lunedì 28 ottobre 2019

Cronaca - Tornei estivi di dama italiana

di Renzino l'Europeo
In uno dei nostri recenti articoli ci siamo occupati di un Torneo di dama italiana svoltosi ad Isola Vicentina, al quale hanno preso parte alcuni giocatori del nostro Circolo. Quella gara era stata caratterizzata, in particolare, dalla bella vittoria di Bruno Martinelli nel terzo gruppo. In questo nuovo post diamo conto brevemente di altre gare di dama italiana, svolte nel periodo estivo, ed a cui ho preso personalmente parte.

L'attività agonistica ordinaria nel gioco all'italiana è da diverso tempo considerata un po' in secondo piano, nel nostro Circolo, visto che la maggior parte dei giocatori preferisce impegnarsi nel sistema internazionale. Personalmente, trovo comunque interessante cimentarmi anche sulle 64 caselle quando ne ho la possibilità, ed inoltre se posso combinare dei frammenti di vacanza con queste gare l'opportunità si rivela pure più gradevole. E' quello che è successo anche quest'anno, in tre occasioni.

La sede di gara a Nevegal
Il 21 luglio ho giocato al Nevegal, poco fuori Belluno, nel torneo a carattere nazionale che organizza da molti anni l'intraprendente Maestro romano Angelo Ginori (che proprio in quei luoghi trascorre parecchie settimane estive), e pubblicizzato con il significativo sottotitolo di "Pedine in vacanza". Per vivere appieno il programma di svago devo recarmi con tranquillità sul luogo il sabato, e sperare poi che lunedì il tempo consenta la prevista escursione sui sentieri montani. Ed è ciò che si è verificato. La gara è stata pregevole dal punto di vista della partecipazione, e per quello che mi riguarda ho ottenuto un buon secondo posto nel secondo gruppo di merito. La vittoria mi è sfuggita per pochi punti di quoziente, in quanto all'ultimo turno sono stato raggiunto proprio dal buon Ginori, che aveva arrancato tutto il torneo dopo una sconfitta nella prima partita.

Il secondo appuntamento estivo che avevo messo in preventivo era quello di Imponzo, piccola frazione prossima a Tolmezzo, e luogo di residenza del simpatico Maestro Romeo Patatti. Si tratta di luoghi storicamente importanti per il nostro gioco, in quanto il Circolo damistico della cittadina carnica ha conosciuto per decenni un grande attivismo, con l'animazione del valoroso e compianto Bruno Marini. Lo scorso anno sono stato condotto sulla sua tomba dal fratello Otello, e l'esperienza è stata doppiamente pregnante: il sepolcro lapideo è infatti ornato da due damiere, una raffigurante un problema di dama italiana che valse a Bruno un titolo italiano come compositore, ed un'altra con una combinazione di dama internazionale. In quelle contrade damistiche si è formato al gioco anche Renzo Tondo, per quasi un quindicennio Presidente della nostra Federazione, ed ora Deputato della Repubblica, dopo la più nota esperienza alla guida della Regione Friuli-Venezia Giulia di alcuni anni fa. Quest'anno ho pure soggiornato in uno degli alberghi di sua proprietà.

La gara, intrisa del sapore della sagra paesana sotto il cui tendone eravamo ospitati, ha fatto convenire soprattutto giocatori veneti e friulani, come da tradizione, e quindi sono finito a giocare nel primo gruppo, dove eravamo in sei. Buono il quarto posto, che ho ottenuto con 4 pareggi e una sconfitta con il vincitore, il M° Clemente Trevisan. Premi a base di salumi, formaggi e vino locale, e per tutti degustazione dopo-gara a casa di Romeo. 

Il trittico estivo è stato chiuso da una ben più ambiziosa trasferta, dal punto di vista turistico. Si è trattato di una escursione al Sud, che mi ha visto ospite di un caro amico per alcuni giorni sulle rive del Mar Jonio, e che ho combinato con la partecipazione al Torneo Nazionale di Francavilla in Sinni, in provincia di Potenza. In queste terre l'attivissimo Vincenzo Travascio ha messo in piedi una buona gara, che l'anno scorso si era svolta nella vicina Senise. Anche in questa occasione ho dovuto cimentarmi nel primo gruppo, contro alcuni dei più forti Maestri italiani. Sono comunque riuscito ad evitare l'ultimo posto, dopo una prestazione altalenante che mi ha purtuttavia consentito una esperienza damistica intensa.

L'elemento vacanziero, determinante in questo tour estivo, non è stato l'unico motivo di interesse per intraprendere il denso impegno agonistico: la partecipazione alle tre gare mi è stata infatti indispensabile per l'iscrizione ai Campionati Italiani di dama italiana. L'anno scorso avevo ottenuto una buona vittoria nel 3° gruppo, quest'anno l'ambizione è quella di fare un dignitoso torneo nel secondo gruppo. L'appuntamento è fra qualche giorno a Marina di Bibbona, in provincia di Livorno.

domenica 20 ottobre 2019

Cronaca - Il M° Danese al Campionato del Mondo Semi-Lampo

di Renzino l'Europeo
Si è svolto oggi nella cittadina olandese di Beilen il Campionato del Mondo Semi-Lampo. L'interesse di questa manifestazione per il nostro Circolo si riassume nel fatto che il nostro Emanuele Danese ha preso parte alla spedizione azzurra, composta anche dal torinese Loris Milanese e dal savonese Roberto Tovagliaro.

Emanuele è ormai un veterano di questo genere di manifestazioni, avendo già partecipato a due precedenti edizioni - quella del 2016 svolta ad Izmir in Turchia, e quella dell'anno scorso, organizzata in Italia a Bergamo, ed alla quale avevano potuto prendere parte anche altri nostri iscritti, Mattia Brancaleone e Damiano Anselmi. In quelle due occasioni il Campionato Mondiale Semi-Lampo era abbinato al Campionato Mondiale Lampo, competizione che non era in programma questa volta. Ciò non ha impedito al Sommo Ema di aderire anche quest'anno con entusiasmo alla convocazione, visto per che lui ogni specialità di gioco veloce è prediletta, e senz'altro preferita rispetto al gioco a tempo "classico". In questa edizione il tempo di riflessione era stato fissato in 15 minuti più 5 secondi di ricarica per mossa.

La sede di gara a Beilen
Il torneo ha visto la partecipazione di 65 atleti, incluso molti dei giocatori più forti della specialità. Erano peraltro assenti gli Africani, che probabilmente stanno vivendo con un certo fastidio la polemica che si è aperta a seguito del recente Campionato del Mondo Assoluto, svolto in Costa d'Avorio, e che è stato chiosato da non meglio precisate accuse di combine mosse dal capitano non giocatore della nazionale olandese Rob Clerc verso alcuni degli atleti africani. Non c'erano nemmeno i Cinesi, che sono in grande crescita in questi anni, fino ad avere espresso, con il quindicenne Yiming Pan, addirittura il vice-Campione del Mondo, proprio al recente torneo iridato.

C'erano comunque tutti i più forti giocatori Europei, e la classifica finale ha rispettato i rapporti di forza presenti sui tavoli di gioco, con il Campione del Mondo "a tempo regolare" Alexander Georgiev che ha dovuto cedere il passo all'olandese Roel Boomstra per un solo punto di quoziente. Buono il 27° posto di Roberto, che ha chiuso a 10 punti. Un po' sottotono Loris, che si è dovuto accontentare del 37° posto con 9 punti, mentre Emanuele ha finito al 56° posto con 7 punti. Siamo sicuri che il Sommo non è molto soddisfatto del risultato, ma con una partecipazione così qualificata non c'è nessuno che ti regala la partita.

Le specialità di gioco con tempo di riflessione ridotto offrono la possibilità di effettuare competizioni damistiche con modalità organizzative "popolari", ma implicano oggigiorno una particolare "forma mentis" tecnica e delle abilità specifiche, che sono presenti o coltivate meglio in alcuni giocatori e non in altri. Dal punto di vista della pubblicizzazione del gioco, tutte le manifestazioni vanno ovviamente bene e danno la possibilità a ciascuno di trovare una soddisfazione agonistica. Ritorneremo in seguito su questa e altre competizioni simili, e intanto possiamo registrare con soddisfazione il contributo gialloblù, prova della vitalità del nostro Circolo.

giovedì 26 settembre 2019

Cronaca - 1° Memorial Itinerante "Massignani e Altini"

di Renzino l'Europeo
Si è svolto domenica 22 settembre il 1° Torneo Itinerante "Margherita Massignani e Valerio Altini", gara di dama italiana a carattere interregionale che il Circolo "Giuseppina Rizzi" di Vicenza ha voluto organizzare quest'anno a Isola Vicentina. Si è trattato di un torneo che ha coinvolto parecchi damisti esordienti di tutte le età, mobilitati dall'attività che il sodalizio vicentino, diretto da Sergio Garbin, sta efficacemente mettendo in opera.

L'interesse di questa gara per nostro Circolo stava evidentemente nella comodità logistica, ed infatti un gruppetto di giocatori scaligeri ha colto prontamente l'occasione. E non si è trattata di una semplice scampagnata, se guardiamo i risultati. Dobbiamo infatti cominciare la nostra cronaca ("a distanza", per essere chiari) dando subito la precedenza alla bella vittoria ottenuta nel 3° gruppo dal Regionale Bruno Martinelli, giocatore di S. Martino Buon Albergo che da alcuni anni frequenta il Circolo e partecipa puntualmente al Campionato Provinciale. L'anno scorso aveva ottenuto il titolo regionale nella categoria "Provinciali", ed era stato quindi meritatamente promosso. 

Bruno Martinelli (a destra) nell'incontro con Emanuele Danese
In questa gara Bruno ha decisamente sbaragliato la concorrenza, pareggiando la prima partita con Emanuele Danese e vincendo tutte le altre 5. Emanuele - lo sappiamo - si dedica quasi esclusivamente alla dama internazionale, ed in questa "scappata" ad Isola Vicentina (come lui stesso l'ha definita) è arrivato terzo: una prestazione comunque "regolare" per il suo attuale stato di forma e il suo livello di Nazionale sulle 64 caselle. E' stato quindi Bruno a fare l'exploit, arrivando tra l'altro ad ottenere un Capitale Punti - 1880 - a poca distanza dalla soglia di promozione a Nazionale, che è fissata a 2000 punti.

Il torneo è stato vinto dal Grande Maestro Mirco De Grandis, che ha regolato Paolo Faleo e Alessio Scaggiante. Nel secondo gruppo vittoria del giovano aostano Davide Tamborin - i ragazzi di Aosta erano infatti arrivati numerosi, come li vediamo spesso, in terra vicentina. Nel gruppo dei Provinciali, animato da numerosi giocatori locali, dobbiamo notare il bel terzo posto del nostro Patrizio Filippini, così come il 7° di Giuseppe Fiorio: due recenti iscritti del Circolo.

Non ci rimane che ribadire le nostre felicitazioni a Bruno, con la speranza di vedere ancora in gran spolvero gli atleti gialloblù anche in altre gare di dama italiana. Delle prestazioni mie in questa specialità (che ci sono pure state, quest'estate) parleremo debitamente in altre cronache.

martedì 24 settembre 2019

Cronaca - Campionati Italiani a Squadre di Dama Internazionale 2019

di Renzino l'Europeo
Con un certo ritardo - dovuto alla concomitanza di molti fattori - riprendiamo a fare un po' di cronaca damistica sul nostro sito-blog, occupandoci di una manifestazione che storicamente ha sempre interessato molto da vicino il nostro Circolo: il Campionato Italiano a Squadre di Dama Internazionale.

Quest'anno il torneo si è svolto in aprile a Latina, che nell'ultimo decennio è diventata un po' la "capitale" delle 100 caselle, grazie alla presenza di alcuni forti giocatori - fra cui il 3 volte Campione Italiano Daniele Macali - e di un settore giovanile fiorente. Quando si tenne la prima edizione di questo Campionato, nel 1988, la "capitale" del gioco all'internazionale era ancora Trieste, che poteva contare su una comunità di giocatori che univa gli "storici" pionieri italiani di questa specialità con alcuni giovani dall'avvenire brillante già segnato.

Non abbiamo citato la prima edizione di questo Campionato solo per accennare un confronto storico-geografico, ma anche per ricordare che Verona fu ben presente anche allora, come lo è stata quest'anno, e lo fu addirittura con 3 (!) squadre: vigeva allora l'iscrizione libera, e non limitata, come da alcuni anni. Le squadre vennero divise in due Gruppi distinti, e "Verona 1", capitanata ovviamente da Enrico, giunse meritatamente terza, dietro "Trieste 1" e "Mori 1". Un risultato che si è ripetuto negli anni recenti, e anzi migliorato con il secondo posto del 2016, quando si arrivò a sfiorare il successo: solo un quoziente beffardo separò l'"Armata" scaligera dai Campioni torinesi del CD Fossano.

La premiazione della squadra del CD "Enrico Molesini", giunta al sesto posto
Assemblata quest'anno con i giocatori disponibili nella settimana dopo Pasqua, la formazione gialloblù, capitanata dal M° Emanuele Danese e completata dal CM° Mattia Brancaleone e dal sottoscritto, ha affrontato la trasferta in terreno laziale con il solito spirito corsaro, ben sapendo che i favoriti sarebbero stati i padroni di casa pontini, e che ci sarebbero state altre squadre ben agguerrite, a partire da Trieste e Reggio Calabria. In effetti sono state proprio queste 3 formazioni ad occupare il podio, mentre noi siamo arrivati 6° (su 10), lievemente al di sotto delle nostre possibilità "teoriche".

Senza accampare scuse, abbiamo dovuto lamentare una particolare sfortuna negli abbinamenti (fatto riconosciuto un po' da tutti), e conteggiare qualche punto perso, a causa soprattutto del sottoscritto. Il Sommo Ema ha giocato in seconda damiera, in base all'accordo tattico che prevedeva di piazzare il buon Mattia al numero 1: una scelta nel complesso positiva, ma non particolarmente determinante. Il "pagellone" di Damasport, curato da Walter Moscato, ci ha assegnato un discreto 6,5 - con un giudizio benevolo.

E' comunque un fatto che abbiamo dovuto esordire proprio contro Latina, perdendo senza appello per 5-1 (pari di Mattia). I campioni schieravano Macali in seconda damiera, Giovanni Fava in prima e Luca Salvato in terza. Al secondo turno un'altra tegola, i forti triestini, che potevano contare su Lorusso, Redivo, e l'"aggregato" trentino Damiano Leonardi (è noto che la regola prevede di poter "assoldare" un giocatore extra-provincia); con loro un 2-4 frutto delle pari mie e di Ema (entrambi con qualche recriminazione). E così al terzo turno ci confrontiamo con i giovanissimi del "Chiocciola Rosa 2" di Latina, che regoliamo per 4-2 "grazie" alla sconfitta di Mattia che fa felice Alessandro Percuoco (Zerella e Selicato gli altri due compagni di squadra perdenti). Al quarto turno ci toccano i forti reggini del "CD Nuovi Orizzonti", ma alle ottime pari di Mattia con Sgrò e di Ema con Fabbricatore non fa seguito la mia prestazione con Ghittoni: è ancora un 2-4. Il quinto turno ci vede in scena con gli altri giovani pontini di '"Chiocciola Rosa 1", e qui c'è il 6-0: nessuno scampo per Aielli, Cappadonia e Piccinini. Infine ci giochiamo lo sprint con Lecce, e qui finisce 3-3 con Mattia che batte Scigliano, Ema che non va oltre la pari con De Vitis, ed il sottoscritto che le busca da Francesco Gitto, ben noto per il suo valore a dama italiana (è il Campione Assoluto in carica), ma non troppo praticante nel sistema internazionale. Insomma, un po' di amaro in bocca ma comunque 5 punti finali che ci permettono di figurare in classifica davanti agli stessi leccesi e a Mori, oltre che alle due squadre giovanili di Latina.

La trasferta è stata comunque, come sempre, densa di piacevoli occasioni di incontro e socializzazione, e possiamo segnalare in particolare la serata al bowling dove l'ottimo Mattia dava la misura a tutti. Ben diretta dall'espansiva Rosa Aglioti, coadiuvata da Milena Szatkowska e Alessio Mecca, la gara ha quindi incoronato giustamente i più forti, pur nell'assenza di qualche altro team di valore, fra cui i campioni dello scorso anno di Bergamo, e Savona. Le considerazioni logistiche e di calendario sono sempre determinanti per questa competizione, pertanto anche per quanto ci riguarda dobbiamo sperare che pure l'anno prossimo si realizzino le condizioni per difendere i colori gialloblù. Nel frattempo, torniamo alle gare individuali, e ad altre cronache che pubblicheremo nei prossimi giorni.

giovedì 2 maggio 2019

Cronaca - XXIII Coppa Città di Verona - Memorial Enrico Molesini

di Renzino l'Europeo
Nei giorni di sabato 23 e domenica 24 marzo si è svolta la XXIII edizione della Coppa Città di Verona, la gara nazionale di dama internazionale che il nostro Circolo organizza sin dagli anni ’90. Per essere precisi, vi sono stati “storicamente” diversi Circoli veronesi impegnati nell’ideazione e nell’attuazione di questa gara, e precisamente la Sezione Dama del Dopolavoro Ferroviario e il Circolo Damistico Unicredit, che sono stati i diretti predecessori dell’attuale Circolo “Enrico Molesini”. In ogni caso, la concezione della gara è stata ovviamente di Enrico, come avevamo raccontato nell’articolo storico pubblicato più di due mesi fa, ed oggi il Comitato organizzatore fa capo al Presidente del Circolo, Emanuele Danese. 

Avremmo voluto scrivere la cronaca della gara subito dopo il suo svolgimento, ma una indisposizione ci ha tenuti lontano dall’impegno, e ci ha conseguentemente distolto dal proposito. Veniamo allora a dare conto dell’accaduto con qualche settimana di ritardo, e non possiamo evitare di cominciare col sottolineare che il successo della manifestazione è stato veramente grande. 36 partecipanti, quasi come nelle migliori edizioni, e soprattutto parecchie presenze eccellenti, a cominciare dall’ex campione del mondo, il Grande Maestro Internazionale Alexander Schwartzman, che ha vinto in scioltezza. Il russo è ormai quasi di casa in Italia perché evidentemente le occasioni offerte dal nostro calendario (in primis il torneo di Mori, e l’anno scorso anche Bergamo, concomitante con i Campionati del Mondo Lampo e Semi-Lampo) gli appaiono allettanti. Del resto, per la nostra gara è stato lui stesso a contattarci; confessiamo che non siamo stati noi ad invitarlo.

Il GMI Alexander Schwartzman (a dx.) nell'incontro con il MI Bruno Fopa 
Il Maestro Internazionale Bruno Fopa, camerunense (giunto secondo), ha completato la partecipazione straniera. Anche nel suo caso l’interessamento è stato tutto personale: si vede che la pubblicizzazione nel calendario ufficiale FMJD ha sortito qualche effetto. Ma è stata la pattuglia italiana che si è presentata al più alto livello. Assieme al Campione Italiano in carica Daniele Berté, fra i più assidui alla nostra gara (come ad altre), v’erano altri 7 ex Campioni Italiani - in pratica tutti i migliori, anche in base alla classifica capitale punti. Fra di essi non abbiamo mancato di accogliere con grande piacere il Grande Maestro Michele Borghetti, che non giocava gare ufficiali di dama internazionale dal 2016, e che negli ultimi due anni aveva dovuto subire i noti rovesci nei match mondiali di dama inglese, in parallelo con i problemi fisici che lo attanagliano.

Ai nastri di partenza anche parecchi giovani, desiderosi di fare esperienza in gare ufficiali. A questo riguardo dobbiamo notare che anche nel gruppo “Provinciali”, che ha giocato la sola domenica, i partecipanti erano tutti giovanissimi. Peccato che gli allievi del nostro Circolo abbiano dovuto dare forfait, per concomitati impegni già presi. Nel gruppo Open non mancavano, peraltro, diversi veterani. Nel complesso erano presenti un po’ tutti i centri damistici nazionali attivi nel gioco sulle 100 caselle, con qualche assenza giustificata: ad esempio gli amici di Mori, menomati dalla forzata ma gioiosa incombenza di Riccardo Agosti, diventato papà negli stessi giorni.

Sono state due giornate intense di impegno agonistico, ché il programma non consentiva di tirare il fiato: 3 turni al sabato e 3 turni la domenica, per ottemperare all’obbligo di fornire sufficienti confronti fra i migliori nel gruppo Open. La direzione di gara è stata garantita dalla precisa e autorevole Milena Szatowska, Arbitro Internazionale, coadiuvata da Teodorino Brancaleone, per l’occasione factotum, con la signora Elena ben presente dietro le quinte. Il bel tempo ha consentito agli accompagnatori di godere appieno dell’ambiente naturale della “Pineta”, attorno alla sede di gara, oltre ovviamente a tutta la città scaligera.

La classifica finale, con il tabellone completo dei risultati
Il dominio tecnico di Schwartzman è stato ben poco contrastato (6 vittorie), ma non tutti i nostri migliori giocatori hanno potuto incrociare le pedine con il campione russo. Poiché anche Fopa ha dovuto soccombere al russo senza appello, l’incognita era solo sui posti dietro al primo: il camerunense si è comunque distinto mettendo la ruota davanti agli altri. Fra gli italiani ha regnato l’equilibrio, con il quoziente a farla da spariglio per un nutrito gruppetto che ha chiuso ad 8 punti, regolato dall’ottimo Loris Milanese, davanti a Michele Borghetti ed Alessio Scaggiante.

Alla fine abbiamo visto un po' tutti contenti, anche perché il nostro montepremi aveva pensato pure ai migliori di due gironi "fittizi" costruiti come se la gara fosse veramente suddivisa in 3 gruppi di merito, secondo il capitale punti. Ad aggiudicarsi i relativi premi sono stati il giovane Simone Zanandrea, davanti a Giovanni Fava (per il 2° gruppo) e il veterano Giovanni Manghisi davanti al giovanissimo Marco Stipcevich (per il 3°). Migliore (benché unica) donna è stata Sara Habilaj, che ha peraltro disputato un gran bel torneo in termini assoluti.

La partecipazione veronese è stata assicurata da 4 affiliati del nostro circolo, a partire dallo stesso M° Danese. Ema ha ottenuto 7 punti piazzandosi al 13° posto: una buona prestazione secondo norma, che ha avuto un momento acuto con la brillante vittoria sul giovane M° Enes Habilaj, che mostreremo in un articolo a parte. Molto bene il CM° Mattia Brancaleone, che ha totalizzato anch'egli 7 punti, ottenendo un bel pareggio all'ultimo turno col GM° Macali. Meno bene gli altri 2 scaligeri, che hanno chiuso a 5 punti, a partire dal sottoscritto: un torneo un po' scialbo chiuso negativamente con una sconfitta contro Zanandrea. Nel complesso è stato più sulla linea della sufficienza il N° Damiano Anselmi, che alla prima partita ha pure dovuto incrociare le pedine con Schwartzman. 

Potremmo scrivere ancora altre note di cronaca e di colore, a partire dal giro turistico con Schwartzman che abbiamo fatto sabato mattina, ma pensiamo che il nostro articolo abbia già reso a sufficienza i tratti salienti della manifestazione. Alla premiazione il Presidente FID Carlo Bordini ha reso omaggio a questa nostra "classica" del damismo nazionale, e ci ha spronati a continuare sempre meglio, cosa che cercheremo di fare, secondo le nostre possibilità.

lunedì 18 marzo 2019

Storia e Spiccioli di Tecnica - Enrico e la Dama Internazionale

di Renzino l'Europeo
Siamo ormai giunti alla vigilia della Coppa Città di Verona, la gara nazionale di dama internazionale organizzata dal nostro Circolo, che si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo presso l'area ricreativo-sportiva della "Pineta" di Via Camuzzoni, 1. Il torneo, che quest'anno si annuncia ben partecipato in quantità e qualità, è da alcune edizioni dedicato espressamente ad Enrico, che ci ha lasciati nel 2012. In questo sito-blog abbiamo già pubblicato diverso materiale che ne ricorda la figura e l'opera, ma ovviamente molto di più potrebbe essere detto e scritto. Oggi vogliamo dedicare quest'articolo ad una piccola rievocazione dei primi impegni agonistici del nostro Maestro con la dama internazionale.

Bisogna tornare con la mente agli anni '60, un periodo fecondo per il movimento damistico in Italia. La Federazione Italiana Dama, ricostituita su basi stabili nel 1959, aveva deciso l'affiliazione formale alla Federazione Mondiale (FMJD) nel corso del 1960. La pratica della specialità "all'internazionale" era confinata, in quel periodo, a pochi cultori, fra i quali vanno ricordati i primi italiani che ebbero la ventura di partecipare ad un Campionato del Mondo - Edmondo Fanelli e Marino Saletnik (nel 1952). Vi era in effetti la "culla" triestina, dove il gioco sulle 100 caselle era diffuso in una cerchia relativamente ampia di appassionati, molto più che in qualunque altra città o circolo. Ma nel complesso l'Italia era veramente agi inizi. Urgeva un'azione di proselitismo, che venne compiuta innanzitutto attraverso "Damasport", ma che ebbe come pilastri alcune iniziative fondamentali: l'organizzazione dei Campionati Italiani di specialità, e l'assegnazione all'Italia del Campionato del Mondo del 1964, che si svolse a Merano, e che venne preceduto da un torneo di "qualificazione nazionale".

Enrico, che in quel periodo risiedeva a Bolzano, fu spettatore privilegiato dell'evento iridato del 1964, e colse in pieno l'onda "internazionalista". Per lui, che allora era Candidato Maestro di dama italiana, si trattò di un'opera un po' da autodidatta, in cui poteva al massimo mettere a frutto la conoscenza del francese. E comunque, ecco che il Nostro si presenta ai nastri di partenza del primo Campionato Italiano sulle 100 caselle, che si svolse a Trieste dal 27 al 30 maggio del 1965, inquadrato nella categoria "Regionale" (che allora era chiamata "Serie A"). Sei furono invece i concorrenti nella "Serie Nazionale": Saletnik, Fanelli, Laporta, Walter Zorn, Specogna e Prodan. Il titolo assoluto, come sappiamo dalla storia, andò a Francesco Laporta, che superò Saletnik per quoziente.

Enrico viene premiato come vincitore del titolo di 2a Nazionale nel 1966
Le cronache narrano di un Molesini che parte bene ma che incappa in un refuso contro il triestino Grando, e poi perde anche con Apolloni, giungendo quarto su 10 partecipanti. Un esordio discreto, che gli permette comunque di essere annoverato tra i primi giocatori agonisti "ufficiali" in Italia. L'anno dopo, in effetti, la partecipazione complessiva raddoppia e si organizzano 5 gruppi distinti, corrispondenti alle 5 categorie tradizionali. Enrico partecipa al Campionato di "2a Nazionale" (in pratica, Candidati Maestri), e lo vince! Il titolo assoluto va invece a Saletnik, che si prende la rivincita su Laporta. 

Se buttiamo l'occhio su quelle pioneristiche partite, che gli archivi ci mettono a disposizione, possiamo magari inarcare le sopracciglia per lo stile o per le scelte tecniche, non proprio inappuntabili, ma dobbiamo applicare dei criteri storici benevoli. Giusto per mettere a disposizione dei curiosi una "pillola tecnica", pubblichiamo qui l'incontro che Enrico vinse contro Sergio Specogna.

Bianco         Molesini

Nero            Specogna

1. 32-28 18-22 2. 31-26 12-18 3. 37-31 7-12 4. 31-27 22x31 5. 26x37 20-24 6. 34-30 1-7 7. 40-34 18-22 8. 37-32 13-18 9. 30-25 8-13 10. 41-37 16-21 11. 34-30 15-20 12. 37-31 21-26 13. 45-40 26x37 14. 32x41 10-15 15. 41-37 18-23 16. 46-41 23x32 17. 38x18 13x22 18. 37-32 9-13 19. 41-37 12-18 20. 43-38 7-12 21. 49-43 2-8 22. 36-31 22-28 23. 32x23 19x28 24. 30x10 5x14 25. 33x22 18x36 26. 35-30 4-10 27. 38-33 20-24 28. 30x19 14x23 29. 40-34 10-14 30. 33-29 23-28 31. 43-38 17-22 32. 34-30 11-17 33. 29-24 12-18 34. 44-40 8-12 35. 40-35 14-19 36. 50-44 6-11 37. 25-20 3-9 38. 30-25 19x30 39. 35x24 11-16 40. 38-33 18-23 41. 42-38 23-29 42. 44-40



12-18??
Specogna, dopo una partita giocata perlopiù in vantaggio, a tratti forse anche decisivo, spreca una buona posizione, consentendo ad Enrico di sfoggiare una combinazione vincente. Il Nero avrebbe dovuto continuare con 42... 13-18 (o con 42… 16-21), a cui il Bianco avrebbe potuto replicare con la soluzione, molto probabilmente di pari, 43. 40-34 29x40 44. 47-41 36x47 45. 38-32 47x29 46. 32x45, ecc.


43. 24-19! 13x24 44. 39-34! 28x30 45. 25x21 16x27 46. 20x29 15-20 47. 48-42 27-31 48. 37x26 22-28 49. 40-34 9-14 50. 26-21 14-19 51. 21-16 28-32 52. 38x27 19-24 Bianco vince.

martedì 12 marzo 2019

Storia - "La dama", primo periodico nazionale del nostro gioco (1901-1902)

di Renzino l'Europeo
Pochi sanno che Verona fu teatro di una iniziativa assai notevole: la pubblicazione della prima rivista nazionale interamente dedicata al gioco della dama. L'avventura editoriale, che ebbe luogo tra il 1901 e il 1902, durò in realtà meno di un anno, in quanto la sostenibilità economica dell'impresa venne a mancare, e "La dama" - questo era il nome della testata - dovette chiudere dopo 21 numeri. Autore dello sforzo, come artefice e direttore editoriale, fu il damista e (dobbiamo supporre) giornalista Riccardo Galletti.

Il resoconto più completo di questa intrapresa lo ha fatto Ghelardo Ghelardini, il quale vi dedica tre pagine nel primo volume del suo "Tra dame e pedine", l'unico vero e proprio saggio storico sul movimento damistico in Italia. Ma ci corre l'obbligo di ricordare che l'intera collezione de "La dama" è disponibile e consultabile presso la nostra Biblioteca Civica, nell'Archivio Storico (terzo piano). Anch'io ho trovato diletto, come semplice appassionato, nello sfogliare personalmente tutte le copie, ben conservate in un faldone un po' polveroso.

Da un punto di vista tecnico, la rivista riflette ovviamente il livello piuttosto limitato di quel periodo. Sappiamo infatti che i due unici veri e propri trattati damistici in lingua italiana disponibili allora erano quelli del Mancini e del Lanci, datati rispettivamente 1830 e 1837. I frammenti di pubblicazioni posteriori che affrontavano il nostro gioco - nella seconda metà dell'800 - non avevano aggiunto praticamente nulla di originale. All'estero, invece, la storia aveva fatto il proprio corso, e in particolare nel Regno Unito il livello tecnico (e il numero di pubblicazioni) era ormai avviato verso uno stadio avanzato. Anche in Francia (per il gioco a 100 caselle) c'era stato un certo fervore durante tutto il XIX secolo, soprattutto verso la fine. In tempi di Belle Epoque, fasce più ampie della popolazione avevano cominciato ad ottenere quelle opportunità di vita più serene di cui ci parlano le narrazioni storiche e letterarie, e la popolarità dei giochi da tavolo ne aveva in qualche misura beneficiato.

La testata de "La Dama", qui riprodotta nel primo numero (cortesia di Cosimo Crepaldi)
Il Ghelardini si è preso la briga di fare una lista dei vari collaboratori de "La dama", che comprende - tra gli altri - Tagliaferri e Gentili di Roma, Gallico di Mantova, Dossena di Como. Si tratta evidentemente di individui con cui Galletti era venuto in contatto epistolare, giacché possiamo immaginare che fosse principalmente in quel modo che all'epoca si mantenessero rapporti personali; nessuna organizzazione damistica nazionale era stata mai fondata né pensata, e quelli che noi chiamiamo "circoli" potevano essere al massimo degli aggregati più o meno stabili di appassionati che si ritrovavano in qualche Bar o Caffè di talune città.

Lo stesso Ghelardini ci ricorda che in quegli anni apparvero pure delle rubriche damistiche su alcuni quotidiani e periodici illustrati, e i responsabili o animatori erano più o meno le stesse persone che collaborarono (prima o dopo) ai vari numeri de "La dama". Anche su "L'Arena", in diversi periodi (del XX secolo), venne pubblicata una rubrica damistica. Per quanto riguarda l'organizzazione, sappiamo da diverse fonti che un vero e proprio Circolo Damistico Veronese era all'opera (solo) nel 1922, giacché fu nel primo dopoguerra che, anche sotto l'impulso del Circolo Damistico Milanese, sorto nel 1920, gli appassionati del gioco cominciarono a darsi una struttura, per poi procedere con la fondazione della Federazione Damistica Italiana nel 1924.

La "direzione ed amministrazione" de "La dama", come si legge nella testata, era collocata in Via Dietro Via Nuova Lastricata n. 8, denominazione che oggi dice poco ai più, ma che corrisponde nientemeno che a Via Alberto Mario. Infatti in quel tempo Via Mazzini (o, meglio, la sua parte più prossima a Piazza Bra) era chiamata "Via Nuova Lastricata", da cui - come ai Veronesi risulta ovvio - discende anche l'antico nome di Via Alberto Mario.

La rivista aveva ottimisticamente iniziato le proprie pubblicazioni il 1° settembre 1901, con una cadenza settimanale. Il formato era più o meno quello che in termini contemporanei si direbbe un supertabloid, con una foliazione di 8 pagine. Dopo un paio di mesi, si passò alla cadenza quindicinale. Gli appelli ad abbonarsi, subito lanciati e reiterati ad ogni numero, trovarono evidentemente quell'accoglienza scarsa che noi oggi potremmo giudicare "realistica", con una visione distaccata. Il prezzo del singolo numero (20 centesimi) equivaleva a quello di 4 caffè, e l'abbonamento "speciale" fino alla fine del 1901, pari a 3 Lire, corrispondeva formalmente a 13,44 € di oggi. Ovvio che la spedizione per posta incideva parecchio sui costi.

Ma l'entusiasmo del Galletti era prorompente. La stampa dei diagrammi era eccezionalmente buona, e l'organizzazione del contenuti era suddivisa fondamentalmente fra notizie varie, piccole rubriche tecniche, problemi e partite giocate (in sfide dirette o per corrispondenza). Le rubriche vertevano principalmente sulle regole del gioco, sulla riproposizione di frammenti del trattato del Lanci, sulla corrispondenza con i lettori. Da un certo numero in poi apparvero anche alcuni problemi di dama internazionale.

Ritratto dell'abate e archeologo Michelangelo Lanci
Karl Brjullov, 1850-52 (Mosca, Galleria Tret'jakov)
Un tema tecnico che ricordo di aver letto con una certa curiosità è quello della regola per cui «a parità di numero e di valore di pezzi in presa, si deve mangiare dalla parte dove, confrontando le sequenze di presa, si presentano prima i pezzi di maggior valore». Tale formulazione è quella oggi ben nota e in vigore, ma all'epoca essa era (ancora) in discussione. In effetti il Mancini, nel suo Trattato, in cui aveva pubblicato la "Costituzione" del gioco all'italiana, si era fermato all'enunciazione delle regole di quantità e qualità "normali", che venivano riassunte in modo sommario con il motto "mangiare il più col più". Tuttavia il Lanci, nella propria opera, aveva precisato: «Se […] la tua dama stasse nel bivio del mangiare dall'un de' lati pedina e dama, dall'altro dama e pedina, tuttoché queste sembrino pari circostanze, nondimeno si diversificano per l'assituamento de' nobili pezzi, e dovrai allora mangiare dama e pedina, per l'onore che prestar debbesi alla nobiltà della dama». Su "La dama" il Galletti volle aprire formalmente un dibattito, con tanto di esempi diagrammati, al quale parteciparono diversi damisti "notabili" dell'epoca; la discussione si risolse con l'adozione della formula attuale, ma non in modo unanime: vi furono anche voci che propugnavano, in caso di concomitanti prese dal valore totale equivalente, la libertà di scelta.

Che dire, in conclusione, di quell'iniziativa meritoria? Che testimonia l'ambiente vivace e intraprendente della Verona del primo Novecento, e, sebbene il Galletti non si produca in descrizioni particolari della situazione cittadina, si può inferire (anche dalle notizie sugli abbonamenti) che gli appassionati scaligeri costituissero un gruppetto cospicuo. Diremmo forse anche più di quelli di oggi...