lunedì 27 gennaio 2020

Cronaca - Vita di Circolo a Bruxelles

di Renzino l'Europeo
Gli amici del Circolo "Enrico Molesini", ma anche gli altri in giro per l'Italia, sanno bene che da diversi anni vivo e risiedo a Bruxelles, il cui ethos "Europeo" mi aveva attirato per diverse ragioni, e che comunque corrisponde bene ai miei interessi ed al mio spirito personale. Cionondimeno faccio ritorno a Verona in media ogni due mesi, e spesso, per non dire sempre, in corrispondenza di qualche evento damistico a cui intendo prendere parte nel Bel Paese.

Molti amici sanno pure - principalmente perché oggi fra e-mail e social network l'informazione circola rapidamente - che gioco regolarmente anche in Belgio, perlomeno da quando ho ripreso l'attività agonistica dopo molti anni di pausa, e cioè dal 2016. Di più: oggi la mia rete di eventi damistici comprende anche l'Olanda, dove mi reco regolarmente a giocare il Campionato a Squadre, assieme a qualche altro amico belga. Si potrebbe dire che la mia identità damistica è anch'essa pienamente Europea, perché sono iscritto a 3 Circoli Damistici di 3 Paesi diversi, e partecipo regolarmente ad eventi ufficiali di tutte e 3 le Federazioni nazionali. Potrei aggiungere, volendo, anche una quarta, perché ogni anno faccio anche un torneo semi-lampo in Francia.

In questo articolo volevo raccontare un po' di fatti sull'attività damistica in Belgio, a partire da ciò che accade a Bruxelles, e in particolare al Circolo dove sono iscritto, il Damier Royal Ixellois. I Circoli Damistici possiedono somiglianze e differenze, ed uno scambio di informazioni ed esperienze può giovare a tutti. Innanzitutto, è noto agli Italiani che l'unica variante di dama che si gioca in Belgio è quella internazionale: non c'è tradizione né interesse per quella inglese, e se eventualmente uno vuole fare un po' l'eclettico, c'è la dama frisona (so ad esempio che questo è il caso per Patrick Casaril, che è di Liegi). Da questo punto di vista potremmo forse dire che il nostro Circolo, che da decenni è "sbilanciato" verso la dama internazionale, risulta strutturalmente affine.


Ciò che può colpire il damista italiano medio, invece, è la forte resistenza di una tradizione assai rara nel nostro Paese, e cioè il Torneo Sociale, o Campionato di Circolo, che dir si voglia. Di più: si tratta di una tradizione che assorbe gran parte della vita di un Circolo Belga, dando ad essa una forma caratteristica. O, almeno, così è per il mio Circolo, ma le cose vanno in modo abbastanza simile anche negli altri.


Va compreso, innanzitutto, che il Campionato di Circolo è un evento assai serio: si giocano partite a cadenza "classica", in turni di gioco fissati in modo preciso sulla base di un calendario annuale, o almeno semi-annuale. In Belgio, come in Olanda, la stagione agonistica damistica non coincide con l'anno solare, come in Italia, ma va da settembre all'agosto successivo, sovrapponendosi quindi alle stagioni agonistiche degli altri sport, così come all'anno scolastico. Nel mio Circolo questi turni di gioco sono fissati ogni due settimane, il giovedì, ma va detto che c'è ampia possibilità di concordare anticipi o posticipi con i propri avversari secondo tutte le necessità.


A questo punto devo introdurre anche un altro dato fondamentale, quello della sede. Il Damier Royal Ixellois trova posto presso uno snack, che è uno di quei locali dove si vendono tipicamente kebab ed altri cibi della medesima tradizione culinaria, come falafel e polpette varie, nonché insalate e patatine fritte. Il parallelo con alcuni nostri vecchi Circoli che avevano (o ancora hanno) sede presso un bar è quindi stringente. Questa soluzione appare al momento soddisfacente per le attività ordinarie del Circolo, e cioè, per quello che abbiamo già detto, per il Torneo Sociale.


A Bruxelles esiste anche un altro Circolo, il Damier Cinquantenaire, che ha invece sede in una Maison des Associations, dove trovano posto anche dei Circoli di bridge e scarabeo, che è di proprietà del Comune di Woluwe-Saint-Lambert. Il mio si trova invece nel Comune di Ixelles, come i lettori francofoni avranno già intuito, che è un altro dei 19 Comuni in cui è divisa la Regione di Bruxelles-Capitale. La qualifica di "Royal" discende dal fatto che ogni entità morale con almeno 50 anni di vita può richiederla, e poiché il Circolo venne fondato nel 1957, tale procedura fu effettivamente attivata nel 2007, con esito positivo. Non appare allora privo di senso ricordare che il nostro Circolo "E. Molesini" si ricollega de facto, se non proprio de jure, alla tradizione del Circolo Damistico Veronese, fondato nel 1922, e di cui rivendichiamo "con orgoglio", potremmo dire, l'eredità.


Serata di gioco al Damier Royal Ixellois (foto: L. Jennes)
Chi gioca al Damier Royal Ixellois? Beh, come la semplice visione della Classifica del Campionato del Circolo degli ultimi anni indica bene, c'è un giocatore chiaramente più forte di tutti: si tratta di Adiatou Ibrahim, di nazionalità ivoriana, e che, come indicato dalla scheda personale FMJD, o da quella sul sito olandese Tournament Base, ha una reputazione damistica di elevato livello. Con un Capitale Punti Mondiale di 2183 (gennaio 2020), la sua forza è comparabile con quella dei nostri migliori giocatori, e analoga a quella dell'ottimo Aboubacar Diop, che da anni calca le scene damistiche italiane. Adiatou ha vinto tutti gli ultimi 15 Tornei Sociali, vincendo quasi tutte le partite, anche perché gli altri giocatori - quelli autoctoni belgi, intendo - non sono mai stati in grado di impensierirlo. La sua forza è tale che per lui non ha senso giocare tutti i turni di gioco singolarmente: ci si mette d'accordo per fare delle simultanee - vedasi la foto dell'ultima di queste, contro 4 avversari, fra cui io stesso -, e la pratica è a posto!

Da un anno gioca con assiduità e profitto nel nostro Circolo anche un altro africano, Tomi Maturin Nyamsi, che, pur non essendo del livello di Adiatou, gli è secondo a breve distanza. La consultazione della classifica del Torneo Sociale, aggiornata puntualmente, può meglio di ogni discorso far comprendere quale sia il tenore agonistico del Campionato. Nel momento in cui scrivo, il girone di andata è pressoché finito, mancando solo il "secondo turno" delle simultanee di Adiatou. Va detto che con Tomi Maturin il confronto sarà invece individuale, avendo egli per lui un certo riguardo...


Qualche parola anche per gli altri giocatori, a partire dal simpatico Gaston Wilvers, presidente del Circolo, che prima dell'arrivo di Adiatou poteva mietere anche successi personali, ma che ora deve un po' limitare il proprio ruolo. Che è pur sempre essenziale, a partire dall'organizzazione di quell'evento anch'esso tradizionale e di grande significato che è la Cena Sociale: ogni anno in Ottobre ci si ritrova tutti attorno ad un tavolo ben imbandito, e si consegnano i premi dell'anno agonistico precedente. Anche il vice-presidente Jean-François Foccroulle è un discreto giocatore, che in questi 2-3 anni mi ha talvolta costretto a delle pari, mentre il Segretario Batr Lukianoff (che accumula l'importante carica di Direttore dei Tornei) si è imposto un anno di lontananza dal Torneo Sociale. L'età media dei giocatori è piuttosto avanzata, un segnale non troppo rassicurante, che non si discosta da una tendenza generalizzata in tutti i luoghi del damismo organizzato, ma che testimonia comunque dell'attaccamento al gioco di una fascia di giocatori che in Italia tende a perdersi più velocemente. E' anche per questo che ho preso l'iniziativa di mettere in cantiere un corso di dama che partirà a marzo, potendo contare sul sostegno logistico e organizzativo di una associazione rappresentativa dell'emigrazione italiana, la FILEF, oltre che del Damier Cinquantenaire.


Incontro a squadre Wallonie-Bruxelles - "Phenix" Kortrijk (foto: G. Wilvers)
A livello nazionale, la Federazione Belga organizza ovviamente i Campionati Nazionali, a tempo classico e ridotto, e il Campionato a Squadre, che, cercando di mimare la struttura del ben più blasonato omologo Campionato Olandese, prevede anch'esso un Calendario di incontri annuale. Il nostro Circolo è stato autorizzato a presentare un squadra composita, assieme all'altro Circolo brussellese e ai due Circoli di Liegi e provincia: in questo modo riusciamo a garantire 4 giocatori per tutti i turni previsti: in pratica una squadra "francofona" (denominata infatti Wallonie-Bruxelles), laddove le altre 3 presenti quest'anno fanno riferimento a 3 Circoli fiamminghi - i campioni in carica della "Fenice" di Kortrijk, il "Mulino" di Heule (in effetti un quartiere della medesima cittadina di Kortrijk), e Genk. Quest'anno dopo il girone di andata la nostra squadra - alla quale viene richiesto con regolarità anche il mio contributo - è in testa a pari merito con Kortrijk, a seguito di un rocambolesco 4-4 nell'incontro diretto (nella foto un documento del match).

Tra analogie e differenze spiccano alcuni dati che rendono piuttosto diversa la vita di Circolo in Belgio e in Italia, in primis la centralità della partita con tempo di riflessione classico, che rimane la più gradita alla generalità dei giocatori. Nel nostro Circolo non facciamo i Campionati Lampo e Semi-Lampo (ma negli Circoli in genere sì), tuttavia al Damier Cinquantenaire s'organizzano delle serate di gioco lampo e semi-lampo denominate "Campionato della Regione di Bruxelles Capitale" che servono soprattutto come preparazione ai Campionati Nazionali delle due specialità (che si tengono in giorni dedicati), oltre che ai rispettivi Campionati Fiamminghi (che sono aperti a tutti). Altri tornei "internazionali" Lampo e Semi-Lampo di una giornata sono pure presenti nel Calendario Agonistico nazionale - uno di essi lo organizza a Bruxelles il Damier Cinquantenaire.

Per chiudere, poche altre annotazioni. Quest'anno giocherò per la prima volta il Campionato Belga Assoluto, che si terrà dal 22 febbraio al 1° marzo a Heule. Come accade anche in Italia da diversi anni, molti giocatori di una certa levatura saranno assenti (anche la Campionessa uscente Ewa Schalley-Minkina), ed è questo fatto che mi ha permesso di rientrare nei 12 partecipanti. Non mancherò di dare cronache specifiche a suo tempo. Per ora noto che le relazioni italo-belghe non si fermano alla mia persona, ma saranno realizzate quest'anno anche con un incontro amichevole tra squadre nazionali in programma in maggio in Italia: un'occasione in più per approfondire la conoscenza e l'amicizia damistica fra i nostri Paesi.

martedì 14 gennaio 2020

Cronaca - Emanuele Danese terzo a Reggio Calabria

del Sommo Ema
Grazie alla passione organizzativa di Antonino Cilione il 2020 damistico per la dama internazionale si apre nel modo migliore. In terra di Calabria si ritrovano tanti grandi giocatori e vari appassionati un po’ da tutto lo stivale: Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia con una qualità di livello spettacolare.

Nel tipico clima di amicizia che caratterizza le nostre vigilie di competizione, ci si ritrova sul bellissimo lungomare di Reggio già al sabato: un gelato ammirando il panorama, una visita ai Bronzi e alla Cattedrale, due parole di aggiornamento reciproco sulle vicende personali (un grande abbraccio all’ultimo arrivato nella grande famiglia damistica, Enrico Macali, figlio del GM Daniele e dell’Arbitro Internazionale Milena, che promette già partite da guerriero indomito: un nome una sicurezza).

La sede di gara è poeticamente alternativa: una serie di ampi locali requisiti alla ‘ndrangheta, ora sede Arci in allestimento, con seggiolini foderati coi colori giamaicani, citazioni di Lenin appese alle pareti, immagini di Pertini e le analisi di “Mossa libera” stampate a colori, oltre a un vecchio pianoforte in un angolo: comoda, spaziosa e con le pareti dipinte di uno splendido azzurro.
Due gironi da 12, 5 partite a 35’+10”, con i 5 provinciali che saggiamente giocano nel secondo gruppo con classifica a parte.

Il podio del primo gruppo con il M° Danese (a sx.) terzo classificato
Il primo gruppo vede ai nastri di partenza i campionissimi Scaggiante, Borghetti, Macali, Tovagliaro, Manzana, oltre ai maestri Sgrò, Danese, Gioffrè, e a Senesi, Catanzaro, Ciarcià e allo stesso Cilione.
Tra giocate sopraffine e numerosi erroracci sparsi, la notizia è che il sottoscritto grazie soprattutto a un’eccessiva dose di fortuna (Cilione e Manzana che si travestono da Babbi Natale cappellando in posizioni vincenti o stravincenti) arriva a giocarsi l’ultimo turno in testa solitario davanti a Macali e Scaggiante. Mentre Scaggiante supera Gioffrè, tra me e Macali viene fuori una bella Drost: Daniele attacca e io lascio il pezzo e rispondo in contropiede: ma Daniele restituisce il pezzo al momento giusto, io evidentemente devo aver sbagliato un po’ a sviluppare i miei pezzi sulla destra dato che non riesco a sfondare, lasciando spazio all’avanzata centrale del mio avversario, che sacrifica, passa a dama e vince meritatamente la partita e, grazie al quoziente, anche il torneo. Meritatissimo Daniele! Ottimo secondo a soli 2 centesimi Alessio Scaggiante, mentre io termino comunque con un onorevolissimo terzo posto solitario davanti a tanti campioni.


Il secondo gruppo prevede un bel mix di partecipanti: cominciamo dalle 4 quote rosa, con 3 ragazzine terribili del vivaio di Latina (Giorgia Senesi, Margherita Aielli e Linda Piccinini, quest’ultima insieme al fratello Simone) e la locale Giovanna Focà: alcuni storici internazionalisti caduti in semi-disgrazia secondo l’elo-rubele ma imbattibili a tavola e al bar (Mattia Brancaleone e Michele Cioccarelli), un manipolo di giocatori della zona, anche maestri all’Italiana (i giovani Caruso e Amaddeo e i veterani Borrello e Greco) oltre al georgiano Malkhaz Kraveishvili, da tempo residente a Reggio e che da poco ha rispolverato l’antica passione, scuola sovietica.

Parte bene il trio composto da Kraveishvili, dal giovane Piccinini e dal nostro Brancaleone, con 5 punti nelle prime 3 partite: qui “lo straniero” prende il largo sconfiggendo Simone prima e poi Cioccarelli che aveva appena sconfitto e scavalcato Mattia: in questo modo si forma un grande gruppo a 6 per il secondo posto: Cioccarelli, Piccinini, Amaddeo, Brancaleone e Greco.

Un veloce abbraccio a tutti e l’arrivederci tra due mesi in terra scaligera, per ricambiare la splendida ospitalità con la Coppa organizzata dal nostro circolo. 

sabato 11 gennaio 2020

Cronaca - Campionati Provinciali 2020

di Renzino l'Europeo
Domenica 5 gennaio si sono svolti a S. Martino Buon Albergo i Campionati Provinciali 2020 di Dama Italiana e di Dama Internazionale. Il formato dell'evento è stato quello ormai tradizionale da diversi anni, con il torneo sulle 64 caselle disputato al mattino, e quello sulle 100 caselle al pomeriggio. Tutti i più attivi damisti veronesi sono stati ancora una volta ospiti della "taverna" di casa Brancaleone, con il "Teo" - segretario del nostro Circolo - a fare da Arbitro.

A contendersi il titolo di Dama Italiana erano presenti 7 giocatori, di cui 3 Provinciali entrati nell'agone damistico durante il 2019, e praticanti assidui sotto la guida dell'ottimo Regionale Bruno Martinelli, il quale, dopo la bella prestazione nel Torneo di Isola Vicentina, appare ben motivato a ricercare la promozione a "Nazionale". Una buon segno di vitalità per il nostro gioco e per tutta S. Martino Buon Albergo, considerato anche il soddisfacente livello tecnico già espresso dai nuovi adepti.

Il contributo dei damisti "di vecchia data" è stato assicurato, oltre che dal sottoscritto, anche da Mattia Brancaleone e da Emanuele Danese, che alla fine è riuscito a conquistare il titolo provinciale. In effetti gli scontri diretti fra noi 3 sono finiti in una morra senza capo, con Mattia che perdeva da Emanuele ma batteva me, ed io che gliele suonavo al Sommo Ema. Decisivi i risultati con il resto della truppa, in particolare il mio pareggio con Bruno, laddove Ema aveva invece incamerato i 2 punti. Fra i 3 Provinciali prevale per quoziente Patrizio Filippini.

Una immagina storica di S. Martino Buon Albergo
Per quanto riguarda il torneo "all'internazionale", c'è stato il solito turnover di giocatori, con l'arrivo di Beniamino Danese e Luciano Sanson, e l'uscita di scena dei sanmartinesi. Con 5 contendenti siamo stati pertanto costretti a mettere in cantiere 5 turni di gioco, e un tempo di riflessione limitato a 15' + 10" di ricarica. La gara è stata animata dalla sonora presenza di Olivia, figlia del Benny, che ha accompagnato papà in questa avventura damistica.

Il risultato tecnico è stato la divisione del titolo ex-aequo fra me ed Emanuele, a seguito degli identici risultati da noi conseguiti: pareggio nello scontro diretto, ed anche con Beniamino, vittorie nelle altre partite. Un buon combattimento con belle partite, anche in vista della trasferta che Mattia ed Ema effettueranno al Torneo Nazionale di Reggio Calabria, in programma domenica 12 gennaio.

Le classifiche. Per il Campionato Provinciale di Dama italiana:

1) Emanuele Danese      p. 10
2) Renzo Rubele            p. 9
3) Mattia Brancaleone   p. 7,41
4) Bruno Martinelli        p. 7,27
5) Patrizio Filippini        p. 3,15
6) Giuseppe Fiorio         p. 3,13
7) Gianni                        p. 3,9

Per il Campionato Provinciale di Dama Internazionale:

1) Emanuele Danese e Renzo Rubele    p. 6,19
3) Beniamino Danese                             p. 3,14
4) Mattia Brancaleone                            p. 3,8
5) Luciano Sanson                                  p. 2

L'ospitalità di casa Brancaleone ha fatto da cornice a questo buon avvio d'anno per il Circolo, con la speranza che si possano effettuare in futuro anche i Provinciali "giovanili", come già accaduto l'anno scorso. Ma intanto la mente di tutti è già rivolta all'organizzazione della 24a Coppa Città di Verona...

lunedì 23 dicembre 2019

Spiccioli di Tecnica - La combinazione del Sommo Ema

di Renzino l'Europeo
Il M° Emanuele Danese è il Presidente del nostro Circolo, ed ha il merito di aver seguito con costanza la vita damistica cittadina e nazionale da quando ha iniziato a giocare, nel corso degli anni '80 del secolo scorso. Il suo contributo è stato non solo tecnico-agonistico, ma anche organizzativo - ricordiamo qui soprattutto il coordinamento redazionale della rivista "Damasport", tenuto per molti anni, la breve esperienza al Consiglio Federale, in un periodo turbolento della vita della FID, e ovviamente il ruolo essenziale nell'allestimento della "Coppa Città di Verona", il principale evento damistico che si tiene nella nostra città, con regolarità annuale.

In chiusura di questo 2019 vogliamo allora proporre ai nostri lettori una pillola di tecnica che il Sommo Ema ci ha regalato quest'anno, e cioè un bel tiro effettuato ai danni del giovane Maestro di Velletri Enes Habilaj, proprio nel corso dell'ultima Coppa Città di Verona, in marzo. Vediamo per bene.

Alla posizione diagrammata, il Nero, condotto da Habilaj, giunge muovendo erroneamente 12-17??


Il Bianco ha qui a disposizione una brillante forzatura con implicita combinazione: 29-24! a cui il Nero deve necessariamente rispondere con 14-19, pena la perdita immediata di un pezzo con un tiretto 2x1 (mentre 14-20? sarebbe ovviamente punita dall'immediata damatura con presa multipla mediante 37-32!). Ma ecco che il Bianco mette in moto un inesorabile meccanismo di prese: 34-29! ed ora dopo qualsivoglia cattura operata dal Nero si prosegue infilando la via di dama già aperta - ad esempio, come avvenuto in partita, 23x34, 40x29, 25x23, 37-32!, 19x30, 32x1. Il Nero può prendere la dama ma rimane con un pezzo in meno: 2-7, 35x24, 10-14, 1x12, 8x17, e il destino è segnato.

L'intera giocata, comprensiva della partita da cui scaturisce, è visibile in un video pubblicato su Facebook a questo indirizzo, con il commento dello stesso Emanuele.

La notorietà del Sommo Ema si è grandemente allargata nelle ultime settimane a seguito della sua partecipazione al popolare programma televisivo "L'eredità", nelle due serate di sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre: complimenti al Nostro e, cogliendo questa occasione, porgiamo a lui e a tutti gli affiliati del nostro Circolo i migliori auguri di Buone Feste.

giovedì 5 dicembre 2019

Cronaca - Tornei di dama internazionale

di Renzino l'Europeo
Nelle nostre note informative abbiamo dato conto in modo sommario dell'attività agonistica dei damisti affiliati al nostro Circolo durante l'anno. C'è ancora un settore che manca alle nostre cronache, ed è quello dei tornei nazionali di dama internazionale. Stiamo parlando in effetti di un paio di gare, visto che il calendario agonistico comprende pochi appuntamenti di questi tipo, ed uno è proprio la Coppa Città di Verona, che organizziamo noi in marzo. Dopo di quello (al quale abbiamo dato ovviamente lo spazio informativo che meritava), sono state effettuate altre due gare nazionali di dama internazionale: quella di Bergamo in giugno, e la classicissima di Mori all'inizio di settembre. Ad entrambi questi tornei ho preso parte personalmente, e si tratta pertanto di vergare piccole note su me stesso, visto che non c'erano altri scaligeri. 

La Coppa Città di Bergamo si è svolta quest'anno in pieno giugno, appena due-tre settimane prima dei Campionati Italiani che si sarebbero tenuti nella medesima sede di gara, a S. Paolo d'Argon. Una partecipazione di 25 giocatori secondo le attese, con un buon numero di giovani e giovanissimi, sia locali che da fuori provincia. Per quanto mi riguarda, il torneo è stato positivo, con un buon 8° posto finale, nonchè 2° del "secondo gruppo" di merito dietro Stefano Valentini, quinto assoluto. Nel dettaglio, posso fare anche qualche recriminazione per il punto perso nel primo turno con Alessio Scaggiante: in una posizione di pari tecnica del genere "1 dama e 2 pedine contro 2 dame e una pedina" Alessio ha voluto continuare, e poi mi sono fatto barbinamente cambiare la dama... Meglio la pari con il campione italiano in carica Daniele Berté, mentre con Aboubacar Diop non c'è stato niente da fare. Le vittorie le ho ottenute contro giovani e giovanissimi, ma nel complesso sono rimasto soddisfatto. Il torneo è andato a Scaggiante, per quoziente su Diop.

Anche a Mori c'è stata la tradizionale buona partecipazione, comprensiva di giocatori non italiani, fra cui Alexander Georgiev (che ha vinto), il caraibico Alias, lo sloveno-olandese Stegeman (già vincitore di una Coppa Città di Verona) e due olandesi "doc" (Wijker e Spaans), non troppo conosciuti all'estero, ma di buon livello. Ho trovato spazio, ovviamente, solo nel secondo gruppo, composto da giocatori di fascia medio-alta ma anche da un paio di giovanissimi. La prestazione agonistica, tuttavia, non è stata troppo buona, se è vero che mi sono dovuto accontentare dell'8° posto su 12 giocatori.

La torta preparata per festeggiare i 50 anni del Circolo di Mori
La premiazione ha visto l'importante momento celebrativo del 50° anno di vita del Circolo Damistico Moriano. Gli amici trentini sono senza dubbio i damisti più "vicini" a noi, in tutti i sensi, e il binomio Verona-Mori ha segnato momenti importanti della storia del movimento damistico nazionale. Non va dimenticato che la Coppa Città di Mori, giunta alla 45a edizione, è la gara di dama che vanta la tradizione organizzativa più lunga, e pure continuativa, a livello nazionale. Iniziata come torneo "interregionale" di dama italiana nel 1975, diventò una gara nazionale di dama internazionale nel 1985, a seguito di una decisione del "patròn" del damismo moriano Giuseppe Manzana, che intendeva così assecondare la spinta verso le 100 caselle che molti giovani (compresi i suoi figli) stavano compiendo. Ricordo ancora il momento in cui venne a chiedermi, durante l'edizione del 1984, se fossi d'accordo con la possibile "mutazione"... era un sondaggio preventivo che il buon Giuseppe stava evidentemente compiendo con un campione di giocatori...

Nell'augurare al torneo di Mori altrettante edizioni, e al Circolo una rinnovata spinta propulsiva, non ci rimane che sottolineare l'importanza di questi tornei nazionali, che sono il "pilastro" del calendario agonistico delle 100 caselle. E Verona 2020 già si intravvede all'orizzonte...

domenica 10 novembre 2019

Cronaca - Campionati Italiani di Dama Internazionale e Stage giovanile

di Renzino l'Europeo
Nell'ultimo articolo sul nostro sito-blog abbiamo fatto una rapida cronaca dei recenti Campionati Italiani di dama italiana. A causa di una pausa informativa ci eravamo tuttavia "lasciati indietro" quelli di dama internazionale, che si erano svolti in luglio a Bergamo. Provvediamo adesso, visto che la partecipazione veronese non è mancata, come da tradizione, neanche in quelli.

Se nell'Assoluto - a cui nel 2018 aveva partecipato anche il M° Emanuele Danese - mancavano questa volta i colori gialloblù, nel secondo gruppo erano presenti, come da alcuni anni, il CM° Mattia Brancaleone ed il sottoscritto. I valori, in questa fascia di giocatori, non sono necessariamente ben fissati, e sono sempre possibili molteplici risultati. Nel nostro caso abbiamo dovuto vedercela con un giovanissimo savonese in forte ascesa, Matteo Fortunato, che l'anno scorso aveva pure partecipato all'Assoluto, e che quest'anno, giocando nel nostro gruppo, ha messo tutti in riga. Anche lo juniores Giacomo Giorlando era in buona forma ed è arrivato secondo. Per me un quarto posto, scalzato dal podio per quoziente dal buon Francesco Militello, mentre Mattia ha subito parecchi rovesci ed ha dovuto indossare la maglia nera. Niente di grave, ma segno della già menzionata variabilità delle forze in campo.

Il podio dell'Assoluto, con il vincitore Moscato, Manzana e Berté. 
Due righe d'ordinanza anche per l'Assoluto, vinto quest'anno dal M° Walter Moscato di Velletri, il quale ha ben sfruttato le opportunità che gli si sono parate davanti. In particolare, è finita in pasto a tutte le cronache damistiche l'insperata patta con Moreno Manzana all'ultimo turno, che lo tallonava di un punto in classifica, e che stava portando a termine una partita vittoriosa prima di incappare nella classica buccia di banana. Per il resto, la non eccessiva partecipazione dei "big" ha dato spazio ai nostri migliori giovani, che sono ormai abbonati al primo gruppo. Molti giovanissimi anche nel terzo, e soprattutto nel quarto gruppo.

Compressi come al solito in un pomeriggio, si sono svolti anche i Campionati italiani lampo e semi-lampo, per prendere parte ai quali sono arrivati appositamente Alessio Scaggiante e Loris Milanese, assenti nella gara a tempo classico, e mattatori - invece - in queste due gare. E' accorso a Bergamo per il medesimo scopo anche il nostro Emanuele, che predilige il gioco veloce, ma che ha dovuto accontentarsi del secondo gruppo in entrambi i tornei, dove pure le pedine non hanno girato sempre nel verso giusto: per lui un terzo posto nel lampo. In spregio ad ogni cautela mi sono cimentato anch'io in tutte e due le specialità, facendo delle discrete partite nei terzi gruppi, e giungendo in ambo i casi terzo. Per Mattia un quarto posto nel lampo, sempre nel terzo gruppo. I risultati di tutti i Campionati sono pubblicati nel sito della Federazione.

Quest'anno c'è stata una "postilla" ai Campionati, che ha interessato i giovani solitamente convocati per i Campionati Europei e Mondiali delle varie categorie "under 20". Il Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali Daniele Bertè ha organizzato un apposito stage di due giorni, che negli anni scorsi si teneva in data diversa, ma sempre come preparazione alle competizioni internazionali. Poiché la partecipazione era aperta ad altri interessati, ho voluto anch'io immergermi in quest'esperienza didattica, come segno di genuina attenzione per l'iniziativa, in un settore che la Federazione ha sempre curato, e che negli ultimi anni sta seguendo con particolare impegno.

E' certamente nello spirito del nostro Circolo appoggiare e favorire tutte le iniziative rivolte ai giovani, come ci ha insegnato bene, con la sua opera, anche Enrico. Del resto, negli ultimi anni della sua vita, egli stesso aveva ricoperto quei ruoli federali di alta responsabilità oggi tenuti da Bertè e dai suoi collaboratori, in primis Roberto Tovagliaro, che segue i giovani e da anni li accompagna agli Europei. In questo stage, in assenza di Roberto, è stato Alessio Scaggiante a prestare la sua opera come istruttore, con specifiche lezioni rivolte al gruppetto "più avanzato", al quale io stesso mi sono aggregato. Gli altri giovani e giovanissimi, divisi in due gruppi, erano seguiti dallo stesso Bertè con piccole lezioni, esercizi, compiti specifici.

La speranza è che il nostro gioco possa ritrovare maggiore seguito nelle nuove generazioni. Pur essendo ben riforniti di svaghi e opportunità ludiche "tecnologiche", i giovani farebbero bene a riconsiderare il valore di quei giochi di strategia tradizionali, che possiedono aspetti positivi inimitabili, e che consentono oltretutto di stabilire una rete di relazioni personali ed estese. Anche a Verona il M° Danese aveva iniziato l'anno scorso un'attività didattica, che ci auguriamo possa proseguire proficuamente.

mercoledì 6 novembre 2019

Cronaca e Storia - Campionati Italiani di Dama Italiana

di Renzino l'Europeo
Si sono conclusi domenica i Campionati Italiani di Dama Italiana, che quest'anno si sono svolti in terra toscana, a Marina di Bibbona (LI). Come da tradizione degli ultimi 15 anni, sia l'Assoluto che i Campionati minori sono stati giocati nella stessa sede di gara, con l'unica differenza logistica imposta dal tempo di riflessione: il primo gruppo ha cominciato mercoledì 30 ottobre, gli altri due venerdì 1 novembre. Questa cronaca è in effetti un piccolo diario personale, visto che non erano presenti altri giocatori del Circolo, oltre al sottoscritto - impegnato nel secondo gruppo.

I Campionati Italiani costituiscono sempre il momento culminante dell'attività agonistica nazionale, tanto più in quanto i requisiti di ammissione impongono la partecipazione a diverse gare durante l'anno (quattro, pur con l'inclusione dei Campionati Provinciali). Forse per questo criterio, forse per la necessità di produrre anche il certificato medico (una "scocciatura" per qualcuno), forse per l'impegno che si estende su più giorni, v'è la sensazione che - per quanto riguarda i campionati minori - l'interesse alla partecipazione sia un po' scemato negli ultimi anni. Le mie noterelle di cronaca si intrecciano giocoforza con dei ricordi storici di più antica data, potendo fare dei raffronti con altri periodi ed altre esperienze, che ho vissuto in prima persona.

Il podio dell'Assoluto, con il vincitore Maijnelli, Bertè e Scarpetta
Ma veniamo intanto ad alcuni dati essenziali dell'Assoluto, che è stato invece ben partecipato. Fra i "big", solo Mario Fero ed Alessio Scaggiante erano assenti, quest'anno (discorso a parte per Michele Borghetti, giunto sabato in visita ufficiale), ma erano ben rimpiazzati da altri giocatori di alto livello "rientranti" dopo anni, come Daniele Bertè e Claudio Ciampi. Il calendario di gioco ha in qualche modo favorito la "fuga" di Bertè, che, da parte sua, ne ha approfittato con maestria, prima di venire impallinato dal buon Marcello Fantozzi. Hanno potuto così "rientrare" in testa uno dopo l'altro altri "big": all'ultimo turno erano addirittura in 4 davanti, con il campione uscente Francesco Gitto e il campione del mondo di dama inglese Sergio Scarpetta che dovevano incrociare le pedine fra di loro, mentre Michele Maijnelli, quatto quatto, vinceva la sua partita contro Franco Manetti. Intanto Bertè doveva vedersela con Mirco De Grandis, il quale fino a due turni dalla fine era anch'egli in predicato di "riprendere la testa", così come Paolo Faleo: questi due Grandi Maestri sono però scivolati durante il tentativo, e rimanevano indietro. Ma il calcolo del quoziente (Sonneborn-Berger) effettuato con precisione prima ancora che Bertè finisse la sua partita dava già il titolo a Maijnelli, e così i due punti finali che ha in effetti poi ottenuto il Grande Maestro savonese - 69 anni e vincitore del suo primo campionato italiano esattamente 40 anni fa - non hanno fatto altro che contribuire ad aumentare l'amaro in bocca per un esito complessivo che avrebbe potuto essere e non è stato.

Ma la vittoria di Maijnelli, messinese e "figlio d'arte" di Antonino (tre volte Campione Italiano), è stata ben meritata, e vale anche come premio "alla carriera" - sempre presente a tante gare e sempre fra i migliori del damismo nazionale. Il titolo di Grande Maestro che gli è valsa questa vittoria, in combinazione con i tornei nazionali vinti, è stato quindi accolto da tutti con felicità e partecipazione. 

Pagato il tributo di cronaca all'Assoluto, passo alle noterelle riguardanti i campionati minori, dove ero appunto impegnato personalmente. Va detto che, se con questa formula organizzativa i Candidati Maestri ed i Nazionali non sembrano affollarsi troppo (per costoro la differenza con una qualsiasi altra gara nazionale è minima), per certi Maestri "di seconda fascia" c'è invece l'opportunità di fare un torneo da protagonisti, sicché anche quest'anno ben 8 dei 16 giocatori del secondo gruppo erano in effetti di categoria magistrale. Poichè l'esperienza non è acqua, ci sarebbe voluto qualche giovane in forte ascesa per poter sovvertire la scala dei valori, ma i quattro candidati maestri aostani allievi di Faleo (Cantatore, Zhou, Zappia e Tamborin), tutti presenti, non sembrano ancora mordere il freno a quel livello. 

E così a vincere è stato il più giovane dei maestri presenti, il casertano Mario Maiello, 38 anni, tesserato per il circolo di Lecce. Vittoria meritata per distacco sul novarese Raffaele D'Amore e sul bergamasco Ivo Cocchi. Il mio piazzamento? Un ottavo posto regolare, che conferma un po' il quadro già sperimentato con le gare estive fatte quest'anno. Ho quindi ben chiare le mie potenzialità e miei limiti, e posso anche dire che il mio capitale punti rispecchia il mio valore attuale. Avendo giocato con ben 11 dei miei 15 avversari, ho anche una visione d'insieme del "quadro tecnico" di questa fascia di giocatori - esperienza ma anche errori, occasioni e punti buttati un po' da tutti. Ovvio che un più profondo studio delle aperture sarebbe d'uopo, ma oggi bisogna avere molto tempo per farlo bene… e poi molti errori non c'entrano affatto con le aperture. 

Nel terzo gruppo l'inconfondibile Ennio del Serra, con i suoi 84 anni (se non andiamo errati) precede per quoziente Alfredo Russo. Terzo Francesco Militello. In questo gruppo hanno trovato spazio anche diversi giovanissimi di Latina, ancora provinciali (ma il buon Simone Piccinini ha meritato la promozione a Regionale). 

La classifica del Campionato Candidati Maestri del 1988
Le mie note, come già accennato, si intrecciano con dei ricordi storici di un periodo assai lontano, quello degli anni '80 del secolo scorso. In quella fase della mia carriera damistica mi pregio di aver partecipato a tutti i Campionati di categoria che si svolgevano allora: quello dei Regionali nel 1984 a Reggio Emilia, quello dei Nazionali nel 1985 a Tirrenia (LI) e quello dei Candidati Maestri a Canosa di Puglia (BA) nel 1988. Considerando il fatto che l'anno scorso avevo giocato il campionato del 3° gruppo, posso ben dire di possedere una certa esperienza di tutti i campionati minori, e in diversi momenti della storia del movimento damistico italiano. Come molti, non posso fare a meno di testimoniare l'epica vitalità agonistica che animava gli anni '80, ora un po' persa. Basti solo dire che al Campionato dei Regionali dell'84, che era ad iscrizione libera (mentre per Nazionali e Candidati erano selezionati tipicamente 24 giocatori) parteciparono in 64! Ricordo pure la mia prestazione di allora: 13° con 11 punti su 9 partite - ma poi venni lo stesso promosso Nazionale per altri risultati. 

In chiusura, un cenno anche al Campionato problemisti solutori, al quale non ho voluto mancare: i partecipanti sono sempre così pochi! E così pure quest'anno, come l'anno scorso, sono finito secondo nel secondo gruppo (ma su tre partecipanti): uno dei podi più lunari della mia carriera. Certo, anche il problemismo non se la passa bene, ma pure qui devo ricordare come, quando imparai a giocare, i problemi mi piacevano moltissimo, e una parte della mia formazione damistica si è fatta proprio sull'ultima pagina di Damasport, quella di "Tecnica Problemistica"…  

Non posso che auspicare sorti più brillanti per tutti i nostri Campionati di dama italiana, e magari - se mai capitasse - ottenere anche personalmente qualche risultato migliore.