non sono state avanzate candidature alternative. Ci sarà qualche rinnovamento nella composizione del Consiglio Federale, anche per fare spazio a più donne, ma la linea di condotta appare quella ben delineata dalla Presidenza uscente nel programma fatto circolare in questi giorni, e che sarà esposto formalmente domani da Carlo nel corso della sua relazione.

Con il Sommo Ema abbiamo discusso un po' in queste settimane della situazione generale, ed abbiamo concluso che il lavoro in corso vada consolidato con la conferma della "squadra di governo" proposta da Carlo. Le sorti del damismo organizzato, in Italia, sono legate da tempo alla nostra affiliazione al CONI, che ci garantisce un contributo annuo sufficiente a sostenere una pur minima struttura centrale ed una attività sportiva e promozionale più che discreta. Il "problema", per il nostro gioco, è casomai di ordine culturale: nella società di oggi le persone - e in particolare i giovani - dispongono di molte alternative ludiche e sociali a cui attingere, ed i giochi di strategia tradizionali hanno dovuto cedere il passo ai luccicanti videogames, oltre a tutta la panoplia di opportunità di svago che, nell'universo di internet, impegnano il tempo e le menti di vasti strati sociali.

Dato questo quadro, appare urgente concludere al più presto il rinnovamento del nostro sito web, nonché dotarlo di strumenti divulgativi e formativi attraenti per i neofiti ed anche per i più esperti. I cugini scacchisti, che già dispongono di un'aura più sacrale per il loro gioco, possono farsi forza di un mondo unito su un'unica variante di gioco, e di un tessuto di iniziative commerciali (o anche volontaristiche) che si presentano con vigore in quello stesso internet dove spopolano tutti i canali social che oggi animano la vita delle persone.

Ci auguriamo che i delegati in Assemblea sappiano dare un contributo costruttivo alla discussione, e che si possa evitare di riproporre l'eco di qualche inutile polemica che s'aggira a fasi alterne nella nostra comunità. Ritorneremo sulle vicende federali nel nostro sito-blog per riflettere ancora sulle questioni che si presentano come sfida per il nostro gioco; tutti gli iscritti del Circolo, a partire dal Presidente, sono invitati ad indicare la strada da seguire, nel solco dell'insegnamento del nostro comune Maestro Enrico Molesini.

giovedì 5 marzo 2020

Sospensione XXIV Coppa Città di Verona

A malincuore, il Circolo Damistico Veronese "Enrico Molesini" informa tutti i giocatori che la XXIV Coppa Città di Verona, già in programma per i prossimi 21-22 marzo, è SOSPESA.

La decisione fa seguito alla disposizione federale emanata oggi, 5 marzo, riguardante tutte le attività agonistiche fino al 3 aprile, che dà applicazione al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di misure cautelari di contrasto e contenimento del virus COVID-19 (coronavirus).

domenica 10 novembre 2019

Cronaca - Campionati Italiani di Dama Internazionale e Stage giovanile

di Renzino l'Europeo
Nell'ultimo articolo sul nostro sito-blog abbiamo fatto una rapida cronaca dei recenti Campionati Italiani di dama italiana. A causa di una pausa informativa ci eravamo tuttavia "lasciati indietro" quelli di dama internazionale, che si erano svolti in luglio a Bergamo. Provvediamo adesso, visto che la partecipazione veronese non è mancata, come da tradizione, neanche in quelli.

Se nell'Assoluto - a cui nel 2018 aveva partecipato anche il M° Emanuele Danese - mancavano questa volta i colori gialloblù, nel secondo gruppo erano presenti, come da alcuni anni, il CM° Mattia Brancaleone ed il sottoscritto. I valori, in questa fascia di giocatori, non sono necessariamente ben fissati, e sono sempre possibili molteplici risultati. Nel nostro caso abbiamo dovuto vedercela con un giovanissimo savonese in forte ascesa, Matteo Fortunato, che l'anno scorso aveva pure partecipato all'Assoluto, e che quest'anno, giocando nel nostro gruppo, ha messo tutti in riga. Anche lo juniores Giacomo Giorlando era in buona forma ed è arrivato secondo. Per me un quarto posto, scalzato dal podio per quoziente dal buon Francesco Militello, mentre Mattia ha subito parecchi rovesci ed ha dovuto indossare la maglia nera. Niente di grave, ma segno della già menzionata variabilità delle forze in campo.

Il podio dell'Assoluto, con il vincitore Moscato, Manzana e Berté. 
Due righe d'ordinanza anche per l'Assoluto, vinto quest'anno dal M° Walter Moscato di Velletri, il quale ha ben sfruttato le opportunità che gli si sono parate davanti. In particolare, è finita in pasto a tutte le cronache damistiche l'insperata patta con Moreno Manzana all'ultimo turno, che lo tallonava di un punto in classifica, e che stava portando a termine una partita vittoriosa prima di incappare nella classica buccia di banana. Per il resto, la non eccessiva partecipazione dei "big" ha dato spazio ai nostri migliori giovani, che sono ormai abbonati al primo gruppo. Molti giovanissimi anche nel terzo, e soprattutto nel quarto gruppo.

Compressi come al solito in un pomeriggio, si sono svolti anche i Campionati italiani lampo e semi-lampo, per prendere parte ai quali sono arrivati appositamente Alessio Scaggiante e Loris Milanese, assenti nella gara a tempo classico, e mattatori - invece - in queste due gare. E' accorso a Bergamo per il medesimo scopo anche il nostro Emanuele, che predilige il gioco veloce, ma che ha dovuto accontentarsi del secondo gruppo in entrambi i tornei, dove pure le pedine non hanno girato sempre nel verso giusto: per lui un terzo posto nel lampo. In spregio ad ogni cautela mi sono cimentato anch'io in tutte e due le specialità, facendo delle discrete partite nei terzi gruppi, e giungendo in ambo i casi terzo. Per Mattia un quarto posto nel lampo, sempre nel terzo gruppo. I risultati di tutti i Campionati sono pubblicati nel sito della Federazione.

Quest'anno c'è stata una "postilla" ai Campionati, che ha interessato i giovani solitamente convocati per i Campionati Europei e Mondiali delle varie categorie "under 20". Il Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali Daniele Bertè ha organizzato un apposito stage di due giorni, che negli anni scorsi si teneva in data diversa, ma sempre come preparazione alle competizioni internazionali. Poiché la partecipazione era aperta ad altri interessati, ho voluto anch'io immergermi in quest'esperienza didattica, come segno di genuina attenzione per l'iniziativa, in un settore che la Federazione ha sempre curato, e che negli ultimi anni sta seguendo con particolare impegno.

E' certamente nello spirito del nostro Circolo appoggiare e favorire tutte le iniziative rivolte ai giovani, come ci ha insegnato bene, con la sua opera, anche Enrico. Del resto, negli ultimi anni della sua vita, egli stesso aveva ricoperto quei ruoli federali di alta responsabilità oggi tenuti da Bertè e dai suoi collaboratori, in primis Roberto Tovagliaro, che segue i giovani e da anni li accompagna agli Europei. In questo stage, in assenza di Roberto, è stato Alessio Scaggiante a prestare la sua opera come istruttore, con specifiche lezioni rivolte al gruppetto "più avanzato", al quale io stesso mi sono aggregato. Gli altri giovani e giovanissimi, divisi in due gruppi, erano seguiti dallo stesso Bertè con piccole lezioni, esercizi, compiti specifici.

La speranza è che il nostro gioco possa ritrovare maggiore seguito nelle nuove generazioni. Pur essendo ben riforniti di svaghi e opportunità ludiche "tecnologiche", i giovani farebbero bene a riconsiderare il valore di quei giochi di strategia tradizionali, che possiedono aspetti positivi inimitabili, e che consentono oltretutto di stabilire una rete di relazioni personali ed estese. Anche a Verona il M° Danese aveva iniziato l'anno scorso un'attività didattica, che ci auguriamo possa proseguire proficuamente.

mercoledì 6 novembre 2019

Cronaca e Storia - Campionati Italiani di Dama Italiana

di Renzino l'Europeo
Si sono conclusi domenica i Campionati Italiani di Dama Italiana, che quest'anno si sono svolti in terra toscana, a Marina di Bibbona (LI). Come da tradizione degli ultimi 15 anni, sia l'Assoluto che i Campionati minori sono stati giocati nella stessa sede di gara, con l'unica differenza logistica imposta dal tempo di riflessione: il primo gruppo ha cominciato mercoledì 30 ottobre, gli altri due venerdì 1 novembre. Questa cronaca è in effetti un piccolo diario personale, visto che non erano presenti altri giocatori del Circolo, oltre al sottoscritto - impegnato nel secondo gruppo.

I Campionati Italiani costituiscono sempre il momento culminante dell'attività agonistica nazionale, tanto più in quanto i requisiti di ammissione impongono la partecipazione a diverse gare durante l'anno (quattro, pur con l'inclusione dei Campionati Provinciali). Forse per questo criterio, forse per la necessità di produrre anche il certificato medico (una "scocciatura" per qualcuno), forse per l'impegno che si estende su più giorni, v'è la sensazione che - per quanto riguarda i campionati minori - l'interesse alla partecipazione sia un po' scemato negli ultimi anni. Le mie noterelle di cronaca si intrecciano giocoforza con dei ricordi storici di più antica data, potendo fare dei raffronti con altri periodi ed altre esperienze, che ho vissuto in prima persona.

Il podio dell'Assoluto, con il vincitore Maijnelli, Bertè e Scarpetta
Ma veniamo intanto ad alcuni dati essenziali dell'Assoluto, che è stato invece ben partecipato. Fra i "big", solo Mario Fero ed Alessio Scaggiante erano assenti, quest'anno (discorso a parte per Michele Borghetti, giunto sabato in visita ufficiale), ma erano ben rimpiazzati da altri giocatori di alto livello "rientranti" dopo anni, come Daniele Bertè e Claudio Ciampi. Il calendario di gioco ha in qualche modo favorito la "fuga" di Bertè, che, da parte sua, ne ha approfittato con maestria, prima di venire impallinato dal buon Marcello Fantozzi. Hanno potuto così "rientrare" in testa uno dopo l'altro altri "big": all'ultimo turno erano addirittura in 4 davanti, con il campione uscente Francesco Gitto e il campione del mondo di dama inglese Sergio Scarpetta che dovevano incrociare le pedine fra di loro, mentre Michele Maijnelli, quatto quatto, vinceva la sua partita contro Franco Manetti. Intanto Bertè doveva vedersela con Mirco De Grandis, il quale fino a due turni dalla fine era anch'egli in predicato di "riprendere la testa", così come Paolo Faleo: questi due Grandi Maestri sono però scivolati durante il tentativo, e rimanevano indietro. Ma il calcolo del quoziente (Sonneborn-Berger) effettuato con precisione prima ancora che Bertè finisse la sua partita dava già il titolo a Maijnelli, e così i due punti finali che ha in effetti poi ottenuto il Grande Maestro savonese - 69 anni e vincitore del suo primo campionato italiano esattamente 40 anni fa - non hanno fatto altro che contribuire ad aumentare l'amaro in bocca per un esito complessivo che avrebbe potuto essere e non è stato.

Ma la vittoria di Maijnelli, messinese e "figlio d'arte" di Antonino (tre volte Campione Italiano), è stata ben meritata, e vale anche come premio "alla carriera" - sempre presente a tante gare e sempre fra i migliori del damismo nazionale. Il titolo di Grande Maestro che gli è valsa questa vittoria, in combinazione con i tornei nazionali vinti, è stato quindi accolto da tutti con felicità e partecipazione. 

Pagato il tributo di cronaca all'Assoluto, passo alle noterelle riguardanti i campionati minori, dove ero appunto impegnato personalmente. Va detto che, se con questa formula organizzativa i Candidati Maestri ed i Nazionali non sembrano affollarsi troppo (per costoro la differenza con una qualsiasi altra gara nazionale è minima), per certi Maestri "di seconda fascia" c'è invece l'opportunità di fare un torneo da protagonisti, sicché anche quest'anno ben 8 dei 16 giocatori del secondo gruppo erano in effetti di categoria magistrale. Poichè l'esperienza non è acqua, ci sarebbe voluto qualche giovane in forte ascesa per poter sovvertire la scala dei valori, ma i quattro candidati maestri aostani allievi di Faleo (Cantatore, Zhou, Zappia e Tamborin), tutti presenti, non sembrano ancora mordere il freno a quel livello. 

E così a vincere è stato il più giovane dei maestri presenti, il casertano Mario Maiello, 38 anni, tesserato per il circolo di Lecce. Vittoria meritata per distacco sul novarese Raffaele D'Amore e sul bergamasco Ivo Cocchi. Il mio piazzamento? Un ottavo posto regolare, che conferma un po' il quadro già sperimentato con le gare estive fatte quest'anno. Ho quindi ben chiare le mie potenzialità e miei limiti, e posso anche dire che il mio capitale punti rispecchia il mio valore attuale. Avendo giocato con ben 11 dei miei 15 avversari, ho anche una visione d'insieme del "quadro tecnico" di questa fascia di giocatori - esperienza ma anche errori, occasioni e punti buttati un po' da tutti. Ovvio che un più profondo studio delle aperture sarebbe d'uopo, ma oggi bisogna avere molto tempo per farlo bene… e poi molti errori non c'entrano affatto con le aperture. 

Nel terzo gruppo l'inconfondibile Ennio del Serra, con i suoi 84 anni (se non andiamo errati) precede per quoziente Alfredo Russo. Terzo Francesco Militello. In questo gruppo hanno trovato spazio anche diversi giovanissimi di Latina, ancora provinciali (ma il buon Simone Piccinini ha meritato la promozione a Regionale). 

La classifica del Campionato Candidati Maestri del 1988
Le mie note, come già accennato, si intrecciano con dei ricordi storici di un periodo assai lontano, quello degli anni '80 del secolo scorso. In quella fase della mia carriera damistica mi pregio di aver partecipato a tutti i Campionati di categoria che si svolgevano allora: quello dei Regionali nel 1984 a Reggio Emilia, quello dei Nazionali nel 1985 a Tirrenia (LI) e quello dei Candidati Maestri a Canosa di Puglia (BA) nel 1988. Considerando il fatto che l'anno scorso avevo giocato il campionato del 3° gruppo, posso ben dire di possedere una certa esperienza di tutti i campionati minori, e in diversi momenti della storia del movimento damistico italiano. Come molti, non posso fare a meno di testimoniare l'epica vitalità agonistica che animava gli anni '80, ora un po' persa. Basti solo dire che al Campionato dei Regionali dell'84, che era ad iscrizione libera (mentre per Nazionali e Candidati erano selezionati tipicamente 24 giocatori) parteciparono in 64! Ricordo pure la mia prestazione di allora: 13° con 11 punti su 9 partite - ma poi venni lo stesso promosso Nazionale per altri risultati. 

In chiusura, un cenno anche al Campionato problemisti solutori, al quale non ho voluto mancare: i partecipanti sono sempre così pochi! E così pure quest'anno, come l'anno scorso, sono finito secondo nel secondo gruppo (ma su tre partecipanti): uno dei podi più lunari della mia carriera. Certo, anche il problemismo non se la passa bene, ma pure qui devo ricordare come, quando imparai a giocare, i problemi mi piacevano moltissimo, e una parte della mia formazione damistica si è fatta proprio sull'ultima pagina di Damasport, quella di "Tecnica Problemistica"…  

Non posso che auspicare sorti più brillanti per tutti i nostri Campionati di dama italiana, e magari - se mai capitasse - ottenere anche personalmente qualche risultato migliore.

domenica 20 ottobre 2019

Cronaca - Il M° Danese al Campionato del Mondo Semi-Lampo

di Renzino l'Europeo
Si è svolto oggi nella cittadina olandese di Beilen il Campionato del Mondo Semi-Lampo. L'interesse di questa manifestazione per il nostro Circolo si riassume nel fatto che il nostro Emanuele Danese ha preso parte alla spedizione azzurra, composta anche dal torinese Loris Milanese e dal savonese Roberto Tovagliaro.

Emanuele è ormai un veterano di questo genere di manifestazioni, avendo già partecipato a due precedenti edizioni - quella del 2016 svolta ad Izmir in Turchia, e quella dell'anno scorso, organizzata in Italia a Bergamo, ed alla quale avevano potuto prendere parte anche altri nostri iscritti, Mattia Brancaleone e Damiano Anselmi. In quelle due occasioni il Campionato Mondiale Semi-Lampo era abbinato al Campionato Mondiale Lampo, competizione che non era in programma questa volta. Ciò non ha impedito al Sommo Ema di aderire anche quest'anno con entusiasmo alla convocazione, visto per che lui ogni specialità di gioco veloce è prediletta, e senz'altro preferita rispetto al gioco a tempo "classico". In questa edizione il tempo di riflessione era stato fissato in 15 minuti più 5 secondi di ricarica per mossa.

La sede di gara a Beilen
Il torneo ha visto la partecipazione di 65 atleti, incluso molti dei giocatori più forti della specialità. Erano peraltro assenti gli Africani, che probabilmente stanno vivendo con un certo fastidio la polemica che si è aperta a seguito del recente Campionato del Mondo Assoluto, svolto in Costa d'Avorio, e che è stato chiosato da non meglio precisate accuse di combine mosse dal capitano non giocatore della nazionale olandese Rob Clerc verso alcuni degli atleti africani. Non c'erano nemmeno i Cinesi, che sono in grande crescita in questi anni, fino ad avere espresso, con il quindicenne Yiming Pan, addirittura il vice-Campione del Mondo, proprio al recente torneo iridato.

C'erano comunque tutti i più forti giocatori Europei, e la classifica finale ha rispettato i rapporti di forza presenti sui tavoli di gioco, con il Campione del Mondo "a tempo regolare" Alexander Georgiev che ha dovuto cedere il passo all'olandese Roel Boomstra per un solo punto di quoziente. Buono il 27° posto di Roberto, che ha chiuso a 10 punti. Un po' sottotono Loris, che si è dovuto accontentare del 37° posto con 9 punti, mentre Emanuele ha finito al 56° posto con 7 punti. Siamo sicuri che il Sommo non è molto soddisfatto del risultato, ma con una partecipazione così qualificata non c'è nessuno che ti regala la partita.

Le specialità di gioco con tempo di riflessione ridotto offrono la possibilità di effettuare competizioni damistiche con modalità organizzative "popolari", ma implicano oggigiorno una particolare "forma mentis" tecnica e delle abilità specifiche, che sono presenti o coltivate meglio in alcuni giocatori e non in altri. Dal punto di vista della pubblicizzazione del gioco, tutte le manifestazioni vanno ovviamente bene e danno la possibilità a ciascuno di trovare una soddisfazione agonistica. Ritorneremo in seguito su questa e altre competizioni simili, e intanto possiamo registrare con soddisfazione il contributo gialloblù, prova della vitalità del nostro Circolo.

lunedì 18 marzo 2019

Storia e Spiccioli di Tecnica - Enrico e la Dama Internazionale

di Renzino l'Europeo
Siamo ormai giunti alla vigilia della Coppa Città di Verona, la gara nazionale di dama internazionale organizzata dal nostro Circolo, che si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo presso l'area ricreativo-sportiva della "Pineta" di Via Camuzzoni, 1. Il torneo, che quest'anno si annuncia ben partecipato in quantità e qualità, è da alcune edizioni dedicato espressamente ad Enrico, che ci ha lasciati nel 2012. In questo sito-blog abbiamo già pubblicato diverso materiale che ne ricorda la figura e l'opera, ma ovviamente molto di più potrebbe essere detto e scritto. Oggi vogliamo dedicare quest'articolo ad una piccola rievocazione dei primi impegni agonistici del nostro Maestro con la dama internazionale.

Bisogna tornare con la mente agli anni '60, un periodo fecondo per il movimento damistico in Italia. La Federazione Italiana Dama, ricostituita su basi stabili nel 1959, aveva deciso l'affiliazione formale alla Federazione Mondiale (FMJD) nel corso del 1960. La pratica della specialità "all'internazionale" era confinata, in quel periodo, a pochi cultori, fra i quali vanno ricordati i primi italiani che ebbero la ventura di partecipare ad un Campionato del Mondo - Edmondo Fanelli e Marino Saletnik (nel 1952). Vi era in effetti la "culla" triestina, dove il gioco sulle 100 caselle era diffuso in una cerchia relativamente ampia di appassionati, molto più che in qualunque altra città o circolo. Ma nel complesso l'Italia era veramente agi inizi. Urgeva un'azione di proselitismo, che venne compiuta innanzitutto attraverso "Damasport", ma che ebbe come pilastri alcune iniziative fondamentali: l'organizzazione dei Campionati Italiani di specialità, e l'assegnazione all'Italia del Campionato del Mondo del 1964, che si svolse a Merano, e che venne preceduto da un torneo di "qualificazione nazionale".

Enrico, che in quel periodo risiedeva a Bolzano, fu spettatore privilegiato dell'evento iridato del 1964, e colse in pieno l'onda "internazionalista". Per lui, che allora era Candidato Maestro di dama italiana, si trattò di un'opera un po' da autodidatta, in cui poteva al massimo mettere a frutto la conoscenza del francese. E comunque, ecco che il Nostro si presenta ai nastri di partenza del primo Campionato Italiano sulle 100 caselle, che si svolse a Trieste dal 27 al 30 maggio del 1965, inquadrato nella categoria "Regionale" (che allora era chiamata "Serie A"). Sei furono invece i concorrenti nella "Serie Nazionale": Saletnik, Fanelli, Laporta, Walter Zorn, Specogna e Prodan. Il titolo assoluto, come sappiamo dalla storia, andò a Francesco Laporta, che superò Saletnik per quoziente.

Enrico viene premiato come vincitore del titolo di 2a Nazionale nel 1966
Le cronache narrano di un Molesini che parte bene ma che incappa in un refuso contro il triestino Grando, e poi perde anche con Apolloni, giungendo quarto su 10 partecipanti. Un esordio discreto, che gli permette comunque di essere annoverato tra i primi giocatori agonisti "ufficiali" in Italia. L'anno dopo, in effetti, la partecipazione complessiva raddoppia e si organizzano 5 gruppi distinti, corrispondenti alle 5 categorie tradizionali. Enrico partecipa al Campionato di "2a Nazionale" (in pratica, Candidati Maestri), e lo vince! Il titolo assoluto va invece a Saletnik, che si prende la rivincita su Laporta. 

Se buttiamo l'occhio su quelle pioneristiche partite, che gli archivi ci mettono a disposizione, possiamo magari inarcare le sopracciglia per lo stile o per le scelte tecniche, non proprio inappuntabili, ma dobbiamo applicare dei criteri storici benevoli. Giusto per mettere a disposizione dei curiosi una "pillola tecnica", pubblichiamo qui l'incontro che Enrico vinse contro Sergio Specogna.

Bianco         Molesini

Nero            Specogna

1. 32-28 18-22 2. 31-26 12-18 3. 37-31 7-12 4. 31-27 22x31 5. 26x37 20-24 6. 34-30 1-7 7. 40-34 18-22 8. 37-32 13-18 9. 30-25 8-13 10. 41-37 16-21 11. 34-30 15-20 12. 37-31 21-26 13. 45-40 26x37 14. 32x41 10-15 15. 41-37 18-23 16. 46-41 23x32 17. 38x18 13x22 18. 37-32 9-13 19. 41-37 12-18 20. 43-38 7-12 21. 49-43 2-8 22. 36-31 22-28 23. 32x23 19x28 24. 30x10 5x14 25. 33x22 18x36 26. 35-30 4-10 27. 38-33 20-24 28. 30x19 14x23 29. 40-34 10-14 30. 33-29 23-28 31. 43-38 17-22 32. 34-30 11-17 33. 29-24 12-18 34. 44-40 8-12 35. 40-35 14-19 36. 50-44 6-11 37. 25-20 3-9 38. 30-25 19x30 39. 35x24 11-16 40. 38-33 18-23 41. 42-38 23-29 42. 44-40



12-18??
Specogna, dopo una partita giocata perlopiù in vantaggio, a tratti forse anche decisivo, spreca una buona posizione, consentendo ad Enrico di sfoggiare una combinazione vincente. Il Nero avrebbe dovuto continuare con 42... 13-18 (o con 42… 16-21), a cui il Bianco avrebbe potuto replicare con la soluzione, molto probabilmente di pari, 43. 40-34 29x40 44. 47-41 36x47 45. 38-32 47x29 46. 32x45, ecc.


43. 24-19! 13x24 44. 39-34! 28x30 45. 25x21 16x27 46. 20x29 15-20 47. 48-42 27-31 48. 37x26 22-28 49. 40-34 9-14 50. 26-21 14-19 51. 21-16 28-32 52. 38x27 19-24 Bianco vince.

venerdì 1 marzo 2019

Storia - Il Circolo Damistico "Arianna", crocevia del damismo nazionale

E' il momento di dare la parola direttamente ad Enrico. Il testo che qui riproduciamo è infatti una rievocazione degli albori del suo impegno damistico, da lui scritta per "Damasport" e pubblicata nel n. 4/2002 come contributo alla rubrica "Vita da Circolo". Enrico ricorda come nel Circolo da lui frequentato nel periodo iniziale della sua carriera si incontrarono tre persone destinate ad avere un forte impatto sulla vita damistica nazionale nei decenni seguenti: lui stesso (ovviamente), Walter Signori (futuro Presidente della Federazione), e Oreste Persico (futuro Segretario Nazionale). Insomma, il sodalizio personale cementato in quel periodo fu foriero di sviluppi piuttosto importanti...

di Enrico Molesini
Nessuno è riuscito a stabilire con certezza la data di nascita del pri­mo circolo damistico.
Di preciso si sa, grazie alle ricer­che di Ghelardini, che nel febbraio del 1924 furono undici i circoli che diedero l'appoggio alla neonata federazione guidata da Luigi Franzioni.
Nel mio non breve vissuto dami­stico, che prende le mosse dal 1953 a Verona, ho fatto parte e conosciuto parecchi circoli, ma è stato nel C.D. "Arianna", un pic­colo circolo dalla vita brevissima, dove curiosamente sono iniziate delle vicende che - secondo me - hanno inciso sul damismo nazio­nale.
Il C.D. "Arianna" è sorto all'inizio del '54 da una mini scis­sione con il C.D. "Cavalle­ri" (sicuramente uno dei circoli più antichi e prestigiosi) intitolato al mitico Eldo, campione italiano dal 1926 al 1929 e nel 1935.
I principali fondatori del nuovo circolo, Alberto Rubele e Nardino Scimemi con la guida tecnica del M° Luigi Tezza e una decina d'al­tri soci tra i quali figuravano i giovani (per l'epoca) Signori e Molesini, trovarono ospitalità nella centralissima Piazza Erbe presso il Bar Colonna che poco dopo mutò, per cambio gestione, il suo nome in Bar Bolzano e ora, da circa quattro decenni senza circolo e rimodernato, funziona ancora come caffè "casa Mazzan­ti" dal nome dello storico edificio in cui è inserito.
Walter Signori nel 1959
Il nome "Arianna" venne propo­sto dal M° Tezza, persona mite e gentile - mezzo "filosofo" e mez­zo "barbone" - che paragonava il famoso filo d'Arianna a quella logica damistica che aiuta a distri­carsi nei labirinti analitici. Inoltre, esisteva - parola di Tezza che sapeva di teoria - una partita de­nominata "Ariana" (23-19, 12-16; 28-23). L'enne in meno non per­metteva l'accostamento dei due nomi e quindi, alla fine, tutti con­vennero sul maggior "appeal" di "Arianna" la figlia di Minosse. Eravamo nel 1954, non c'erano soldi per la dama e per nessuno, il miracolo economico era ancora di là da venire: con fatica venivano organizzati i Campionati e spora­dicamente qualche gara a livello regionale.
In quel lunghissimo dopoguerra il Presidente Luigi Franzioni stava tentando di ricostruire la Federa­zione Damistica Italiana.
Ho conosciuto il M° Franzioni solo superficialmente e a distan­za, mentre ho ben conosciuto i tre presidenti che gli sono succeduti e con i quali ho avuto il privilegio di collaborare:
- Beppino Rizzi, il presidente che ha inventato il damismo moderno: la partita unica, le mosse lampo, ha fondato "Damasport" e ha por­tato il damismo per vent'anni nell'ENAL, l'ente tutorio dell'epoca.
- Giacomo D'Amico, il presidente dell'Autonomia, della simpatia e della costante ricerca dei valori culturali e formativi del nostro gioco. E' stato eletto nel momen­to più difficile, contestualmente alla soppressione dell'Enal.
- Walter Signori, il gran traghetta­tore della Federazione Italiana Dama nel CONI.
Torniamo all'epoca, che descrivo con la giovanile e parziale visuale che ne avevo allora: non c'era giornale (Damasport sarebbe stato fondato nel 1959), pochissimi i collegamenti e, di conseguenza, le notizie erano molto scarse e giun­gevano con un passaparola lentissimo ...
La forzata sosta bellica, che per il damismo organizzato è durata dal 1938 al 1948, aveva causato un gran vuoto nell'informazione ...
In quel tempo di telefonini cellu­lari si parlava a malapena nei ro­manzi di fantascienza e il comune telefono era un arnese per ric­chi ...
Si giocavano, sorteggiando le prime due mosse (restrizione in­glese), gare di carattere sociale nel bar che ci ospitava. Oppure ci si giocava il caffè, qualche volta si azzardava un cappuccino, op­pure un bicchiere di spuma (bevanda dell'epoca) o un bianco con l'acciughina per i più dissolu­ti. Il tutto in allegria e con qual­che disputa tecnica che verteva principalmente sul toccato mosso o sui finali.
Sempre nel 1954 il Circolo riuscì ad inviare il Tezza ai Campionati Italiani di Riva del Garda (sesto con lo stesso punteggio del terzo), che al ritorno portò la notizia che Franzioni, nelle manifestazioni di contorno, aveva disputato anche una partita alla "cieca"!
- Ed io allora gioco alla "sorda" - sbottò Carlo Z. levandosi l'apparecchio acustico che porta­va a causa suoi dei timpani offesi da uno scoppio durante la guerra. Per la verità, il M° Franzioni di­sputava partite alla cieca da sem­pre, ma noi l'ignoravamo ...
Oreste Persico (sin.) ed Enrico Molesini (centro), 
qui ripresi con Eraldo Siviero nel 1962
Nel 1955 apparve al circolo un sergentino dai capelli neri e ondu­lati: - vorrei fare qualche partita ... mi chiamo Oreste Persico - (!). Persico di stanza a Riva del Gar­da, aveva collaborato all'organiz­zazione di quel Campionato ita­liano (quando si dice un predesti­nato) ed appena trasferito a Vero­na si presentò al Circolo, di cui aveva saputo da Tezza.
Ed ecco che all'amicizia tra Si­gnori e Molesini si aggiunge Persico, con altrettanto entusiasmo per il gioco e affinità d'idee sul divenire del damismo.
E' stato un periodo brevissimo, poi i diversi percorsi della vita: Signori a Vicenza, Persico a Bol­zano, Molesini itinerante per l'Alto Adige per ritrovare poi Persico a Bolzano dove aveva fondato un circolo aderente alla Federazione già ricostituita nell'Enal.
Poi, anno dopo anno, all'impegno damistico dei tre, seguirono inca­richi ai vari livelli. Cito a grandi linee, in obbligatoria sintesi, solo quelli di rilevanza nazionale e le organizzazioni di prestigio:
- Signori: consigliere nazionale e vicepresidente FID per tre legisla­ture, Presidente FID per due e attuale Presidente onorario.
- Persico: Presidente di Commis­sione Tecnica per undici anni e Segretario Generale della FID per ventidue. Ha organizzato ben ventidue Campionati Italiani di cui ventuno consecutivi e, fiore all'occhiello, alcuni campionati mondiali ed europei.
- Molesini: presidente di Com­missione Tecnica e Consigliere nazionale per quattro legislature; capo redattore di Damasport per un quarto di secolo.
Fra i tre c'è stato tutto un collabo­rare e interagire nel corso di quel­la serie importante d'incarichi svolti per la dama.
Pertanto non mi sembra esagera­to - almeno secondo un principio di causalità - definire il CD A­rianna "crocevia del damismo nazionale" per essere stato il pun­to di partenza della lunga storia damistica di Signori, Persico e Molesini.
Curiosamente talvolta mi chiedo: nel caso non fosse stato costituito il CD Arianna, alcuni avvenimen­ti del damismo nazionale avreb­bero preso lo stesso corso?
Se per un gioco di fantascienza si potesse tornare indietro e i tre avessero preso vie diverse, come si sarebbero svolte le vicende damistiche nazionali?
Meglio, peggio, non sarebbe cam­biato niente?
Pur nella razionale impossibilità di ipotizzare un'alternativa a ciò che il tempo ha registrato, scom­metterei che le mogli dei tre, se interpellate, esclamerebbero con­vinte: Sarebbe stato megliooo ...