Visualizzazione post con etichetta Campionato Italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Campionato Italiano. Mostra tutti i post

martedì 18 novembre 2025

Renzo Rubele si laurea Campione Italiano Maestri di dama italiana

di Renzino l'Europeo
E' una cronaca un po' autoreferenziale, quella che mi tocca fare, ma la faccio anche e soprattutto per l'interesse del nostro Circolo, e per fare un po' di storia. Sto parlando della vittoria nel "Campionato Italiano Maestri" di dama italiana, che ho ottenuto a Palermo quindici giorni fa, il 2 novembre, dopo 3 giornate di gioco, al termine di un torneo durato 11 turni. Non si tratta di un evento di tutti giorni, potremmo dire, e tuttavia un po' di spiegazioni si impongono, soprattutto a coloro che sono meno addentro nell'organizzazione damistica.

Per molto tempo, la disputa dei Campionati Italiani e l'attribuzione dei relativi titoli è stata un affare piuttosto semplice: ogni giocatore apparteneva ad una certa categoria agonistica - cinque in tutto, da Maestro fino a "Provinciale", con le diverse denominazioni note a tutti, e ogni anno venivano banditi i rispettivi campionati di categoria. Oppure si disputavano i Campionati Giovanili, per certe categorie di età. Il Campionato Italiano dei Maestri era chiamato, anche formalmente, "Assoluto", in quanto al vincitore spettava il titolo di Campione Italiano Assoluto (nel significato etimologico di "senza ulteriori condizioni, specificazioni"), per quell'anno: il più forte, insomma, come esito del torneo ufficialmente deputato a designarlo.

La formula del Campionato Italiano Assoluto è (quasi) sempre stata quella generalmente più accettata come equa, dal punto di vista sportivo, e cioè il girone all'italiana: ciascuno incontra tutti gli altri. Per molti anni, sicuramente dopo il 1967, i Campionati Italiani Assoluti di dama italiana si sono svolti ammettendovi di norma un numero di giocatori fra 20 e 24, quindi con lo svolgimento di un numero di turni di gioco fra i 19 e i 23. Significava almeno 5, o 6, giorni di gioco. Per le altre categorie, ad esempio per i Candidati Maestri e i Nazionali, si ammettevano di solito 24 giocatori, e si giocavano 8 turni, in un torneo lungo solo un fine-settimana. Per la categoria dei Regionali, rimanendo con il vincolo di giocare in un fine-settimana, si sono svolte anche edizioni con un numero libero di giocatori. Mi ricordo che partecipai ad un Campionato Italiano Regionali nel 1984, che si svolgeva a Reggio Emilia, e v'erano 64 concorrenti, tutti a proprie spese!

In seguito, anche a causa dell'introduzione del Sistema di Classificazione Mobile, per cui ad ogni giocatore veniva assegnato un Capitale Punti ("Elo") rappresentativo della sua forza, il sistema delle categorie è rimasto un po' in secondo piano. Tuttavia, anche quando le gare ordinarie sono state organizzate per gruppi Elo, i Campionati Italiani (di dama italiana) hanno continuato ad essere svolti per categorie, per diversi anni. Ma un bel giorno, anche lì, si è passati ad un sistema basato sul solo Capitale Punti. Per diversi anni, venivano formati 3 gruppi da 16 giocatori. I primi 16 giocavano l'"Assoluto", con un girone all'italiana da 15 turni. Gli altri 2 gruppi venivano convocati per 3 giorni, e giocavano 11 turni, di norma. Si è trattato di un metodo organizzativo più semplice, che rispondeva al diminuito interesse per i Campionati, visti come una gara fra tante, se non si poteva gareggiare per il titolo principale. Dopotutto, in tutte le gare ogni giocatore poteva far valere il suo valore allo stesso modo, salendo (o scendendo) nella classifica Capitale Punti. Tuttavia, molti Maestri, anche di valore inferiore, continuavano a manifestare interesse per il Campionato, anche nel 2° gruppo, che così risultava "occupato" a metà da giocatori di categoria Magistrale.

Infine, nel 2024, la FID, in occasione del proprio centenario, ha deciso di tornare al metodo dei Campionati Italiani per categoria. Questa novità, tuttavia, andava di pari passo con un'altra: il desiderio di svolgere il Campionato Assoluto con partite di "andata e ritorno", anche per mettere fine alle recriminazioni sulla diversa fortuna dei giocatori rispetto al sorteggio delle aperture. Tale scelta, a propria volta, implicava la necessità di ridurre il numero dei partecipanti, perché ovviamente un incontro di andata e ritorno "vale doppio" dal punto di vista del consumo di tempo. Si è così individuata la formula di un Campionato Italiano Assoluto a 10 giocatori, con incontri di andata e ritorno: un totale di 9 turni e 18 partite per ciascuno.

A questo punto, però, la FID ha anche voluto continuare a dare una opportunità a molti altri Maestri - non solo i migliori 10 - di partecipare ad un Campionato Italiano: ecco quindi il senso di questo "Campionato Italiano Maestri", qualificato necessariamente come "non-Assoluto" per non ingenerare confusione sull'esatta portata del titolo che si veniva a conferire. Non sappiamo se questa modalità di svolgimento dei Campionati di dama italiana proseguirà nei prossimi anni, ma intanto anch'io, come molti altri, ho voluto sfruttare l'opportunità.

Il podio del Campionato Maestri
Quest'anno, diversamente dall'anno scorso, quando ero giunto a metà classifica, le cose sono andate molto bene. Anche gli aspetti "aleatori" hanno girato dalla parte giusta, perché in effetti siamo arrivati a pari punti in 3, davanti a tutti gli altri, e solo un punticino di quoziente ci ha separati, per definire le posizioni del podio. Sto parlando di un confronto con validi giocatori, di grande esperienza, come Franco Manetti di Livorno e Carmelo Sciuto di Messina, padre di Damiano, giunto quest'anno secondo nell'Assoluto (vinto da Francesco Gitto, per la cronaca). Manetti e Sciuto non erano gli unici giocatori "teoricamente" più forti di me, secondo il Capitale Punti: c'erano anche il tarantino Val, l'altro livornese Malotti, e l'umbro Fava, vincitore l'anno scorso.

Lo svolgimento del torneo è stato però favorevole al sottoscritto... già dall'inizio balzo in testa, e dopo alcuni turni è Malotti che mi raggiunge. Ma con lui pareggio e si avvicina Sciuto, che nello scontro diretto mi batte - devo dire con giusto merito - e quindi devo inseguire, ma sempre con buono slancio. Prima dell'ultimo turno il terzetto è in testa a pari punti, ma Sciuto è davanti per quoziente con un punto di vantaggio su di me e Malotti. All'ultimo turno vinciamo tutti e tre, ma il messinese paga dazio nel complesso dei risultati, che mi proiettano vincitore. Capita spesso, nel nostro gioco, la vittoria per quoziente, ma tutti abbiamo sempre accettato questo sistema di spariglio, in mancanza di altri più comodi.

Si finisce con qualche discussione, ma c'è gloria per tutti, e intanto riporto un titolo italiano in terra veronese: bel modo per festeggiare la ricorrenza storica di altri ben più importanti, i titoli vinti da Eldo Cavalleri - quelli sì, Assoluti - cento anni fa, dal 1926 al 1929, e poi nel 1935, e per presentarci bene alla consegna della Stella di Bronzo del CONI al nostro Circolo, in una cerimonia che sarà organizzata nel prossimo gennaio.

Questa la classifica finale: 1° Renzo Rubele (A.S.D. CD Veronese 'Enrico Molesini', Verona) p. 15,107.146; 2° Franco Manetti p. 15,106.153; 3° Carmelo Sciuto p. 15,105.156; 4° Leonardo Val p. 12,111.129; 5° Alessandro Malotti p. 11,103.105; 6° Gerardo Corrado p. 10,98.84; 7° Severino Sapienza p. 9,110.89; 8° Giuseppe Chiofalo p. 9,105.80; 9° Paolo Moscheni p. 9,105.79; 10° Giovanni Fava p. 9,102.78; 11° Giuseppe Talò p. 9,101.72; 12° Romano Santo Vinci p. 9,92.73; 13° Leonardo Stira p. 9,87.79; 14° Francesco Senatore p. 9,87.74; 15° Giovanni Catanzaro p. 8,99.62; 16° Maurizio Cappellini p. 8,93.73; 17° Giovanni Micalizzi p. 4,89.36.

mercoledì 23 ottobre 2024

Cronaca - Campionato Italiano a Squadre di dama internazionale

di Renzino l'Europeo

Nel fine-settimana tra il 18 e il 20 ottobre si è svolto a Latina il Campionato Italiano a squadre di dama internazionale, al quale ha preso parte anche una squadra del nostro Circolo. L'anno scorso non eravamo riusciti ad essere presenti a questa tradizionale competizione, tuttavia quest'anno abbiamo organizzato la trasferta con una terna originale, ma ben assortita: il sottoscritto, Sofia Pandolfo e Gabriele Zuliani, uno dei nostri giovani più attivi, del Liceo "Messedaglia". Il nostro Presidente, invece, non ha potuto venire, per una serie di impegni professionali e personali, ma ha fatto sentire la propria presenza con un continuo flusso di messaggi e comunicazioni attraverso tutti i mezzi disponibili.

La squadra del nostro Circolo

Al Campionato hanno preso parte 14 squadre, fra le quali tutte le più titolate. Alcune, rimaneggiate secondo necessità e convenienza, hanno sfruttato la regola per cui un terzo componente può essere anche esterno al Circolo, entro certi limiti di Capitale Punti. I campioni uscenti di Trieste non potevano disporre di Walter Raimondi, e hanno dovuto ripiegare sul buon Militello di Novara per affiancare Lorusso e Redivo. Erano comunque ben agguerriti i padroni di casa di Latina, con il GM° Macali e i forti Salvato e Senesi, il trio bergamasco Manzana-Diop-Gioffrè, ed anche Savona e Reggio Calabria - quest'ultima con l'"acquisto" pregiato di Loris Milanese.

Al termine di due giorni molto combattuti, è uscita vincente Velletri. E' la seconda volta che la squadra veliterna vince il titolo, con una terna lievemente diversa rispetto a due anni fa, ma basata sempre su Walter Moscato e Michele Lucci, con Enes Habilaj al posto di Gabriele D'Amora, che è molto impegnato anche come coach dei giovani della Nazionale. 

Noi siamo arrivati al 10° posto, con 5 punti di squadra su 6 incontri. Sofia e Gabriele hanno ben giocato, facendo quello che per loro era possibile un po' in tutti gli incontri, e anche di più. Io avrei giocato più o meno sui miei livelli, se non fosse che l'inopinata sconfitta con l'undicenne Totis, della seconda squadra di Bergamo (Lurano), ci ha fatto perdere un punto di squadra, e quindi qualche posizione in classifica. Nel diagramma qui sotto riproduco la posizione dopo la 37a mossa del Bianco, condotto dal giovane di Calcinate. Come si nota, il Bianco ha un pezzo in meno, perso per una errata valutazione posizionale sul proprio attacco in "meta" già diverse mosse prima. Io, col Nero, avevo già usato molto del mio tempo in tutte le fasi precedenti della partita, ed ora stavo giocando al limite dei 30 secondi per mossa per riflettere su come contrastare il prossimo attacco del Bianco al mio pezzo in 29. Sono così riuscito a cadere in un tiro disastroso, il cui meccanismo avevo ovviamente adocchiato, alcune mosse prima, ma che per uno dei soliti inganni psicologici sotto pressione, tipici del nostro gioco, avevo ora tralasciato di considerare.

Nero muove e... cade sotto un tiro disastroso

Per chi vuole leggere tutti i dettagli, i risultati del Campionato sono disponibili nella apposita scheda-gara sul sito della FMJD. Per quello che ci riguarda, possiamo essere nel complesso soddisfatti di questa partecipazione, che ci ha rimesso in pista nel campionato a squadre ed ha consentito a tutti una buona esperienza agonistica. Appuntamento a Bergamo, anche per gli assenti a Latina, al tradizionale torneo di dama internazionale organizzato dal buon Moreno Manzana.

mercoledì 1 febbraio 2023

Il sito "Dama Italia" dedica un ricordo ad Enrico Molesini

di Renzino l'Europeo
Oggi il sito web "Damaitalia.it", ben noto agli appassionati della dama italiana, e gestito dal GM° Marcello Gasparetti, dedica un articoletto ad Enrico, dal titolo "Un pezzo di storia - Enrico Molesini", con sottotitolo "Maestro di dama della città di Verona". Dopo un breve profilo biografico, viene presentata una partita giocata da Enrico contro Edmondo Fanelli nel Campionato Italiano 1971 (di dama italiana), ed una posizione tratta da una partita giocata da Enrico contro Guido Badiali nel C.I. 1979. Non si tratta di "capolavori", tuttavia la partita contro Fanelli, nonostante una indecisione, viene poi vinta da Enrico, mentre il confronto con Badiali presenta una buona manovra di Enrico per riuscire ad impattare.

Il GM° Marcello Gasparetti
Nel lasciare ai nostri amici il piacere della lettura, ricordiamo che il GM° Gasparetti, romano, è stato Campione italiano assoluto nel 1983, ed ha tenuto per diversi anni la prestigiosa rubrica "Tecnica Agonistica" su Damasport. E' autore di diversi libri, e in particolare del monumentale "La dama italiana dalla A alla Z", testo di riferimento per tutti i cultori del gioco. Nel ringraziare il GM° per il ricordo, non ci resta che ricordare a nostra volta che la "XXVI Coppa Città di Verona" di Dama internazionale, dedicata come sempre al nostro Maestro, avrà luogo quest'anno il 18 e 19 marzo nell'ormai tradizionale sede dell'Hotel S. Marco.

martedì 28 settembre 2021

Cronaca retrospettiva - Campionati Italiani a Squadre di Dama Internazionale 2021

di Renzino l'Europeo
Come già accennato in altri articoli recenti, l'attività agonistica del 2021 si è svolta, soprattutto a partire da aprile, con una certa regolarità, anche se non tutti gli appuntamenti più tradizionali sono stati confermati. Soprattutto l'attività locale è risultata ridotta, per l'esclusione dei Campionati Provinciali dalle gare ammissibili - in particolare - nei locali chiusi. Comunque, fra gli appuntamenti mantenuti ci sono stati tutti i Campionati Nazionali, e, seppur con ritardo, vogliamo ora dare conto di uno di questi, e cioè del Campionato Italiano a Squadre di Dama Internazionale.

Si tratta di una manifestazione che ha sempre visto il nostro Circolo molto interessato, e spesso direttamente in campo con una propria squadra. E quest'anno è andata proprio così, dopo che nel 2020 avevamo partecipato solo con la formula del "prestito" di un giocatore (Emanuele) alla squadra di Mori. Il Campionato si è giocato nella tradizionale cornice del Dama Hotel di Fossano (CN), dal 28 al 30 maggio, ed è stato ben partecipato, con 12 squadre ai nastri di partenza, di cui 6 potenzialmente aspiranti al titolo. Infatti Latina, Velletri e Savona schieravano le proprie migliori formazioni, e così Bergamo, che può sempre contare sull'apporto del senegalese Aboubacar Diop. Per Trieste quest'anno è tornato a giocare il Grande Maestro Walter Raimondi, 9 volte campione italiano della specialità, mentre il Circolo ospitante di Fossano, che è quello del Grande Maestro Loris Milanese, si era assicurato i servigi del Campione Italiano Alessio Scaggiante, in difficoltà con la formazione di una squadra trevigiana. Per le regole sulla formazione di squadre "miste", Fossano ha poi dovuto impiegare come terzo componente un giocatore (locale) di forza limitata, sicché nel complesso la compagine torinese risultava molto asimmetrica.

La squadra di Verona (sulla dx.) nell'incontro con Fossano 1.
In primo piano Luciano Sanson contro Alessio Scaggiante.
La squadra del nostro Circolo poteva contare, oltre che sul Presidente Emanuele Danese, anche su Mattia Brancaleone e Luciano Sanson, che, pur abitando nel Vicentino, è sempre stato tesserato per il nostro Circolo in virtù di una storica amicizia con il Sommo Ema dai tempi dell'Università. La disposizione dei giocatori sulle tre damiere doveva essere decisa liberamente dalle singole squadre, come al solito, in base a proprie valutazioni strategiche, e la nostra prevedeva, un po' temerariamente, l'attribuzione a Luciano del numero 1, a Mattia del 2, mentre Ema rimaneva in terza damiera con l'idea di "fare sfracelli". Ovviamente a posteriori è sempre facile giudicare, ma anche da un punto di vista astratto si poteva subito dire che si trattava di una scelta rischiosa. Il risultato finale è stato un decimo posto, che, viste le forze in campo, avrebbe potuto (e "dovuto") essere un po' migliore.

Il sorteggio ha posto subito la nostra squadra contro "Fossano 1", e qui la strategia del torinesi ha avuto la meglio, perché il duo Scaggiante-Milanese ha incassato i 4 punti previsti, e a poco sono valsi i 2 conquistati da Ema contro il debole Serra. Il secondo turno contro Bergamo 2, che schierava anche il giovane Candidato Maestro Roberto Senesi di Latina, ha visto soccombere inopinatamente i nostri per 4-2, a causa di un rovescio di Emanuele contro il volonteroso Loris Cicchirillo, mente gli altri 2 nostri portacolori ottenevano dei buoni pareggi. Al terzo turno finalmente un bel 6-0 contro Fossano 2, che pur schierava il novarese Militello in prima damiera. Vittoria, per 5-1, anche al quarto, contro i giovani del Circolo "La Fortezza" di Latina. Anche la squadra di Varazze, incontrata nel quinto turno, era composta da giovani - questi, però, un po' più maturi ed in fase di buona crescita tecnica - e tuttavia non ci si attendeva una sconfitta che purtroppo è arrivata, per 4-2. Chiusura con un pareggio 3-3 contro la seconda squadra di Velletri, che schierava anch'essa dei giovani, fra i quali il trevigiano Zanandrea. Nel complesso 5 punti di squadra, che ci hanno visto appaiati proprio ai veliterni incontrati nell'ultimo turno, ma dietro a loro per quoziente. Per il resto, il Campionato è stato vinto da Bergamo, con la forte squadra Gioffrè-Manzana-Diop, davanti a Fossano e Velletri.

 L'esperienza di un torneo a squadre è sempre unica, e i Nostri hanno certamente vissuto due giorni di intenso agonismo, traendo qualche profitto anche dai rovesci, come è doveroso. Se Emanuele ha macchiato la propria prestazione con la sconfitta di cui abbiamo detto, un po' meglio sono andati gli altri nostri 2 alfieri, opposti a giocatori di norma più forti di loro, o comunque in crescita tecnica. Una menzione speciale per Luciano, che già a seguito dei buoni risultati ottenuti al Campionato Regionale e al Torneo di Verona si era già fatto notare; per questo la proposta di una sua promozione alla Categoria "Regionale" è stata accettata nei giorni seguenti a questo Campionato senza alcuna obiezione dalla Commissione Tecnica: complimenti per il meritato riconoscimento da tutto il Circolo.

Per il futuro, si attende, magari, anche una mia personale disponibilità a ritornare in squadra, dopo le forzate assenze causa restrizioni ai viaggi nel "periodo Covid", ma in ogni caso il Circolo rimane vivo e vitale con tutti i suoi componenti.

sabato 5 dicembre 2020

Cronaca - Campionati Italiani a Squadre di Dama Internazionale 2020

di Renzino l'Europeo
Pur in un contesto condizionato, inevitabilmente, dalla pandemia, si sono svolti nello scorso fine-settimana a Trieste i Campionati Italiani a Squadre di Dama Internazionale. Dieci compagini hanno raggiunto la città alabardata, già culla del gioco sulle 100 caselle nel nostro Paese, e si sono affrontate nel rispetto del protocollo di sicurezza anti-Covid che prevede l'uso di mascherine e visiere durante le partite.

Il nostro Circolo non è stato in grado di presentare una propria squadra, quest'anno, tuttavia una presenza veronese c'è stata lo stesso. Infatti, sfruttando la possibilità concessa dal Regolamento di inserire un giocatore "esterno" in una équipe messa in piedi da un dato sodalizio, il nostro Presidente Emanuele Danese ha accettato la proposta del Circolo di Mori di far parte della squadra trentina. Una collaborazione del tutto giustificata dalla vicinanza non solo geografica ma anche tecnica e sociale. I Circoli di Mori e di Verona hanno storicamente intrattenuto relazioni damistiche abbastanza profonde, tanto che tutti ci ricordiamo ancora delle numerose disfide Verona-Mori tenute in tempi pur lontani - circa 30 anni fa - ma intrisi del fervore agonistico che veniva coltivato allora dalle nostre parti.

Emanuele Danese nell'incontro con il senegalese Diop
La squadra moriana è stata composta, a dire il vero, da un terzetto piuttosto inedito: oltre ad Emanuele c'erano infatti il dominicano Rafael Rodriguez Peralta, che vive in Italia e gioca regolarmente da alcuni anni nelle nostre gare nazionali con buon profitto (è Candidato Maestro), ed Eusebio Cabral de Brito "Matos", che vive e lavora a Cavaion, quindi in territorio veronese (in passato era stato anche tesserato per il nostro Circolo), e che è veterano dei nostri tornei avendo financo ottenuto il titolo di Maestro. Entrambi questi due giocatori sono tesserati per il Circolo di Mori, e quindi il Presidente-Capitano Riccardo Agosti li ha schierati per questa competizione, con il contributo aggiuntivo del Sommo Ema.

Il Campionato è stato vinto dalla squadra del Circolo Energya Fitness Club di Treviso, che schierava il Campione Italiano Alessio Scaggiante e il Nazionale Simone Zanandrea, con l'apporto "pesante" dell'esterno Roberto Tovagliaro di Savona. I campioni uscenti di Bergamo 1 (Gioffré, Manzana, Diop) hanno tenuto testa fino all'ultimo, arrivando secondi solo per quoziente. Terza la squadra di Latina (Fava, Lorusso, Senesi), che ha "tolto" il podio per quoziente proprio a Mori. La compagine trentino-veronese si era battuta bene fino allo scontro diretto con l'équipe pontina, avendo pattato per 3-3 sia con Treviso che con Bergamo 1, ma proprio la sconfitta per 4-2 con Latina ha compromesso il risultato finale; "colpevole" del decisivo insuccesso è stato subito identificato in Matos, che ha perso con il regolare Giovanni Fava... Peccato, anche perché il Nostro Emanuele aveva dato un bel contributo per tutto il torneo, ottenendo in terza damiera 11 punti su 12 (l'unica pari con il forte Diop, nella foto).

La manifestazione triestina ha comunque rappresentato un ulteriore segnale di vita del movimento damistico, in questa brutta fase segnata dalla pandemia. Molti giovanissimi erano presenti in diverse squadre, e qualcuno di essi sta proprio migliorando a vista d'occhio - buon segno per la nostra disciplina. Speriamo però che l'anno prossimo riservi una sorte migliore a tutta la vita sociale e civile, perché, di certo, il gioco dal vivo ha bisogno di condizioni "normali"...

giovedì 10 settembre 2020

Emanuele Danese ai Campionati Italiani di Dama Internazionale

di Renzino l'Europeo
Pur in un clima un po' surreale a causa delle misure di sicurezza anti-Covid, si sono svolti anche quest'anno i Campionati Italiani di Dama Internazionale. La manifestazione, accoppiata ai Campionati Giovanili delle categorie comprese fra Juniores e Speranze, si è svolta, come preventivato, a Cascia (PG), ma con un paio di settimane di ritardo rispetto alla data fissata all'inizio dell'anno, e cioè tra la fine di luglio e l'inizio di agosto. Si è trattato in effetti della manifestazione di "ripresa ufficiale" del gioco dal vivo per la nostra Federazione, che ha dovuto seguire pedissequamente tutte le prescrizioni e i decreti che si sono susseguiti negli ultimi mesi, i quali hanno avuto un impatto particolarmente duro sulla pratica del nostro gioco.

Di questo ritrovato ambiente di competizione "verace" tra dame e pedine materiali, e non più solo virtuali, ha fatto parte anche il Presidente del nostro Circolo, Emanuele Danese, che ha giocato l'Assoluto di Dama Internazionale per la quinta volta nella sua carriera, a due anni dalla sua ultima apparizione. La situazione agonistica decisamente anomala - tutti i partecipanti dovevano indossare non solo la mascherina, ma anche uno schermo protettivo, e lavarsi frequentemente le mani con il gel - ha evidentemente scoraggiato un certo numero di affezionati delle 100 caselle dal recarsi a Cascia, ma lo spirito battagliero è rimasto indenne, anzi forse ne è risultato più sollecitato, e in effetti molti giovani hanno comunque potuto essere presenti.

I partecipanti al Campionato, acconciati secondo le regole di sicurezza.

La vittoria è andata al fortissimo Alessio Scaggiante, che tornava alla massima competizione di dama internazionale dopo alcuni anni, a causa degli impegni universitari che hanno talvolta contrastato con il calendario agonistico. Dietro di lui il giovane Enes Habilaj, diciottenne in ascesa continua, che ha sopravanzato i veterani Moreno Manzana e Daniele Bertè. Settimo posto per il Sommo Ema, che - siamo sicuri - non si sarà accontentato del pur dignitoso risultato. E comunque decisamente meglio è andata nei Campionati delle due specialità di gioco veloce - Lampo e Semi-Lampo - dove il Nostro si è piazzato per due volte al quarto posto in gare serrate, nelle quali era presente anche il forte Loris Milanese, assente nell'Assoluto. Ottime prestazioni, che confermano la ben nota reputazione di Emanuele in questo settore.

Non c'erano altri veronesi in questo Campionato - io stesso ho dovuto dare la precedenza, per motivi tecnico-logistici, ad un diverso calendario personale. Con la speranza di una rapida "normalizzazione" della situazione, si tornerà a giocare, per il momento, dalla tastiera del computer.

domenica 10 novembre 2019

Cronaca - Campionati Italiani di Dama Internazionale e Stage giovanile

di Renzino l'Europeo
Nell'ultimo articolo sul nostro sito-blog abbiamo fatto una rapida cronaca dei recenti Campionati Italiani di dama italiana. A causa di una pausa informativa ci eravamo tuttavia "lasciati indietro" quelli di dama internazionale, che si erano svolti in luglio a Bergamo. Provvediamo adesso, visto che la partecipazione veronese non è mancata, come da tradizione, neanche in quelli.

Se nell'Assoluto - a cui nel 2018 aveva partecipato anche il M° Emanuele Danese - mancavano questa volta i colori gialloblù, nel secondo gruppo erano presenti, come da alcuni anni, il CM° Mattia Brancaleone ed il sottoscritto. I valori, in questa fascia di giocatori, non sono necessariamente ben fissati, e sono sempre possibili molteplici risultati. Nel nostro caso abbiamo dovuto vedercela con un giovanissimo savonese in forte ascesa, Matteo Fortunato, che l'anno scorso aveva pure partecipato all'Assoluto, e che quest'anno, giocando nel nostro gruppo, ha messo tutti in riga. Anche lo juniores Giacomo Giorlando era in buona forma ed è arrivato secondo. Per me un quarto posto, scalzato dal podio per quoziente dal buon Francesco Militello, mentre Mattia ha subito parecchi rovesci ed ha dovuto indossare la maglia nera. Niente di grave, ma segno della già menzionata variabilità delle forze in campo.

Il podio dell'Assoluto, con il vincitore Moscato, Manzana e Berté. 
Due righe d'ordinanza anche per l'Assoluto, vinto quest'anno dal M° Walter Moscato di Velletri, il quale ha ben sfruttato le opportunità che gli si sono parate davanti. In particolare, è finita in pasto a tutte le cronache damistiche l'insperata patta con Moreno Manzana all'ultimo turno, che lo tallonava di un punto in classifica, e che stava portando a termine una partita vittoriosa prima di incappare nella classica buccia di banana. Per il resto, la non eccessiva partecipazione dei "big" ha dato spazio ai nostri migliori giovani, che sono ormai abbonati al primo gruppo. Molti giovanissimi anche nel terzo, e soprattutto nel quarto gruppo.

Compressi come al solito in un pomeriggio, si sono svolti anche i Campionati italiani lampo e semi-lampo, per prendere parte ai quali sono arrivati appositamente Alessio Scaggiante e Loris Milanese, assenti nella gara a tempo classico, e mattatori - invece - in queste due gare. E' accorso a Bergamo per il medesimo scopo anche il nostro Emanuele, che predilige il gioco veloce, ma che ha dovuto accontentarsi del secondo gruppo in entrambi i tornei, dove pure le pedine non hanno girato sempre nel verso giusto: per lui un terzo posto nel lampo. In spregio ad ogni cautela mi sono cimentato anch'io in tutte e due le specialità, facendo delle discrete partite nei terzi gruppi, e giungendo in ambo i casi terzo. Per Mattia un quarto posto nel lampo, sempre nel terzo gruppo. I risultati di tutti i Campionati sono pubblicati nel sito della Federazione.

Quest'anno c'è stata una "postilla" ai Campionati, che ha interessato i giovani solitamente convocati per i Campionati Europei e Mondiali delle varie categorie "under 20". Il Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali Daniele Bertè ha organizzato un apposito stage di due giorni, che negli anni scorsi si teneva in data diversa, ma sempre come preparazione alle competizioni internazionali. Poiché la partecipazione era aperta ad altri interessati, ho voluto anch'io immergermi in quest'esperienza didattica, come segno di genuina attenzione per l'iniziativa, in un settore che la Federazione ha sempre curato, e che negli ultimi anni sta seguendo con particolare impegno.

E' certamente nello spirito del nostro Circolo appoggiare e favorire tutte le iniziative rivolte ai giovani, come ci ha insegnato bene, con la sua opera, anche Enrico. Del resto, negli ultimi anni della sua vita, egli stesso aveva ricoperto quei ruoli federali di alta responsabilità oggi tenuti da Bertè e dai suoi collaboratori, in primis Roberto Tovagliaro, che segue i giovani e da anni li accompagna agli Europei. In questo stage, in assenza di Roberto, è stato Alessio Scaggiante a prestare la sua opera come istruttore, con specifiche lezioni rivolte al gruppetto "più avanzato", al quale io stesso mi sono aggregato. Gli altri giovani e giovanissimi, divisi in due gruppi, erano seguiti dallo stesso Bertè con piccole lezioni, esercizi, compiti specifici.

La speranza è che il nostro gioco possa ritrovare maggiore seguito nelle nuove generazioni. Pur essendo ben riforniti di svaghi e opportunità ludiche "tecnologiche", i giovani farebbero bene a riconsiderare il valore di quei giochi di strategia tradizionali, che possiedono aspetti positivi inimitabili, e che consentono oltretutto di stabilire una rete di relazioni personali ed estese. Anche a Verona il M° Danese aveva iniziato l'anno scorso un'attività didattica, che ci auguriamo possa proseguire proficuamente.

mercoledì 6 novembre 2019

Cronaca e Storia - Campionati Italiani di Dama Italiana

di Renzino l'Europeo
Si sono conclusi domenica i Campionati Italiani di Dama Italiana, che quest'anno si sono svolti in terra toscana, a Marina di Bibbona (LI). Come da tradizione degli ultimi 15 anni, sia l'Assoluto che i Campionati minori sono stati giocati nella stessa sede di gara, con l'unica differenza logistica imposta dal tempo di riflessione: il primo gruppo ha cominciato mercoledì 30 ottobre, gli altri due venerdì 1 novembre. Questa cronaca è in effetti un piccolo diario personale, visto che non erano presenti altri giocatori del Circolo, oltre al sottoscritto - impegnato nel secondo gruppo.

I Campionati Italiani costituiscono sempre il momento culminante dell'attività agonistica nazionale, tanto più in quanto i requisiti di ammissione impongono la partecipazione a diverse gare durante l'anno (quattro, pur con l'inclusione dei Campionati Provinciali). Forse per questo criterio, forse per la necessità di produrre anche il certificato medico (una "scocciatura" per qualcuno), forse per l'impegno che si estende su più giorni, v'è la sensazione che - per quanto riguarda i campionati minori - l'interesse alla partecipazione sia un po' scemato negli ultimi anni. Le mie noterelle di cronaca si intrecciano giocoforza con dei ricordi storici di più antica data, potendo fare dei raffronti con altri periodi ed altre esperienze, che ho vissuto in prima persona.

Il podio dell'Assoluto, con il vincitore Maijnelli, Bertè e Scarpetta
Ma veniamo intanto ad alcuni dati essenziali dell'Assoluto, che è stato invece ben partecipato. Fra i "big", solo Mario Fero ed Alessio Scaggiante erano assenti, quest'anno (discorso a parte per Michele Borghetti, giunto sabato in visita ufficiale), ma erano ben rimpiazzati da altri giocatori di alto livello "rientranti" dopo anni, come Daniele Bertè e Claudio Ciampi. Il calendario di gioco ha in qualche modo favorito la "fuga" di Bertè, che, da parte sua, ne ha approfittato con maestria, prima di venire impallinato dal buon Marcello Fantozzi. Hanno potuto così "rientrare" in testa uno dopo l'altro altri "big": all'ultimo turno erano addirittura in 4 davanti, con il campione uscente Francesco Gitto e il campione del mondo di dama inglese Sergio Scarpetta che dovevano incrociare le pedine fra di loro, mentre Michele Maijnelli, quatto quatto, vinceva la sua partita contro Franco Manetti. Intanto Bertè doveva vedersela con Mirco De Grandis, il quale fino a due turni dalla fine era anch'egli in predicato di "riprendere la testa", così come Paolo Faleo: questi due Grandi Maestri sono però scivolati durante il tentativo, e rimanevano indietro. Ma il calcolo del quoziente (Sonneborn-Berger) effettuato con precisione prima ancora che Bertè finisse la sua partita dava già il titolo a Maijnelli, e così i due punti finali che ha in effetti poi ottenuto il Grande Maestro savonese - 69 anni e vincitore del suo primo campionato italiano esattamente 40 anni fa - non hanno fatto altro che contribuire ad aumentare l'amaro in bocca per un esito complessivo che avrebbe potuto essere e non è stato.

Ma la vittoria di Maijnelli, messinese e "figlio d'arte" di Antonino (tre volte Campione Italiano), è stata ben meritata, e vale anche come premio "alla carriera" - sempre presente a tante gare e sempre fra i migliori del damismo nazionale. Il titolo di Grande Maestro che gli è valsa questa vittoria, in combinazione con i tornei nazionali vinti, è stato quindi accolto da tutti con felicità e partecipazione. 

Pagato il tributo di cronaca all'Assoluto, passo alle noterelle riguardanti i campionati minori, dove ero appunto impegnato personalmente. Va detto che, se con questa formula organizzativa i Candidati Maestri ed i Nazionali non sembrano affollarsi troppo (per costoro la differenza con una qualsiasi altra gara nazionale è minima), per certi Maestri "di seconda fascia" c'è invece l'opportunità di fare un torneo da protagonisti, sicché anche quest'anno ben 8 dei 16 giocatori del secondo gruppo erano in effetti di categoria magistrale. Poichè l'esperienza non è acqua, ci sarebbe voluto qualche giovane in forte ascesa per poter sovvertire la scala dei valori, ma i quattro candidati maestri aostani allievi di Faleo (Cantatore, Zhou, Zappia e Tamborin), tutti presenti, non sembrano ancora mordere il freno a quel livello. 

E così a vincere è stato il più giovane dei maestri presenti, il casertano Mario Maiello, 38 anni, tesserato per il circolo di Lecce. Vittoria meritata per distacco sul novarese Raffaele D'Amore e sul bergamasco Ivo Cocchi. Il mio piazzamento? Un ottavo posto regolare, che conferma un po' il quadro già sperimentato con le gare estive fatte quest'anno. Ho quindi ben chiare le mie potenzialità e miei limiti, e posso anche dire che il mio capitale punti rispecchia il mio valore attuale. Avendo giocato con ben 11 dei miei 15 avversari, ho anche una visione d'insieme del "quadro tecnico" di questa fascia di giocatori - esperienza ma anche errori, occasioni e punti buttati un po' da tutti. Ovvio che un più profondo studio delle aperture sarebbe d'uopo, ma oggi bisogna avere molto tempo per farlo bene… e poi molti errori non c'entrano affatto con le aperture. 

Nel terzo gruppo l'inconfondibile Ennio del Serra, con i suoi 84 anni (se non andiamo errati) precede per quoziente Alfredo Russo. Terzo Francesco Militello. In questo gruppo hanno trovato spazio anche diversi giovanissimi di Latina, ancora provinciali (ma il buon Simone Piccinini ha meritato la promozione a Regionale). 

La classifica del Campionato Candidati Maestri del 1988
Le mie note, come già accennato, si intrecciano con dei ricordi storici di un periodo assai lontano, quello degli anni '80 del secolo scorso. In quella fase della mia carriera damistica mi pregio di aver partecipato a tutti i Campionati di categoria che si svolgevano allora: quello dei Regionali nel 1984 a Reggio Emilia, quello dei Nazionali nel 1985 a Tirrenia (LI) e quello dei Candidati Maestri a Canosa di Puglia (BA) nel 1988. Considerando il fatto che l'anno scorso avevo giocato il campionato del 3° gruppo, posso ben dire di possedere una certa esperienza di tutti i campionati minori, e in diversi momenti della storia del movimento damistico italiano. Come molti, non posso fare a meno di testimoniare l'epica vitalità agonistica che animava gli anni '80, ora un po' persa. Basti solo dire che al Campionato dei Regionali dell'84, che era ad iscrizione libera (mentre per Nazionali e Candidati erano selezionati tipicamente 24 giocatori) parteciparono in 64! Ricordo pure la mia prestazione di allora: 13° con 11 punti su 9 partite - ma poi venni lo stesso promosso Nazionale per altri risultati. 

In chiusura, un cenno anche al Campionato problemisti solutori, al quale non ho voluto mancare: i partecipanti sono sempre così pochi! E così pure quest'anno, come l'anno scorso, sono finito secondo nel secondo gruppo (ma su tre partecipanti): uno dei podi più lunari della mia carriera. Certo, anche il problemismo non se la passa bene, ma pure qui devo ricordare come, quando imparai a giocare, i problemi mi piacevano moltissimo, e una parte della mia formazione damistica si è fatta proprio sull'ultima pagina di Damasport, quella di "Tecnica Problemistica"…  

Non posso che auspicare sorti più brillanti per tutti i nostri Campionati di dama italiana, e magari - se mai capitasse - ottenere anche personalmente qualche risultato migliore.

martedì 24 settembre 2019

Cronaca - Campionati Italiani a Squadre di Dama Internazionale 2019

di Renzino l'Europeo
Con un certo ritardo - dovuto alla concomitanza di molti fattori - riprendiamo a fare un po' di cronaca damistica sul nostro sito-blog, occupandoci di una manifestazione che storicamente ha sempre interessato molto da vicino il nostro Circolo: il Campionato Italiano a Squadre di Dama Internazionale.

Quest'anno il torneo si è svolto in aprile a Latina, che nell'ultimo decennio è diventata un po' la "capitale" delle 100 caselle, grazie alla presenza di alcuni forti giocatori - fra cui il 3 volte Campione Italiano Daniele Macali - e di un settore giovanile fiorente. Quando si tenne la prima edizione di questo Campionato, nel 1988, la "capitale" del gioco all'internazionale era ancora Trieste, che poteva contare su una comunità di giocatori che univa gli "storici" pionieri italiani di questa specialità con alcuni giovani dall'avvenire brillante già segnato.

Non abbiamo citato la prima edizione di questo Campionato solo per accennare un confronto storico-geografico, ma anche per ricordare che Verona fu ben presente anche allora, come lo è stata quest'anno, e lo fu addirittura con 3 (!) squadre: vigeva allora l'iscrizione libera, e non limitata, come da alcuni anni. Le squadre vennero divise in due Gruppi distinti, e "Verona 1", capitanata ovviamente da Enrico, giunse meritatamente terza, dietro "Trieste 1" e "Mori 1". Un risultato che si è ripetuto negli anni recenti, e anzi migliorato con il secondo posto del 2016, quando si arrivò a sfiorare il successo: solo un quoziente beffardo separò l'"Armata" scaligera dai Campioni torinesi del CD Fossano.

La premiazione della squadra del CD "Enrico Molesini", giunta al sesto posto
Assemblata quest'anno con i giocatori disponibili nella settimana dopo Pasqua, la formazione gialloblù, capitanata dal M° Emanuele Danese e completata dal CM° Mattia Brancaleone e dal sottoscritto, ha affrontato la trasferta in terreno laziale con il solito spirito corsaro, ben sapendo che i favoriti sarebbero stati i padroni di casa pontini, e che ci sarebbero state altre squadre ben agguerrite, a partire da Trieste e Reggio Calabria. In effetti sono state proprio queste 3 formazioni ad occupare il podio, mentre noi siamo arrivati 6° (su 10), lievemente al di sotto delle nostre possibilità "teoriche".

Senza accampare scuse, abbiamo dovuto lamentare una particolare sfortuna negli abbinamenti (fatto riconosciuto un po' da tutti), e conteggiare qualche punto perso, a causa soprattutto del sottoscritto. Il Sommo Ema ha giocato in seconda damiera, in base all'accordo tattico che prevedeva di piazzare il buon Mattia al numero 1: una scelta nel complesso positiva, ma non particolarmente determinante. Il "pagellone" di Damasport, curato da Walter Moscato, ci ha assegnato un discreto 6,5 - con un giudizio benevolo.

E' comunque un fatto che abbiamo dovuto esordire proprio contro Latina, perdendo senza appello per 5-1 (pari di Mattia). I campioni schieravano Macali in seconda damiera, Giovanni Fava in prima e Luca Salvato in terza. Al secondo turno un'altra tegola, i forti triestini, che potevano contare su Lorusso, Redivo, e l'"aggregato" trentino Damiano Leonardi (è noto che la regola prevede di poter "assoldare" un giocatore extra-provincia); con loro un 2-4 frutto delle pari mie e di Ema (entrambi con qualche recriminazione). E così al terzo turno ci confrontiamo con i giovanissimi del "Chiocciola Rosa 2" di Latina, che regoliamo per 4-2 "grazie" alla sconfitta di Mattia che fa felice Alessandro Percuoco (Zerella e Selicato gli altri due compagni di squadra perdenti). Al quarto turno ci toccano i forti reggini del "CD Nuovi Orizzonti", ma alle ottime pari di Mattia con Sgrò e di Ema con Fabbricatore non fa seguito la mia prestazione con Ghittoni: è ancora un 2-4. Il quinto turno ci vede in scena con gli altri giovani pontini di '"Chiocciola Rosa 1", e qui c'è il 6-0: nessuno scampo per Aielli, Cappadonia e Piccinini. Infine ci giochiamo lo sprint con Lecce, e qui finisce 3-3 con Mattia che batte Scigliano, Ema che non va oltre la pari con De Vitis, ed il sottoscritto che le busca da Francesco Gitto, ben noto per il suo valore a dama italiana (è il Campione Assoluto in carica), ma non troppo praticante nel sistema internazionale. Insomma, un po' di amaro in bocca ma comunque 5 punti finali che ci permettono di figurare in classifica davanti agli stessi leccesi e a Mori, oltre che alle due squadre giovanili di Latina.

La trasferta è stata comunque, come sempre, densa di piacevoli occasioni di incontro e socializzazione, e possiamo segnalare in particolare la serata al bowling dove l'ottimo Mattia dava la misura a tutti. Ben diretta dall'espansiva Rosa Aglioti, coadiuvata da Milena Szatkowska e Alessio Mecca, la gara ha quindi incoronato giustamente i più forti, pur nell'assenza di qualche altro team di valore, fra cui i campioni dello scorso anno di Bergamo, e Savona. Le considerazioni logistiche e di calendario sono sempre determinanti per questa competizione, pertanto anche per quanto ci riguarda dobbiamo sperare che pure l'anno prossimo si realizzino le condizioni per difendere i colori gialloblù. Nel frattempo, torniamo alle gare individuali, e ad altre cronache che pubblicheremo nei prossimi giorni.

lunedì 18 marzo 2019

Storia e Spiccioli di Tecnica - Enrico e la Dama Internazionale

di Renzino l'Europeo
Siamo ormai giunti alla vigilia della Coppa Città di Verona, la gara nazionale di dama internazionale organizzata dal nostro Circolo, che si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo presso l'area ricreativo-sportiva della "Pineta" di Via Camuzzoni, 1. Il torneo, che quest'anno si annuncia ben partecipato in quantità e qualità, è da alcune edizioni dedicato espressamente ad Enrico, che ci ha lasciati nel 2012. In questo sito-blog abbiamo già pubblicato diverso materiale che ne ricorda la figura e l'opera, ma ovviamente molto di più potrebbe essere detto e scritto. Oggi vogliamo dedicare quest'articolo ad una piccola rievocazione dei primi impegni agonistici del nostro Maestro con la dama internazionale.

Bisogna tornare con la mente agli anni '60, un periodo fecondo per il movimento damistico in Italia. La Federazione Italiana Dama, ricostituita su basi stabili nel 1959, aveva deciso l'affiliazione formale alla Federazione Mondiale (FMJD) nel corso del 1960. La pratica della specialità "all'internazionale" era confinata, in quel periodo, a pochi cultori, fra i quali vanno ricordati i primi italiani che ebbero la ventura di partecipare ad un Campionato del Mondo - Edmondo Fanelli e Marino Saletnik (nel 1952). Vi era in effetti la "culla" triestina, dove il gioco sulle 100 caselle era diffuso in una cerchia relativamente ampia di appassionati, molto più che in qualunque altra città o circolo. Ma nel complesso l'Italia era veramente agi inizi. Urgeva un'azione di proselitismo, che venne compiuta innanzitutto attraverso "Damasport", ma che ebbe come pilastri alcune iniziative fondamentali: l'organizzazione dei Campionati Italiani di specialità, e l'assegnazione all'Italia del Campionato del Mondo del 1964, che si svolse a Merano, e che venne preceduto da un torneo di "qualificazione nazionale".

Enrico, che in quel periodo risiedeva a Bolzano, fu spettatore privilegiato dell'evento iridato del 1964, e colse in pieno l'onda "internazionalista". Per lui, che allora era Candidato Maestro di dama italiana, si trattò di un'opera un po' da autodidatta, in cui poteva al massimo mettere a frutto la conoscenza del francese. E comunque, ecco che il Nostro si presenta ai nastri di partenza del primo Campionato Italiano sulle 100 caselle, che si svolse a Trieste dal 27 al 30 maggio del 1965, inquadrato nella categoria "Regionale" (che allora era chiamata "Serie A"). Sei furono invece i concorrenti nella "Serie Nazionale": Saletnik, Fanelli, Laporta, Walter Zorn, Specogna e Prodan. Il titolo assoluto, come sappiamo dalla storia, andò a Francesco Laporta, che superò Saletnik per quoziente.

Enrico viene premiato come vincitore del titolo di 2a Nazionale nel 1966
Le cronache narrano di un Molesini che parte bene ma che incappa in un refuso contro il triestino Grando, e poi perde anche con Apolloni, giungendo quarto su 10 partecipanti. Un esordio discreto, che gli permette comunque di essere annoverato tra i primi giocatori agonisti "ufficiali" in Italia. L'anno dopo, in effetti, la partecipazione complessiva raddoppia e si organizzano 5 gruppi distinti, corrispondenti alle 5 categorie tradizionali. Enrico partecipa al Campionato di "2a Nazionale" (in pratica, Candidati Maestri), e lo vince! Il titolo assoluto va invece a Saletnik, che si prende la rivincita su Laporta. 

Se buttiamo l'occhio su quelle pioneristiche partite, che gli archivi ci mettono a disposizione, possiamo magari inarcare le sopracciglia per lo stile o per le scelte tecniche, non proprio inappuntabili, ma dobbiamo applicare dei criteri storici benevoli. Giusto per mettere a disposizione dei curiosi una "pillola tecnica", pubblichiamo qui l'incontro che Enrico vinse contro Sergio Specogna.

Bianco         Molesini

Nero            Specogna

1. 32-28 18-22 2. 31-26 12-18 3. 37-31 7-12 4. 31-27 22x31 5. 26x37 20-24 6. 34-30 1-7 7. 40-34 18-22 8. 37-32 13-18 9. 30-25 8-13 10. 41-37 16-21 11. 34-30 15-20 12. 37-31 21-26 13. 45-40 26x37 14. 32x41 10-15 15. 41-37 18-23 16. 46-41 23x32 17. 38x18 13x22 18. 37-32 9-13 19. 41-37 12-18 20. 43-38 7-12 21. 49-43 2-8 22. 36-31 22-28 23. 32x23 19x28 24. 30x10 5x14 25. 33x22 18x36 26. 35-30 4-10 27. 38-33 20-24 28. 30x19 14x23 29. 40-34 10-14 30. 33-29 23-28 31. 43-38 17-22 32. 34-30 11-17 33. 29-24 12-18 34. 44-40 8-12 35. 40-35 14-19 36. 50-44 6-11 37. 25-20 3-9 38. 30-25 19x30 39. 35x24 11-16 40. 38-33 18-23 41. 42-38 23-29 42. 44-40



12-18??
Specogna, dopo una partita giocata perlopiù in vantaggio, a tratti forse anche decisivo, spreca una buona posizione, consentendo ad Enrico di sfoggiare una combinazione vincente. Il Nero avrebbe dovuto continuare con 42... 13-18 (o con 42… 16-21), a cui il Bianco avrebbe potuto replicare con la soluzione, molto probabilmente di pari, 43. 40-34 29x40 44. 47-41 36x47 45. 38-32 47x29 46. 32x45, ecc.


43. 24-19! 13x24 44. 39-34! 28x30 45. 25x21 16x27 46. 20x29 15-20 47. 48-42 27-31 48. 37x26 22-28 49. 40-34 9-14 50. 26-21 14-19 51. 21-16 28-32 52. 38x27 19-24 Bianco vince.

mercoledì 6 marzo 2019

Storia e Tecnica - Una "Meta" del Cavalleri

di Renzino l'Europeo
Nel nostro sito-blog cercheremo di fare qualche esercizio tecnico di livello superiore, ad esempio commentando qualche partita. Inoltre dedicheremo del tempo anche alla dama italiana, nonostante l’incipit sia stato rivolto un po’ di più alle 100 caselle, come riflesso dell’orientamento agonistico attuale del Circolo. Ad esempio l’obbligo di ricordare Eldo Cavalleri, il grande Campione veronese del secolo scorso, ci induce ad andare oltre la sua biografia, tentando di vedere in dettaglio qualche elemento tecnico.

Proponiamo allora come capitolo iniziale della rubrica che incrocia storia e tecnica il tema delle prime edizioni del Campionato Italiano, i famosi match giocati da Cavalleri negli anni ’20 per vincere e poi conservare il titolo. Non possediamo tuttavia un archivio completo delle partite, che ci piacerebbe sapere se sia ancora conservato, da qualche parte. Ci pareva di aver sentito che in effetti non ve n’è più traccia. La nostra unica fonte è il noto saggio di Ghelardo Ghelardini “Tra dame e pedine”, che riporta in una delle sezioni finali del primo volume un’antologia di partite dei Campionati d’anteguerra, a cura del M° Angelo Volpicelli, il quale, evidentemente, doveva esserne personalmente in possesso. E’ chiaro che un simile patrimonio, se esiste, andrebbe reso disponibile al pubblico dei damisti interessati.

Le prime due partite pubblicate su “Tra dame e pedine” fanno parte della sfida Cavalleri-Tagliaferri del 1926 - quella in cui il veronese conquistò il titolo -, ma non sappiamo quali fossero, esattamente, all’interno della (lunga) serie. Il trattato di Ghelardini era notoriamente più interessato alla storia delle persone e dell’organizzazione damistica che agli aspetti tecnici. Da conoscenze generali sappiamo comunque, perlomeno, che nel 1924 era stata introdotta nelle gare ufficiali, dalla neonata Federazione, la Restrizione Inglese, con 43 aperture sorteggiate, per incontri di andata e ritorno. E’ quindi ovvio ritenere che anche per questo match fosse in vigore tale regola.

Proviamo a guardare nel dettaglio la prima partita, senza ambizione di rispondere in modo esaustivo agli interrogativi che noi stessi ci porremo.

Bianco            Cavalleri
Nero               Tagliaferri

1. 23-19 12-16
Per la Restrizione Inglese questa apertura è la Ayrshire Lassie, denominazione che andrebbe tradotta come "Adorabile ragazzina dell'Ayrshire" (si intende la contea scozzese avente questo nome), benché l'Avigliano, avendo forse qualche problema di comprensione, si inventò il nomignolo "Ariana", che le rimase sempre "ufficialmente" assegnato.

2. 19-15
Oggi quest'apertura figura formalmente nella nostra Tabella sotto il diverso ordine di mosse 23-20, 12-16; 20-15, ed è classificata come 1B. Il Badiali la definisce "in complesso equilibrata".  La scelta di occupare subito la Meta (da cui il nome classico con cui è nota, mentre per gli Inglesi questa partita è chiamata "Bristol"), non era ben vista dal Lavizzari nel caso si parta da 23-19 12-16, e ad essa egli appioppava curiosamente un punto interrogativo, preferendovi mosse ritenute "più sicure" come 28-23, 21-18 e 27-23. L'avanzata in Meta appare tuttavia la continuazione più naturale se l'apertura è 23-20 12-16, dando appunto origine alle citate partite classiche.

2... 11x20 3. 24x15 7-11 


Il Nero inizia un attacco alla pedina in Meta, ma questa idea strategica è sempre stata ritenuta negativa, essendo di gran lunga preferita la continuazione 10-14, che è quella classica. Il Lavizzari definiva tale condotta "molto debole, pur forzando la pari". Il Gasparetti non dedica neanche una riga alla 7-11 nel suo tomo, benché questa mossa sia stata giocata anche in alcune partite di Campionato Italiano degli ultimi 40 anni.

4. 28-24 11x20 5. 24x15 3-7
Costituisce per noi un elemento di curiosità la scelta di alzare la pedina in 3 piuttosto che quella in 4.

6. 32-28 7-11 7. 28-24 11x20 8. 24x15 4-7 9. 27-23 


Questa mossa di Cavalleri "movimenta" il gioco.
La scelta "canonica" di difendere la pedina in Meta con 9. 31-28 7-11 10. 28-24 11x20 11. 24x15 conduce alla situazione che aveva in mente il Lavizzari, favorevole al Bianco; comunque dopo 16-20 12. 27-23 20x27 13. 30x23 6-11 (unica) 14. 15x6 2x11 la pari è tranquilla. Questa continuazione è descritta dal Lavizzari nella partita n. 13, nota (b), del "Libro Completo", dove si prosegue con 15. 23-20 10-13 16. 22-19 11-14 17. 19x10 5x14=.

9... 6-11?
Più foriera di prospettive appare, in astratto, la 9... 7-11, scelta infatti in alcune partite di Campionato post-1967. Diciamo "in astratto", perché l'esito di tali partite è stato perlopiù funesto per il Nero, a causa di errori successivi nel districarsi fra le delicate scelte da compiere. Il Nero in effetti non teme l'apertura di una via per la damatura, da parte del Bianco, mediante il sacrificio 10. 15-12 8x15 11. 23-19 15-20 12. 19-15 perché anch'egli avrà la possibilità di andare a dama, ma nel cantone. A questa posizione sono giunte le partite Gatta-Bollettini (Campionato 1980), Bisanti-Golosio (1981), Sarcinelli-Portoghese (1997), Faleo-Mancini (2010), Michele Maijnelli-Carmelo Sciuto (2014). Solo la prima terminò in parità, ma dopo un errore di Bollettini non sfruttato da Gatta, tutte le altre sono state vinte dal Bianco. Alcune di queste partite sono state pubblicate nella rubrica "Tecnica Agonistica" su Damasport; si rimanda in particolare al n. 1/2017 dove il GM Gasparetti commenta la partita Maijnelli-Sciuto.
La 9... 7-12? è data perdente da Gasparetti con 10. 31-28 12x19 11. 22x15, vedasi la nota (d) al menzionato commento della Maijnelli-Sciuto.

10. 15x6 2x11
Qui il quesito teorico sta nel sapere se la partita sia già persa a questo punto. Il Bianco dispone di un forte vantaggio posizionale, ma, nel caso concreto, il Cavalleri non ha operato sempre al meglio.

11. 21-18 11-15 12. 23-19
Cavalleri sceglie una condotta poco aggressiva; egli aveva invece a sua disposizione almeno un paio di mosse migliori: 1) 12. 26-21 a cui il Nero avrebbe dovuto replicare con 10-13 che sembra condurre alla pari lungo un percorso irto di pericoli ad ogni mossa: 13. 18-14 13-18 14. 22x13 9x18 15. 29-26 8-12 16. 21-17 18-22 17. 26x19 15x22 18. 23-19 16-20 19. 17-13 20-23 20. 13-9 5-10 21. 14x5 1x10 22. 9-5 10-13 23. 5-2 13-17 24. 2-6 22-26 25. 30x21 17x26 26. 6-11 23-28 27. 11x4 28-32=.
Meglio ancora la 2) 12. 30-27! 8-12 13. 26-21 10-13 14. 21-17 5-10 15. 31-28 1-5 16. 23-19 15-20 17. 28-24 20-23 18. 27x20 16x23 19. 29-26 23-27 20. 19-14 10x19 21. 17x1 19-23 22. 18-14 27-30 23. 14-11 30x21 24. 11x4 difficile pari.

12. . . 7-11 13. 19x12 8x15 14. 30-27 16-20 15. 26-21


15… 20-23??
Errore decisivo. Tagliaferri avrebbe dovuto proseguire con 5... 10-13 alla quale il Bianco avrebbe potuto rispondere con 16. 18-14 11x18 17. 21x14 ma dopo 5-10 18. 14x5 1x10 la patta è tranquilla; ad es. 19. 25-21 13-17 20. 22-18 17x26 21. 29x22=. Su 16. 21-17 segue 20-23 17. 27x20 15x24 18. 17x10 5x21 19. 25x18 1-5 20. 22-19 5-10 21. 29-26 10-13 22. 26-22 13-17 23. 31-27=.

16. 27x20 15x24 17. 22-19!! 10-14
Su 17... 10-13 segue 18. 19-14 13x22 19. 14x7 24-28 20. 31x24 22-27 21. 7-3 27-30 22. 21-17+-.

18. 19x10 5x14 19. 21-17 14x21 20. 25x18 1-5 21. 17-13!!
Unica per la vittoria, le altre perdono.

21... 11-15 22. 29-26 15-19 23. 31-27 Bianco vince.

Un piccolo revival a cui daremo un seguito, con la dovuta calma.